Il linguaggio di Gesù nella sinagoga di Cafarnao (Vangelo) è realista e insistente: il suo corpo e il suo sangue non sono soltanto ‘cose sacre’, sono Cristo stesso. Egli è il Pane di vita da accogliere e ricevere con fede, per vivere in questa vita e nella futura. Ce lo assicura Colui che ha parole di vita eterna (cfr. Gv 6,68).

L’Eucaristia, viatico per la Missione nel deserto del mondo

Deuteronomio 8,2-3.14-16; Salmo 147; 1Corinzi 10,16-17; Giovanni 6,51-58

Riflessioni
Nel deserto del mondo (I lettura), Gesù Cristo nell’Eucaristia è il viatico, il Pane di vita (Vangelo), perché la Chiesa viva e annunci la comunione e la fraternità (II lettura). Il linguaggio di Gesù nella sinagoga di Cafarnao (Vangelo) è realista e insistente: il suo corpo e il suo sangue non sono soltanto ‘cose sacre’, sono Cristo stesso. Egli è il Pane di vita da accogliere e ricevere con fede, per vivere in questa vita e nella futura. Ce lo assicura Colui che ha parole di vita eterna (cfr. Gv 6,68).

Appena liberato dalla schiavitù d’Egitto, il popolo dovette affrontare il deserto (I lettura) “grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua” (v. 15). Nel duro cammino verso la libertà, il Signore accompagna il popolo con i suoi doni, la sua parola e i suoi interventi: in particolare il regalo della manna e dell’acqua dalla roccia durissima (v. 16). Sono doni da ricordare e non dimenticare! (v. 2.14).

Gesù promette un dono superiore alla manna (Vangelo, v. 58). Un dono da scoprire e condividere con altri: “Se tu conoscessi il dono di Dio!” diceva Gesù alla donna samaritana (Gv 4,10). L’Eucaristia è il dono nuovo e definitivo che Cristo affida alla Chiesa pellegrina e missionaria attraverso il deserto del mondo. È molto più del semplice ricordo di una bella vicenda passata: è, nell’oggi, il dono del Vivente! “Il ricordo biblico introduce nuovamente il fedele nella vicenda della salvezza riattualizzando nell’oggi gli eventi del passato. È questo appunto il valore della parola memoriale che è applicata nel Nuovo Testamento anche all’Eucaristia… L’Eucaristia è ricordo della morte e risurrezione del Cristo, ma è certezza della sua continua presenza come cibo dell’uomo pellegrino, nell’attesa della Sua venuta” (G. Ravasi).

L’Eucaristia è fonte e sigillo di unità (II lettura): essendo comunione con il sangue e il corpo di Cristo, deve portare coloro che vi partecipano a vivere la comunione fraterna. Dall’Eucaristia nasce necessariamente una generosa spinta all’incontro ecumenico e all’attività missionaria, “perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra” (Prefazio). La persona e la comunità che fanno l’esperienza viva di Cristo nell’Eucaristia si sentono motivate a condividere con gli altri il dono ricevuto nella Parola e nel Sacramento: la missione nasce dall’Eucaristia e riconduce ad essa.

Il missionario porta nel deserto del mondo l’unica risposta valida, che è Cristo, buona notizia per i popoli. Cristo è sempre buona notizia nel deserto esistenziale e spirituale dell’umanità. Cristo è avvenimento di salvezza e mistero da adorare anche quando un missionario celebra l’Eucaristia nel deserto africano del Sahara, come fecero Daniele Comboni e i suoi compagni nel terribile deserto di Korosko, mentre erano in viaggio dall’Egitto a Khartoum (Sudan) nel 1857.

In tutta la sua persona (corpo, sangue, anima e divinità) Gesù si fa Pane e ci invita con insistenza a mangiare di questo Pane (Gv 6,51.53.54.56). Mangiare il Pane che è Cristo significa assumere il suo progetto, la sua missione, la sfida e la gioia del Vangelo. L’Eucaristia ci insegna ad abbattere le barriere che impediscono o mortificano lo sviluppo della vita: ci dà la forza per difendere la vita di ogni persona, nella convinzione che ‘nessuno è in più’ nel villaggio globale dell’umanità; ci dà la fiducia per vincere la spirale della violenza mediante il dialogo, il perdono e il sacrificio di se stessi; il coraggio per rompere le catene dell’accaparramento dei beni, promuovendo ovunque condivisione e solidarietà. (*)

“Per Gesù il Padre nostro e il pane nostro sono inscindibili: ogni pane che offro ad un affamato lo offro a Gesù stesso… (avevo fame…e mi hai dato … ero malato … e sei venuto a visitarmi, Mt. 25,39). Non possiamo qui in chiesa dire ‘Padre nostro’, e chiedere ‘dacci il nostro pane quotidiano e poi uscire e rientrare nella cultura del mio: la mia casa, la mia macchina, i miei soldi, la mia città, la mia patria… La logica dell’Eucarestia vuol dire: entrare in chiesa, ogni domenica, come mendicanti della Parola e del pane di Cristo ed uscire per diventare noi, nella vita, un pezzo di pane spezzato, per le persone che incontreremo” (R. Vinco, S. Nicolò, Verona).

Il villaggio globale non può che avere un banchetto globale, al quale tutti i popoli hanno uguale diritto di prendere parte; un banchetto dal quale nessuno può essere escluso o discriminato, per nessuna ragione. Da sempre è questo, e solo questo, il progetto del Padre comune per tutta la famiglia umana (cfr. Is 25,6-9). È il sogno che Egli affida alla comunità dei credenti perché lo portino a compimento.

Parola del Papa

(*) “L’Eucaristia, sebbene costituisca la pienezza della vita sacramentale, non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli… La Parola di Dio ascoltata e celebrata, soprattutto nell’Eucaristia, alimenta e rafforza interiormente i cristiani e li rende capaci di un’autentica testimonianza evangelica nella vita quotidiana”.
Papa Francesco
Esortazione apostolica Evangelii Gaudium (2013), n. 47, 174

Sui passi dei Missionari

14   Solennità del SS.mo Corpo e Sangue di Cristo (più conosciuta come Corpus Christi), Pane vivo, perché tutti abbiano vita in abbondanza (Gv 10,10).

·     B. Cosma Spessotto (1923-1980), martire francescano della provincia di Treviso; desiderava partire missionario in Cina, ma ne fu impedito per le espulsioni in corso, e fu inviato in El Salvador, come parroco a Nonualco. Davanti a ingiustizie sociali e guerre fratricide, annunciava pace, rispetto della vita, riconciliazione; ma fu ucciso in odio alla fede, accanto all’altare. (Prossimamente sarà proclamato Beato)

·     Giornata mondiale dei donatori di sangue, proclamata dall’Oms nel 2004.

15   B. Luigi Maria Palazzolo (1827-1886), sacerdote bergamasco, predicatore di missioni popolari, fondatore – con la Ven. Teresa Gabrieli – dell’Istituto delle Suore delle Poverelle, impegnate a condividere in tutto la vita dei poveri, dedite all’educazione, l’assistenza e le missioni. (Prossimamente sarà proclamato Santo).

·     B. Clemente Vismara (1897-1988), sacerdote italiano del Pime, missionario per 65 anni in Birmania (l’odierna Myanmar), dove fondò parrocchie e scuole artigianali, iniziò altre opere sociali tra le popolazioni locali, tormentate da guerre, malattie e miseria.

16   B. Maria Teresa Scherer (1825-1888), religiosa svizzera, confondatrice delle Suore della carità della S. Croce, che ebbero una rapida diffusione. Alla sua morte, le suore erano già oltre 1.600.

·     B. Donizetti Tavares de Lima (1882-1961), sacerdote brasiliano morto a Tambaú con fama di santità. Era un «pastore totalmente dedito alla sua gente, testimone di carità evangelica e coraggioso difensore dei poveri» (Papa Francesco).

·     Ricordo dell’Egira (o ‘emigrazione’) del Profeta Maometto, nel 622, dalla Mecca a Medina con un gruppo di amici-discepoli. L’evento è considerato come l’inizio dell’era musulmana.

* Il mese del Ramadàn (tempo speciale di digiuno, preghiera e penitenza) cade ogni anno in date differenti, secondo il calendario islamico.

  • Giornata internazionale del lavoro domestico, creata nel 2011 dall’Organizzazione internazionale del lavoro.

17   Ricordo di Massimiliano Ryllo (1802-1948), gesuita polacco, primo pro-vicario dell’Africa Centrale, morto a Khartoum (Sudan). Gli successe Ignazio Knoblecher (1819-1858), sacerdote sloveno, che aprì le prime vie missionarie verso il sud, lungo il Nilo. Angelo Vinco (1819-1853) e Giovanni Beltrame (1824-1906), sacerdoti veronesi dell’Istituto Mazza, furono tra i pionieri dell’evangelizzazione di quelle regioni.

·     Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, proclamata dall’Onu (1995).

18   S. Gregorio Barbarigo (1625-1697), dottore di diritto, studioso di matematica, astronomia, geografia e cartografia, fu vescovo di Bergamo, poi di Padova e cardinale. Imitando san Carlo Borromeo, fece continue visite pastorali, organizzò sinodi diocesani, favorì la formazione permanente dei sacerdoti, e varò iniziative pastorali verso gli ortodossi e i musulmani.

19   Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Dal Cuore trafitto di Cristo-Buon Pastore nasce la Chiesa missionaria. * Giornata mondiale per la santificazione dei sacerdoti.

19   Compleanno della signora Aung San Suu Kyi (n. il 19-6-1945 in Birmania, oggi Myanmar). Ispirandosi a Gandhi e ai principi del buddismo, optò per la ‘nonviolenza’ come unica strategia politica per la conquista di libertà e diritti civili dei suoi connazionali. Nel 1991, fu Premio Nobel per la pace «per la lotta nonviolenta in favore della democrazia e dei diritti umani». È tema di discussione il suo odierno silenzio ufficiale nel contesto della dura politica del suo governo verso i Rohingya.

20   Bb. Francesco Pacheco, sacerdote, e altri 8 giovani martiri della Compagnia di Gesù, condannati al rogo a Nagasaki (Giappone) nel 1626. (Vedi 6/2; 25/8; 24/11).

·     Ricordo di tre sacerdoti italiani: don Primo Mazzolari (1890-1959), parroco di Bozzolo (Mantova), «la tromba dello Spirito Santo» (Giovanni XXIII); don Lorenzo Milani (1923-1967), parroco di Barbiana (Firenze), «fedele al Vangelo, con la sua passione educativa» (Papa Francesco); SdD. Tonino Bello (1935-1993), vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi, uomo di vita semplice, impegnato accanto ai poveri, critico contro le armi e le guerre. Nel 2017-2018, Papa Francesco andò “pellegrino” sulle tombe di questi tre profeti, che «hanno lasciato una traccia luminosa, per quanto scomoda».

·     Giornata mondiale del rifugiato, promossa dall’Onu nel 2000. Oggi nel mondo 70 milioni di persone fuggono da guerra e violenze.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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