Santi con una devozione particolare al Sacro Cuore di Gesù

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Mercoledì 17 giugno 2020
Tutti gli anni durante il mese di giugno i cattolici sono invitati a rivolgersi particolarmente al Sacro Cuore di Gesù. Questa devozione trova la sua origine fin nei primordî del cristianesimo, prima di essere incoraggiata lungo i secoli da Cristo stesso e da numerosi santi. Nella foto: Santa Marguerite-Marie Alacoque. [
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St. Marguerite-Marie Alacoque

Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino a sfinirsi e consumarsi per testimoniare loro il suo amore. E per riconoscenza non ricevo, perlopiù, se non ingratitudini, a mezzo di irriverenze e di sacrilegi […].

Nel mese di giugno 1675, dopo esserle già apparso diverse volte, Cristo chiese espressamente a Marguerite-Marie Alacoque, una religiosa visitandina, di trasmettere e propagare la devozione al suo Sacro Cuore. Le rivelazioni ebbero luogo a Paray-le-Monial, in Saône-et-Loire, oggi nota come “la città del Sacro Cuore”.

Nuova linfa al culto del Sacro Cuore
Se il riconoscimento di queste apparizioni da parte della Chiesa non sarebbe giunto fino al 1765, dopo la morte della religiosa, esso avrebbe infuso tuttavia nuova linfa al culto del Sacro Cuore. A partire da quel momento, numerosi luoghi santi sono stati consacrati al Sacro Cuore di Gesù, come la basilica di Montmartre a Parigi. Ispirandosi a santa Marguerite-Marie Alacoque, parecchi santi hanno fatto atto di devozione e consacrazione al Sacro Cuore: «Il sacerdozio è l’amore del Cuore di Gesù», avrebbe ripetuto spesso il santo Curato d’Ars. Il beato e presto santo Charles de Foucault ha perfino creato, a cavallo tra XIX e XX secolo, una confraternita chiamata “Unione dei fratelli e delle sorelle del Sacro Cuore di Gesù». La riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II colloca la celebrazione del Sacro Cuore tra le Solennità: la si festeggia diciannove giorni dopo la Pentecoste, e ha per scopo la riparazione degli oltraggi commessi contro la Santa Eucaristia e il Sacro Cuore.

San Giovanni Evangelista (Gv. 13,23)

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01. San Giovanni Evangelista: il primo devoto del Sacro Cuore (Gv 13,23 e 19,34-37)

02. Santa Gertrude di Helfta: “Ecco il mio cuore…” (1256-1302)

03. Santa Caterina da Siena: un anello in cambio del Cuore di Cristo (1347-1380)

04. San Jean Eudes: il primo a diffondere la devozione specifica al Sacro Cuore di Gesù (1601-1680)

05. Santa Marguerite-Marie Alacoque: la messaggera del Sacro Cuore di Gesù (1647-1690)

06. San Claude La Colombière: «Il mio cuore non sia se non in quelli di Gesù e di Maria” (1641-1682)

07. San Jean-Marie Baptiste Vianney: parlava incessantemente al Cuore di Gesù (1786-1859)

08. Santa Thérèse di Gesù Bambino: una vita rivolta al Cuore di Cristo (1873-1897)

09. San Charles Eugène de Foucauld: la consacrazione al Cuore di Gesù dopo una conversione folgorante (1858-1916)

10. San Padre Pio: una novena al Sacro Cuore (1887-1968)

[Aleteia – traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Solennità del Sacro Cuore di Gesù

In questa solennità, celebrata normalmente il III venerdì dopo la Pentecoste, incontriamo una tipica festa di devozione, che venera l’Uomo-Dio Gesù Cristo sotto il punto di vista del suo amore infinito verso l’umanità, simboleggiato nel cuore. Si tratta della devozione al cuore di Cristo crocifisso, trafitto con la lancia, che si sviluppa nella pietà dei secoli XII e XIII.

Già alla fine del XIII secolo, questa devozione si organizza distintamente da quella della passione. Più tardi, nel secolo XVI i Gesuiti e nel XVII gli Oratoriali francesi fanno propria questa devozione al cuore di Gesù e ne favoriscono il culto. L’oratoriano Giovanni Eudes (+ 1680) è il primo a celebrare, nel seno della sua comunità e col permesso del vescovo di Rennes, una festività in onore del Cuore di Gesù (20 ottobre 1672). Danno poi nuovo impulso a questa devozione le apparizioni avute da santa Margherita Maria Alacoque (+1690) dell’ordine della Visitazione in Paray-le-Monial, nelle quali Cristo la incaricò di adoperarsi per l’introduzione di una festa del Cuore di Gesù il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, e per la pratica dei primi venerdì del S. Cuore e dell’Ora santa. Roma si oppose per circa 100 anni a questa iniziativa.

Solo Clemente XIII nel 1765 concesse la festa ai vescovi polacchi. Pio IX nel 1856 la introdusse obbligatoriamente per tutta la Chiesa. Leone XIII nel 1899 ne elevò il grado e ordinò, per l’imminente inizio del nuovo secolo, la consacrazione del mondo al sacratissimo Cuore di Gesù. Il cuore è il centro intimo, primordiale della totalità psicosomatica della persona.

L’oggetto della devozione al Sacro Cuore è quindi il Signore con riguardo a questo suo cuore. Mentre i precedenti formulari di preghiere erano caratterizzati dalla passione di Cristo e dalla mistica del Cantico dei cantici, i testi di Pio XI nel 1928 rilevano maggiormente il pensiero dell’espiazione e esprimano la domanda che rendendo a Cristo “l’omaggio della nostra fede, adempiamo anche al dovere di una giusta riparazione”. La messa del nuovo Messale riprende in gran parte quei testi di Pio XI. Nuovo è soprattutto il testo del prefazio, che ha una particolare ispirazione scritturale e patristica: “Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, e dalla ferita del suo fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza”. Lo stesso nuovo Messale Romano del 1970 arricchisce il formulario Cogitationes di Pio XI con nove letture bibliche distribuite in tre anni. Il tema predominante in queste letture è l’amore rivelato e donato in Cristo Gesù.

Il vangelo di quest’anno (A) riporta l’inno di giubilo messianico di Gesù e l’invito a tutti gli oppressi di andare a lui per trovare ristoro. La prima lettura parla dell’amore di Dio che si manifesta già nella scelta e redenzione di Israele. La seconda ricorda che esso si è rivelato soprattutto nel fatto che “Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui… Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1Gv 4, 7-16). In questi testi, viene proclamato il mistero della salvezza visto nella dimensione cristologia; e l’eucologia parla ancora di riparazione ed espiazione dei peccati che sono legate alla devozione al sacro cuore di Gesù.
Don Joseph Ndoum