Sud Sudan: “Basta guerra: Dio ci guarda e ci riterrà responsabili per il disprezzo della santità della vita”

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Martedì 23 giugno 2020
“Siamo profondamente addolorati per l'escalation della violenza in quasi tutti gli Stati del nostro Paese. Deploriamo fortemente l'aumento della perdita di vite umane e la distruzione dei beni delle popolazioni già impoverite dai conflitti nel Paese" affermano in una dichiarazione i leader religiosi del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan (SSCC). [Fides]

"Dio ci guarda e ci riterrà responsabili per il disprezzo della santità della vita” ammoniscono i leader cristiani nella loro dichiarazione firmata da sette membri del SSCC, compreso Sua Ecc. Mons. Stephen Ameyu Martin, Arcivescovo di Juba.

L'organismo ecumenico ha invitato il governo a trovare il modo di fermare gli scontri in corso in varie parti del Paese e di abbracciare la pace. "Denunciamo con forza le violenze nel Greater Jonglei, Ruweng, Warrap, Greater Yei, Lakes e in altri luoghi della Repubblica del Sud Sudan, tra cui Gumba Sherikhat" affermano i leader delle principali confessioni cristiane sud-sudanesi, che chiedono “al governo di transizione di unità nazionale (Revitalized Transitional Government of National Unity (R-TGONU) e a tutti i gruppi di opposizione, di porre fine alla violenza devastante con effetto immediato”.

I leader dell’SSCC chiedono al governo e all’opposizione di rimanere fedeli agli accordi che hanno firmato e di garantire la loro piena e tempestiva attuazione” e di scegliere quadri e dirigenti delle istituzioni guardando alle loro competenze e non sulla base di giochi di potere e interessi di parte. Anche la popolazione è invitata a fare la propria parte pentendosi dei propri peccati e soprattutto perdonandosi gli uni con gli altri.

“Assicuriamo al nostro popolo che la Chiesa rimarrà fedele alla sua chiamata divina e al suo ministero di riconciliazione e continueremo a pregare e lavorare per il nostro Paese, perché crediamo che vi sia ancora speranza per noi e che il Sud Sudan vincerà. Non arrendiamoci” concludono i leader cristiani.

Il Revitalized Transitional Government of National Unity (R-TGONU) è stato formato il 22 febbraio di quest’anno. Il termina “rivitalizzato” (Revitalized) si riferisce al fatto che il nuovo esecutivo riprende in parte quello formato nel 2011, nel quale Presidente è Salva Kiir Mayardit e uno dei Vice Presidenti è il suo diretto rivale Riek Machar. Nel 2013 quest’ultimo fu accusato di un tentativo di golpe a seguito del quale è scoppiata una guerra civile. Dopo diversi tentativi di conciliazione, si è giunti a febbraio alla formazione del nuovo esecutivo di unità nazionale che dovrà portate il Sud Sudan a nuove elezioni. Purtroppo i semi di tanti anni di guerra hanno prodotto in diverse aree del Paese la formazione di diversi gruppi armati e il risorgere di tensioni etniche e tribali che, insieme ai giochi di potere interni al governo, non hanno ancora permesso il ritorno della pace.
[L.M. – Agenzia Fides]