Come è Dio dentro di se stesso? Come vive? Cosa fa? Dove abita?... Sono domande che ogni essere umano si pone, almeno in alcune tappe della vita. A queste e altre domande risponde, soprattutto per i cristiani, la festa odierna della Santissima Trinità. È la festa del “Dio uno in Tre Persone”, come insegna in catechismo. Con questo è già detto tutto, ma in realtà tutto resta ancora da spiegare e capire, accogliere con amore e adorare nella contemplazione.

La Santa Trinità:
sorgente di misericordia e di missione

Esodo 34,4-6.8-9; Salmo Dan 3,52-56; 2Corinzi 13,11-13; Giovanni 3,16-18

Riflessioni
Come è Dio dentro di se stesso? Come vive? Cosa fa? Dove abita?... Sono domande che ogni essere umano si pone, almeno in alcune tappe della vita. A queste e altre domande risponde, soprattutto per i cristiani, la festa odierna della Santissima Trinità. È la festa del “Dio uno in Tre Persone”, come insegna in catechismo. Con questo è già detto tutto, ma in realtà tutto resta ancora da spiegare e capire, accogliere con amore e adorare nella contemplazione. Questo tema ha un’importanza centrale per la missione. Infatti, si afferma con facilità che tutti i popoli - anche i non cristiani - sanno che Dio esiste, lo nominano e lo invocano in varie forme; e si è facilmente concordi nel dire che anche i pagani credono in Dio. Questa verità condivisa - pur con differenze e riserve -  rende possibile il dialogo fra i cristiani e i seguaci di altre religioni. Sulla base di un Dio unico comune a tutti, è possibile tessere un’intesa fra i popoli anche non cristiani, in vista di azioni concordate: favorire la pace, difendere i diritti umani, realizzare progetti di sviluppo umano e sociale, come si sta facendo in molte parti.

Ma per l’azione evangelizzatrice della Chiesa tali iniziative sono soltanto una parte del messaggio cristiano. Infatti, nel Vangelo la famiglia umana trova risorse nuove e inesauribili per la sua stessa sussistenza e per il progresso umano e spirituale: aderendo alla novità di Cristo! Il cristiano non si accontenta di fondare la propria vita spirituale solo sull’esistenza di un Dio unico, e tanto meno lo può fare un missionario cosciente della straordinaria ricchezza del dono di Gesù Cristo, che ci introduce nel mistero di Dio-Amore. Il Vangelo che il missionario porta al mondo, oltre ad arricchire la comprensione del monoteismo, apre all’immenso e sempre sorprendente mistero di Dio, che è comunione di Persone. La parola mistero qui non va intesa solo nel senso di verità nascosta, difficile da capire; ma piuttosto di verità sempre nuove, da scoprire e soprattutto da vivere. La fede non è un sapere. La fede è esperienza di vita.

In questa materia è meglio lasciare la parola ai mistici. Per S. Giovanni della Croce “c’è ancora molto da approfondire in Cristo. Questi infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si scoprono nuovi filoni di ricchezze”. E rivolgendosi alla Trinità, S. Caterina da Siena esclama: “Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna”.

La rivelazione del Dio uno e trino porta a conseguenze immediate e rinnovatrici per la vita del credente: offre parametri nuovi sul mistero di Dio, sul modo di tessere le relazioni umane, sul rapporto dell’uomo con la creazione… Anche il dialogo fra le religioni si arricchisce di orizzonti nuovi, anche se difficili, come si intravede sin dalle prime battute di un dialogo, scarno ma essenziale, tra un musulmano e un cristiano:

- Dice un musulmano: “Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?”

- Risponde un cristiano: “Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?”

Questo è solo l’inizio di un lungo cammino per l’incontro; la sfida resta: come continuare il dialogo… anzitutto nelle relazioni interpersonali e sociali, e poi sul piano dottrinale.

Il Dio cristiano è trinitario: è uno ma non solitario; è comunitario. Questa rivelazione arricchisce anche il monoteismo ebraico, musulmano e di altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù (Vangelo) è Dio-amore, Dio che vuole la vita del mondo, Dio che offre salvezza a tutti i popoli (v. 16-17; cfr. 1Gv 4,8). Egli si rivela da sempre come “Dio misericordioso e pietoso… ricco di amore e di fedeltà” (I lettura, v. 6); “il Dio dell’amore e della pace” (II lettura, v. 11); “Dio ricco di misericordia” (Ef 2,4). (*)

Vana è la pretesa umana di spiegare Dio; lo si può seguire, sentire, intravedere. La Bibbia non ci parla di Dio in termini teorici, ma dinamici; ci presenta la storia, i fatti nei quali Dio si comunica, si manifesta. Il racconto biblico ci mostra ciò che Dio-Trinità ha fatto per noi; e dalle Sue opere possiamo intravedere qualcosa di com’è la Trinità dentro di se stessa. Siamo davanti a un ‘monoteismo conviviale’: c’è un Dio uno nella divinità, ma differente nelle Tre Persone. Dio è comunione di persone e, al tempo stesso, custode delle differenze. La Bibbia ci rivela che noi siamo fatti a immagine e somiglianza della Trinità (cfr. Gen 1,26-27): siamo creati, cioè, per la vita, la relazione, la convivialità. La sfida per noi tutti, uomini e donne, fatti a somiglianza di Dio, consiste nel declinare tra di noi, in modo armonioso, la comunione e le differenze.  

Tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno di conoscere il vero volto di Dio, rivelato da Gesù. I missionari ne sono portatori. Come afferma il Concilio, “la Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il progetto di Dio Padre” (Ad Gentes 2). Parole chiare del Concilio circa l’origine e il fondamento trinitario della missione universale della Chiesa.

Dove abita Dio?” Il catechismo risponde: “Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo”. È vero, ma c’è una risposta più vitale e personale. Un giorno il rabbino Mendel di Kotzk chiese ad alcuni suoi ospiti colti: “Dove abita Dio?” Quelli reagirono ridendo: “Ma non lo sai? Il mondo non è forse pieno della sua gloria?” Il rabbino replicò: “Dio abita dove lo si lascia entrare”. Dio è là dove ci sono delle persone che si amano. Dio cerca l’incontro personale, bussa alla porta di ogni cuore, offre la sua amicizia. Con un’intimità che riscalda il cuore, regala vita e gioia, sfocia nella missione.

Parola del Papa

(*) “La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato, non dall’alto di una cattedra, ma camminando con l’umanità. È proprio Gesù che ci ha rivelato il Padre e che ci ha promesso lo Spirito Santo. Dio ha camminato con il suo popolo nella storia del popolo d’Israele e Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che noi non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni”.
Papa Francesco
Angelus nella festa della Santissima Trinità, 26.5.2013

Sui passi dei Missionari

8     S. Giacomo Berthieu (1838-1896), martire, sacerdote gesuita francese, missionario per oltre 20 anni in Madagascar, dove morì a Ambiatibé.

·     S. Maria Teresa Chiramel Mankidiyan (1876-1926), religiosa carmelitana del Kerala (India), fondatrice delle Suore della Sacra Famiglia, dedite a giovani e bisognosi.

9     S. José de Anchieta (1534-1597), sacerdote gesuita spagnolo, nato nelle isole Canarie, evangelizzatore del Brasile. Fu linguista, drammaturgo, e fondatore delle città di São Paulo e di Rio de Janeiro.

10   B. Edoardo Maria Poppe (1890-1924), sacerdote belga, laureato in filosofia. Fu un fecondo scrittore di spiritualità, sensibile ai problemi sociali.

11   S. Barnaba, apostolo, uno dei primi cristiani di Gerusalemme (Atti 4,36-37), missionario ad Antiochia (Atti 11,22s), amico e collaboratore di S. Paolo nel suo primo viaggio apostolico (Atti 13,1-15,38), poi evangelizzatore di Cipro assieme a Marco (Atti 15,39).

·     B. Ignazio Maloyan (1869-1915), martire, vescovo di Mardine degli Armeni. Fu torturato e ucciso dai turchi all’inizio dell’olocausto armeno.

12   S. Gaspare Bertoni (1777-1853), venoness, geniale educatore di giovani, per i quali aprì scuole e oratori. Esperto nella direzione spirituale di seminaristi, sacerdoti, fondatori e fondatrici, fu anche eccellente predicatore. Nel 1816, fondò la la Congregazione dei Missionari Apostolici (detti Stimmatini). Durante decenni di strazianti sofferenze fisiche, fu per tutti un angelo di conforto e di consiglio.

·     B. Mercede Maria di Gesù Molina (1828-1883), religiosa ecuadoriana, missionaria fra gli indios jíbaros. Fondò la congregazione delle suore dell’Istituto di Santa Marianna di Gesù. Morì a Riobamba (Ecuador).

·     Giornata mondiale contro il lavoro minorile, istituita nel 2002 Organizzazione internazionale del lavoro.

13   S. Antonio di Padova (1195-1231), sacerdote francescano portoghese. Fallito il tentativo di andare missionario in Marocco, divenne un instancabile evangelizzatore in Francia e Italia, operando conversioni e miracoli, fino agli ultimi giorni della sua breve vita. È dottore della Chiesa.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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