Martedì 28 luglio 2020
Il nostro mondo deve affrontare oggi molte sfide, crisi e forze divisive - povertà, violenza, violazioni dei diritti umani - che minacciano la pace, la sicurezza, lo sviluppo e l'armonia sociale tra i popoli del mondo e tra le persone. Per risolvere questi problemi, è necessario affrontare le cause che li provocano, promuovendo e difendendo la solidarietà, che può manifestarsi in molti modi, i più semplici, come l'amicizia.

Attraverso l'amicizia, coltivando i legami del cameratismo e rafforzando la fiducia, possiamo contribuire ai cambiamenti fondamentali e necessari per raggiungere una stabilità duratura, tessere una rete di supporto sociale che protegga tutti e generare passione per un mondo migliore. A livello globale, circa 150 milioni di studenti, metà dei quali di età compresa tra 13 e 15 anni, hanno subito violenze da parte dei loro coetanei nelle scuole e nell'ambiente circostante. In occasione della Giornata internazionale dell'amicizia, l'UNICEF ha pubblicato video esclusivo del grupo BTS che incoraggia i giovani a rallegrare la giornata di qualcuno attraverso un gesto gentile (nella vita reale o su Internet), e condividerlo in modo che altri lo vedono. Questa è un'iniziativa nell'ambito della campagna dell'UNICEF per mettere #fineallaviolencia in classe e nell'ambiente circostante.

Nel dicembre dello scorso anno, bambini e giovani di tutto il mondo hanno scritto un Manifesto dei giovani per chiedere ai governi, agli insegnanti, ai genitori e, naturalmente, ai loro coetanei studenti di tutto il mondo, di contribuire a porre fine alla violenza e garantire che ogni studente si senta al sicuro nella scuole e nel suo ambiente, compreso l'impegno di essere gentili e rispettosi.

In tutto il mondo, il segno di solidarietà per le vittime del razzismo si è moltiplicato nelle ultime settimane. "Grazie" alla crisi della pandemia, le persone hanno riscoperto l'importanza della presenza di amici e il calore della convivenza. Tutte le iniziative volte a raggiungere la pace e l'armonia tra le persone sono quindi benvenute, a condizione che non ci si culli nell'illusione che celebrare la Giornata internazionale dell'amicizia una volta all'anno sia sufficiente per creare un'intesa tra persone, popoli e paesi.
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