Consigli per applicare l’ecologia integrale del Papa alla nostra vita

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Giovedì 18 giugno 2020
Dieci suggerimenti pratici per vivere meglio: li dà il documento “In cammino per la cura della casa comune” a cinque anni dalla enciclica
Laudato si’. Di ognuno è la responsabilità di difendere la nostra casa comune con un’attenzione particolare per il nostro prossimo, vicino o lontano nello spazio e nel tempo. Come ogni chiamata alla conversione, anche quella ecologica è rivolta a ciascuno e richiede un discernimento ed il cambiamento dei propri stili di vita. (Testo: Aleteia. Foto: Grzegorz Galazka/SIPA/East News).

In questo tempo difficile, scosso dalla crisi provocata dalla pandemia da Covid-19, siamo chiamati ad un grande cambiamento delle nostre vite. Basta indifferenza: non possiamo più tacere «di fronte alle sofferenze dei più poveri e allo sfruttamento della casa comune», cioè il Creato.

E’ questa la premessa dell’importante documento “In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla Laudato si’”, elaborato dal Tavolo interdicasteriale della Santa Sede sull’ecologia integrale di Papa Francesco.

Su cosa dobbiamo impegnarci di più

«Dovremo impegnarci di più ad aver cura gli uni degli altri, a non chiuderci nell’egoismo – si legge nel documento – a promuovere e difendere la vita umana dal suo sorgere fino al suo naturale compimento, ad offrire cure mediche adeguate per tutti, ad alimentare la solidarietà internazionale, a combattere la cultura dello scarto, a studiare, costruire insieme nuovi sistemi economici e finanziari più equi, a impegnarci per il dialogo, la pace, il rifiuto della violenza e della guerra».

La crisi che stiamo attraversando, prosegue il documento, «rende sempre più evidente – a cinque anni dalla sua pubblicazione – il valore della Lettera Enciclica Laudato si’ (LS) dedicata da Papa Francesco alla cura della casa comune, che ci insegna come tutto sia connesso».

Cosa fare concretamente?

«E noi, che cosa dobbiamo fare?» (Lc 3, 14). Come applicare l’ecologia integrale cioè quel modo di vedere e pensare la cura per il Creato, la dignità umana, la solidarietà, l’ecosistema naturale, l’economia, che ci consente di vivere meglio?

Non c’è un’unica risposta a questa domanda. Come nell’incontro di Giovanni il Battista con le folle, per ognuno c’è un’indicazione differente a seconda della propria età o condizione e del posto che ha all’interno della Chiesa o della società.

L’impegno di tutti

Ma c’è una risposta per tutti, poiché di ognuno è la responsabilità di difendere la nostra casa comune con un’attenzione particolare per il nostro prossimo, vicino o lontano nello spazio e nel tempo. Come ogni chiamata alla conversione, anche quella ecologica è rivolta a ciascuno e richiede un discernimento ed il cambiamento dei propri stili di vita.

«Ormai non si può parlare di sviluppo sostenibile senza una solidarietà fra le generazioni», scriveva il Papa nella Laudato Sì.

I dieci consigli utili per vivere meglio

Ecco alcuni utili consigli per applicare concretamente l’ecologia integrale alle nostre vite, e vivere decisamente meglio in questo mondo.

1) Convertiamoci spiritualmente all’ecologia

Organizziamo attività legate alla “Laudato si’” durante il Tempo del Creato (1 settembre – 4 ottobre), per aiutare i fedeli a comprendere e integrare la cura del creato come parte essenziale della nostra vocazione cristiana.

Favoriamo opportunità di contemplazione e riflessione individuale e comunitaria in luoghi aperti.

Educhiamo al senso della responsabilità personale e collettiva nei confronti del creato, di tutto ciò che ci circonda, e delle generazioni che verranno.

2) Facciamo propri nella nostra vita questi principi

Difesa della famiglia, cellula della società, e la vita umana dal concepimento alla morte naturale e la fragilità del creato come questione di giustizia.

Collaborare affinché venga riconosciuta la necessità di cure che tutelino tutti, rispettando la dignità di ogni persona, e affinché non si compiano scelte eutanasiche mascherate, evitando qualsiasi mentalità utilitaristica.

Sviluppare il concetto di “peccato contro la vita umana” tra le nuove generazioni in ambito educativo, culturale e pastorale, soprattutto in relazione alle nuove sfide nell’ambito della bioetica (aborto, eutanasia, suicidio, …).

3) In famiglia

La famiglia è un soggetto dell’azione pastorale che testimonia il Vangelo anche nella cura della casa comune: la famiglia è chiamata a vivere la conversione ecologica che il Santo Padre chiede a tutta la Chiesa.

Le famiglie devono essere il luogo educativo privilegiato nel quale si impara il rispetto degli esseri umani e del creato, la solidarietà, la cortesia, il perdono, l’accoglienza della vita, la responsabilità.

Foto: Shutterstock

4) Nelle scuole dell’infanzia e primaria

Promuoviamo progetti di ricerca sulle condizioni dell’ambiente di vita, naturale e sociale, per analizzarne la qualità e individuare i problemi; favoriamo attività che educano a prendersi cura di tale ambiente; insegniamo le tecnologie più moderne e le migliori pratiche nel campo del riciclaggio e della separazione dei rifiuti domestici.

Incoraggiamo esperienze di contatto diretto con la natura, favorendo la scoperta della bellezza e dell’equilibrio, utilizzando tutti i linguaggi che concorrono allo scopo: pittura, musica, danza, gioco, fotografia, sport.

Organizziamo gite didattiche, e spieghiamo ai piccoli l’idea che le risorse naturali sono un dono di Dio, ma non sono infinite.

5) Nelle scuole secondarie

Istruiamo e responsabilizziamo i giovani a diventare leader della dignità umana, della misericordia, della riconciliazione, della non-violenza, della pace, dello sviluppo sostenibile. In campo scientifico ci sono ottimi esempi di proposte educative condotte da ragazzi, che ne evidenziano il potenziale come agenti di cambiamento.

Promuovere percorsi di riflessione sulle radici etiche e spirituali dei problemi ambientali, a partire dalla Laudato si’, con livelli progressivi di approfondimento nell’ambito della scuola secondaria, coinvolgendo tutte le componenti della comunità educativa.

6) All’università

Educhiamo le generazioni future e i giovani studiosi a pensare a un mondo unito, ad un progetto condiviso, integrando il tema della cura della casa comune e della sostenibilità anche nei corsi di studio universitario non strettamente correlati ai temi ambientali.

Insegniamo a vedere la propria preparazione come segno di una maggiore responsabilità di fronte ai problemi di oggi, alla necessità dei più poveri, alla cura dell’ambiente.

Implementiamo corsi di teologia della creazione, funzionali a sviluppare il concetto di “peccato contro il creato” e a comprendere il fondamento del rapporto armonico tra l’essere umano e il creato.

7) Nelle proprie comunità

Far emergere e rafforzare la consapevolezza che ciascuno – in qualsiasi condizione – è risorsa per gli altri. Per questo vanno sostenuti gli scambi e le collaborazioni intergenerazionali: bambini, giovani, adulti e anziani sono opportunità di arricchimento gli uni per gli altri.

Contrastare la cultura dell’efficientismo e dell’usa e getta, in riferimento a tutte le forme di fragilità: malati, anziani, persone in difficoltà e disagio, persone con disabilità rappresentano in realtà una ricchezza sociale importantissima nella prospettiva dell’ecologia integrale, un’occasione di confronto quotidiano con i valori del non effimero.

8) Nella catechesi

Nella catechesi, approfondire sopratutto questi punti teologici:

a) Il mistero della creazione nella sapienza dei racconti biblici suscita meraviglia e stupore.

b) Dire “creato” è più che dire natura: questa consapevolezza permette all’essere umano di avvicinarsi al mondo e alle creature non come a oggetti da possedere, ma come a doni di Dio, da rispettare, risanare e valorizzare.

c) L’essere umano vertice della creazione e custode del giardino: se da una parte ciò colloca l’essere umano in un ruolo qualitativamente diverso rispetto alle altre creature, dall’altro gli chiede di esserne il custode responsabile, ben lontano da un certo antropocentrismo deviato.

9) Facciamoci promotori della “cultura dell’incontro”

Favorire esperienze concrete a contatto con l’ambiente che mettano in moto “testa, mani e cuore”. Esperienze che portino ad un miglioramento, anche se piccolo, dell’ambiente, accompagnato da momenti di riflessione e condivisione su ciò che si è vissuto ed appreso insieme.

Interessarsi ai problemi locali, collegandoli con quelli globali. Riflettere sull’incidenza positiva o negativa di ogni singolo comportamento, rapportato anche su scala mondiale.

Prestare attenzione all’estetica degli ambienti ed al contatto con la natura. Esiste un intimo rapporto tra armonia e ambiente sano.

10) Sviluppiamo un dialogo ecumenico “mirato”

Organizzare e continuare con altre Chiese e Comunità ecclesiali incontri di preghiera in occasione della “Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato” (1° settembre) o del “Tempo del creato” (1° settembre – 4 ottobre).

Proseguire la collaborazione con altre Chiese e Comunità nel promuovere attività di sensibilizzazione e di educazione sul tema della cura del creato, per realizzare progetti concreti di cooperazione umanitaria e di sviluppo (per esempio attinenti all’accesso all’acqua).
[Gelsomino Del Guercio – Aleteia]

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