Mercoledì 22 luglio 2020
Per padre Zanotelli gli anziani italiani non hanno diritto alle agevolazioni per autobus in Trentino, che dovrebbero essere invece date agli stranieri richiedenti asilo. Cos'è il paradosso? Per spiegarlo si può utilizzare una storia che arriva dal Trentino, dove padre Zanotelli, religioso comboniano, si è stupito della decisione della Giunta della Regione autonoma di permettere la fruizione gratuita degli autobus
solo agli anziani over 70 e non più agli extracomunitari. Lo ha detto nel corso di una lunga intervista concessa al Corriere del Trentino, dove auspica la ripopolazione della regione mediante i migranti.

"Sono rimasto colpito dalla vicenda dei bus: togliere la gratuità dei viaggi ai richiedenti asilo per darla agli anziani che non ne hanno necessità", ha tuonato padre Alex Zanotelli, missionario originario dell'area dolomitica che ora lavora a Napoli, precisamente nel Rione Sanità. Ha quasi 82 anni ma nessuna empatia verso i suoi coetanei, verso gli uomini e le donne che col loro lavoro hanno ricostruito l'Italia e le hanno permesso di essere, in passato, una potenza industriale ammirata nel mondo. Poco importa a padre Zanotelli, lo stesso che solo pochi mesi fa affermò che "I militari vittime dell'attentato a Nassiriya non andrebbero definiti 'martiri". Per lui prima i migranti, poi gli italiani. Sempre, anche se questi hanno già sulle spalle il peso di una vita di lavoro e la chioma bianca.

Sono poche le politiche di agevolazione agli anziani nel nostro Paese, nonostante in Italia l'età media e l'aspettativa di vita siano tra le più alte del Vecchio Continente. "Il Trentino ha bisogno di missione, di tornare al Vangelo, a quei valori che erano parte della società trentina", tuona ancora padre Zanotelli, per il quale non c'è Vangelo e non ci sono valori nel garantire agevolazioni agli italiani più deboli, offrendo loro strumenti per una vita maggiormente dignitosa. Lo spettro di visione del missionario camboniano prevede un futuro senza identità per il Paese: "I tanti paesi semivuoti del Trentino dovrebbero promuovere un progetto come quello di Riace, ripopolarsi con i migranti. L'orizzonte è un'umanità plurale, come diceva Pierre Lucien Claverie".

Padre Zanotelli nella stessa intervista ha ribadito anche la sua assoluta contrarietà al pensiero salviniano: "Quando ascolto certi slogan e la loro declinazione politica mi chiedo come un cristiano possa effettuare certe scelte elettorali". Il missionario Zanotelli si batte da una vita contro le situazioni di più estrema povertà e contro chi è complice di tanta miseria e il suo impegno è rispettabile, ma non può essere condiviso il suo sfogo contro gli anziani, solo perché italiani. Gli over 65 sono tra i soggetti a maggiore rischio povertà nel nostro Paese e ci sono situazioni di estrema indigenza nel nostro Paese, che il coronavirus ha acuito. In molti casi gli anziani non devono mantenere solo se stessi ma sono costretti ad aiutare i figli in difficoltà vittime della crisi.

Mai "prima gli italiani", in Italia, per padre Zanotelli. "Fui ammaliato dall'America tanto che quando tornai in Italia quasi disprezzavo gli italiani, li consideravo cittadini di seconda classe", ed è evidente dalle sue parole che il suo pensiero attuale non si discosta poi tanto da quello del ragazzino che tornò nel Paese che gli aveva dato i natali. Dalla sua amata Livo in provincia di Trento ha deciso di partire per il mondo ed è oggi impegnato in uno dei rioni più complicati di Napoli, da dove predica dal suo pulpito: "Il nord è sempre più ricco e indifferente all'altro. L'autonomia differenziata del Veneto, della Lombardia e dell'Emilia significa uccidere il meridione. Ma il sud può insegnarci tanto, ha una ricchezza culturale immensa e una capacità di entrare in relazione non comune. Peccato che i suoi giovani la abbandonino". Ma finché non si darà priorità alle misure di agevolazione per i giovani, per aiutarli a trovare lavoro, ma a forme di assistenzialismo per gli stranieri, i giovani saranno costretti a lasciare le loro case per tentare la sopravvivenza altrove.
[Francesca Galici – ilgiornale]