Martedì 30 giugno 2020
Molte le voci di vescovi che si sono levate in questo tempo di pandemia per denunciare le tante guerre in corso in Africa. Nella foto: Attentato compiuto dai jihadisti in Nigeria  (
AFP or licensors).

L’appello al cessate il fuoco per la crisi Covid-19 in aree di conflitto armato lanciata da alcuni leader mondiali, tra cui Papa Francesco e il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è stato ignorato in Africa, secondo i vescovi delle realtà interessate. A riferirlo è l’agenzia Fides. Le ostilità non sono cessate ad esempio nelle aree secessioniste di lingua inglese del Camerun, come testimonia monsignor Andrew Nkea Fuanya, arcivescovo di Bamenda, che ha riferito che i leader secessionisti che avevano accettato di firmare un cessate il fuoco generale, “in effetti non hanno molta influenza su coloro che combattono sul campo”.

Una conflittualità diffusa

Nel Camerun, dove l'80% degli abitanti è di lingua francese e il 20% di lingua inglese, si vive nella parte inglese una situazione di conflitto dal 2016. La protesta pacifica degli abitanti, che si sentono emarginati dal governo centrale, si è trasformata in lotta armata a bassa intensità. Nonostante alcuni tentativi di mediazione la tensione non si è ancora risolta. Nella vicina Nigeria, nonostante il pericolo di carestia che la pandemia di Covid-19 provoca colpendo la parte più povera della popolazione, “siamo ancora in balia degli sporadici attacchi terroristici di Boko Haram, in particolare nel nord del Paese”: ha spiegato monsignor Ignatius Ayu Kaigama, arcivescovo di Abuja. I media locali hanno recentemente riferito dell'uccisione di almeno 11 persone a causa della violenza tra le comunità Tungwa e Utsua-Daa. Il clero della diocesi di Jalingo ha diffuso una dichiarazione congiunta, lo scorso 17 giugno, invitando tutte le parti in conflitto a “dare una possibilità alla pace” e a salvare lo Stato dalle violenze.

Insieme per contrastare la pandemia

Nella Repubblica Centrafricana, monsignor Bertrand Guy Richard Appora-Ngalanibé, arcivescovo di Bambari, ha affermato che i gruppi armati non hanno chiaramente ricevuto il messaggio del cessate il fuoco. “Sfortunatamente, in alcune regioni della Repubblica Centrafricana, i gruppi armati sono impegnati in battaglie strategiche volte ad affermare la loro supremazia e continuare a saccheggiare le risorse naturali del paese”: ha affermato monsignor Guy Richard che, tuttavia, ha espresso ottimismo nelle iniziative interreligiose in campo che mirano a sensibilizzare sul Covid-19. “Con il sostegno dei nostri fratelli protestanti e musulmani, riuniti come parte della Piattaforma interreligiosa delle religioni a Bambari, ci sforziamo di aumentare la consapevolezza sui rischi del coronavirus e per attivare campagne contro la pandemia poiché molte persone non sono ancora consapevoli del pericolo”.
[Vatican News]