Giovedì 2 luglio 2020
Come altri episcopati (
Belgio, Portogallo, Austria, Italia) ed enti religiosi, anche il Segretariato Generale della CEM (Conferenza episcopale mozambicana), in data 13 giugno 2020, ha scritto una lettera ai cristiani del paese dal titolo: «Che gioia quando mi dissero: Andiamo alla casa del Signore!» (Sal 122,1), in riferimento alla pandemia Covid-19, contenente preziose indicazioni pratiche e pastorali.

Matola/Mozambico, 13 giugno 2020
«Che gioia quando mi dissero: Andiamo alla casa del Signore!» (Sal 122,1). Il salmista doveva aver passato un tempo di quarantena che lo tenne lontano dalla casa di Dio, quando scrisse questo versetto. Di fatto, il salmo 22 ci parla della gioia che il popolo di Dio provò salendo a Gerusalemme, alla casa del Signore, per celebrare la propria fede. I fedeli provarono la gioia di tornare ed entrare nel tempio dopo che le porte erano rimaste chiuse.

Questo è anche il nostro sentimento e il motivo della nostra gioia e speranza: che le porte delle nostre chiese e cappelle tornino ad aprirsi, con la fine della pandemia del Covid-19, per celebrare insieme la nostra fede.

Infatti, all’inizio di marzo un virus entrò nelle nostre vite e cominciò a condizionarle. In conseguenza di questo, il Mozambico vive dal 23 marzo lo “stato di emergenza” proclamato dal Presidente della Repubblica dovuto alla pandemia che si è diffusa nel paese e nel mondo intero. La decisione presa dalla CEM, il 21 marzo, di chiudere chiese e cappelle, seminari e scuole, di sospendere la catechesi, le visite pastorali e le attività religiose ed educative è stata una misura responsabile e necessaria per evitare assembramenti di persone e conseguentemente il contagio del Covid-19.

Situazione socio-pastorale in tempo di pandemia

Noi, vescovi del Mozambico, dopo esserci precedentemente riuniti a livello di Province ecclesiastiche per riflettere comunitariamente sulla situazione di pandemia e sulle sue conseguenze socio-pastorali nelle diocesi, vogliamo condividere con tutti il modo con cui la Chiesa cattolica reagisce e si adatta ai cambiamenti e alle problematiche causati dalla pandemia e al conseguente stato di emergenza.

La tempesta provocata dal Covid-19 sta avendo un forte impatto nella società mozambicana e nella Chiesa cattolica e in particolare a livello socio-economico, pastorale, politico e sanitario.

Impatto a livello pastorale
  • Si percepisce nei fedeli una grande “sofferenza” per la sospensione delle celebrazioni comunitarie, privati di una “partecipazione fisica” all’eucarestia e alla celebrazione della Parola domenicale. In alcuni casi c’è stata incomprensione, sfiducia, ma, dopo i necessari chiarimenti, c’è stata una responsabile accoglienza di queste decisioni.
  • È stata constatata l’opportunità di valorizzare la dimensione familiare della fede, cosa che abbiamo un po’ dimenticato nella nostra azione pastorale. La Chiesa cattolica è famiglia di famiglie e ogni famiglia cattolica è Chiesa domestica, nella quale si sostiene la vita cristiana.
  • A partire dal primo Sinodo dei vescovi per l’Africa, abbiamo parlato molto nei nostri documenti del modello ecclesiologico della «Chiesa famiglia di Dio», ma poco si è fatto nella pratica. Dobbiamo passare dalla teoria alla pratica, dalla carta alla vita nel vivere questa dimensione fondamentale della famiglia come Chiesa domestica. Grazie a Dio, constatiamo che nelle nostre diocesi ci sono famiglie che stanno imparando a pregare insieme, a condividere la propria fede nelle loro case. Questo è un segnale molto positivo, da promuovere nel presente e nel futuro.
Impatto a livello socio-economico
  • In questo contesto di pandemia ci preoccupano molto le conseguenze sul lavoro, economiche e sociali che già si vedono nel Mozambico. Stiamo vivendo una recessione economica grave che ha drastiche conseguenze sociali: aumento della povertà, della disoccupazione, della fame, dell’instabilità sociale, della criminalità, della paura e di un abbassamento della qualità della vita.
  • In questo tempo di pandemia si nota un aumento della povertà urbana in molte regioni, essendoci situazioni di mancanza di speranza sul futuro delle famiglie e situazioni crescenti di famiglie che patiscono la fame, a causa del divieto di esercitare il mercato sulle strade, la perdita di lavoro e la mancanza di risorse dalle quali dipende la famiglia.
  • A parte rare eccezioni, la contribuzione dei fedeli in questo tempo di emergenza per le necessità della Chiesa è stata molto debole. Questa situazione sta creando molte difficoltà nella manutenzione delle equipas missionarias, e nel pagamento delle spese ordinarie nelle parrocchie: stipendio dei lavoratori, acqua, luce ecc.
Impatto a livello politico e sanitario
  • In Mozambico, paese soggetto a tante pandemie e dove il sistema e le condizioni di salute sono molto precarie, gradualmente la popolazione sta prendendo coscienza del rischio di essere colpita dal virus Covid-19.
  • È stato notevole l’impegno del governo nella prevenzione e nella lotta al Covid-19. C’è stato un approccio coordinato e globale nella prevenzione, lasciando da parte la centralizzazione nel “testare” e il numero ridotto dei test disponibili in relazione al numero della popolazione del paese.
  • Riconosciamo il buon disimpegno del Ministero della Salute e di tutti gli operatori sanitari fin dal sorgere della pandemia in Mozambico.
  • Poco ascolto delle forze vive della società, in particolare delle Chiese, dopo l’emanazione dello stato d’emergenza.
  • Divulgazione insufficiente delle norme di prevenzione e di lotta al Covid-19.
  • Attuazione apparente, di facciata, legalista ma non effettiva delle norme di sicurezza. Esistono gruppi disinformati e apatici nell’adempimento delle norme raccomandate, sia nelle città sia nelle zone rurali.

Risposte: Come stiamo vivendo la fede e la carità?

Vogliamo condividere con voi una sintesi delle iniziative che, con l’aiuto di Dio e l’impegno di molti, stiamo realizzando nelle nostre diocesi per far fronte alle necessità pastorali e sociali di questo tempo difficile e incerto.

 A livello pastorale
  • Si è sottolineato come in questo tempo grave di pandemia sono state chiuse le porte di chiese e cappelle, ma la chiesa come Famiglia di Dio non è chiusa. La Chiesa cattolica continua a nutrire i suoi figli e figlie con la preghiera, la Parola, la comunione spirituale la recita del rosario e l’aiuto ai più poveri.
  • Le famiglie cristiane e le piccole comunità cristiane si sforzano di vivere la propria fede aiutate da alcuni sacerdoti e religiosi nella riscoperta del modo di pregare in famiglia e come famiglia, essendo questo un segnale importante di vicinanza e di unità cristiana.
  • Si evidenzia la riscoperta della “comunione spirituale”. Col passare degli anni si è persa quella dimensione profonda che adesso si è riscoperta, nella migliore tradizione della Chiesa. Dobbiamo accompagnare di nuovo, e insieme alla comunione sacramentale, la comunione spirituale. È una delle lezioni da interiorizzare e di rendere permanenti per il futuro della Chiesa.
  • Questo tempo di pandemia ci sta aiutando a scoprire l’importanza dei mezzi di comunicazione sociale nell’ambito dell’evangelizzazione. Le equipas missionarias e i fedeli si sono impegnati per conservare un rapporto con la Parola di Dio e la celebrazione eucaristica attraverso i mezzi sociali che la cultura di oggi ci offre.
A livello socio-economico
  • Nonostante la povertà dei nostri mezzi, ci sono famiglie, comunità cristiane, parrocchie, congregazioni religiose che hanno aiutato i più poveri con generi alimentari, mascherine e prodotti sanitari.
  • In generale, nelle diocesi i vescovi hanno continuato gli incontri mensili con i parroci per animarli ad essere vicini al popolo, per animare la loro fede e soccorrerli attraverso un aiuto caritativo.
  • Un buon numero di famiglie ha risposto all’appello di condivisione e ci sono parrocchie che preparano pacchi di aiuti essenziali e distribuiscono mascherine e prodotti di igiene.
A livello politico-sanitario
  • La conformità alle norme imposte dal governo e dalla CEM da parte delle comunità cristiane del modo di assicurare la distanza sociale è stata responsabile e libera.
  • In alcune province i rappresentanti della Chiesa cattolica sono invitati e partecipano attivamente alla Commissione multisettoriale del Centro operativo di emergenza nella salute pubblica, dove settimanalmente si fa il punto della situazione, del Covid-19 nel mondo, nel Mozambico e nella Provincia e si illustrano le attività realizzate nell’ambito della prevenzione al Covid-19.
Cosa migliorare: atteggiamenti e azione sociale e pastorale

Questo tempo di pandemia, al di là di tutte le limitazioni di carattere pastorale e sociale, come abbiamo visto prima, ci offre una nuova opportunità di ristrutturare e conseguentemente di rivitalizzare la nostra azione socio-pastorale in Mozambico.

Questo è il tempo opportuno durante il quale dobbiamo realizzare le linee di fondo della riforma ecclesiale e pastorale che ci sono proposte da Papa Francesco e che sono state da lui ricordate a ognuno di noi nella sua visita apostolica in Mozambico.

Dobbiamo essere “più e meglio” Chiesa Famiglia di Dio.

“Una Chiesa della Visitazione”, misericordiosa e samaritana, vicina alle persone, soprattutto a quelle che soffrono di più. Viviamo oggi, e ancora più di prima, in un mondo di gente ferita e con molte ferite. Ferite da un punto di vista personale e familiare, ferite del cuore, ferite dello spirito, ferite della povertà sociale ed economica ecc.

La pandemia provocherà una crisi profonda con molte conseguenze in Mozambico, soprattutto di ordine sociale. La povertà aumenterà e le nostre famiglie saranno colpite da carenze di ogni tipo e ordine. Le parrocchie devono continuare ad uscire e andare incontro ai bisognosi, diventando, secondo il linguaggio di papa Francesco, “ospedali da campo”.

È necessario riconoscere i bisognosi e i poveri, e trovare risposte che contrastino la povertà di tutti.

  • Non stigmatizziamo quei nostri fratelli che si riprendono dalla malattia del Covid-19, ma accogliamoli con cuore aperto, perché possano tornare guariti alle loro famiglie.
  • Mostriamo la nostra solidarietà con tutti i malati e presentiamo le nostre condoglianze alle famiglie che hanno perso i loro cari.
  • Nel caso continui questa situazione di emergenza, è importante che la commissione sociale della CEM attivi la Caritas mozambicana. Per procurare fondi, insieme ad altre iniziative, al fine di aiutare un numero crescente di famiglie che soffrono la fame, soprattutto nelle aree urbane.
  • Costituzione di un gruppo di lavoro della CEM che sia in dialogo permanente con il Ministero della Salute (MISAU) in vista di una prossima apertura delle chiese e la realizzazione di cerimonie liturgiche con la presenza di fedeli.
  • Incoraggiamo che si continui nelle diocesi il dialogo e la collaborazione con la Direzione Provinciale della Salute.
  • Terminato lo stato di emergenza e tenendo conto dei dati che saranno presentati dalle autorità sanitarie e governative, facciamo appello affinché si mantenga la responsabilità civica di tutti i cittadini, con un atteggiamento di prudenza e di accettazione delle decisioni governative e della salute, perché non si verifichi un rapido peggioramento della situazione.
Conclusione

Non si deve sprecare l’opportunità che questo tempo ci offre perché anche le avversità ci stimolano ad una crescita. Al di là di tutti i limiti, incoraggiamo tutti a lavorare per aiutare a riscoprire la presenza di Dio nella sua Parola e nei poveri, ed essere coscienti dell’importanza della solidarietà per la cura e la crescita della società.

Ricordiamoci delle parole di papa Francesco: «Siamo sulla stessa barca, nessuno si salva da solo». La speranza cristiana è la nostra compagna principale in questo periodo difficile che stiamo passando insieme.

La Chiesa cattolica in Mozambico vuole continuare ad essere portatrice della speranza che nasce dalla fede, sia alle comunità cristiane sia alla società mozambicana.

Che il Signore risorto, lui che è con noi, continui a sostenerci nella lotta contro questa pandemia.

[Traduzione italiana dal portoghese di p. Gabriele Bedosti scj, missionario dehoniano in Mozambico - Settimananews]