Per le prime comunità cristiane la moltiplicazione dei pani fu un avvenimento straordinario. I quattro evangelisti ce lo raccontano per ben sei volte. La iniziale situazione di strettezza (è tardi, luogo desertico, mancanza di cibo e di soldi, quantità di gente…) viene superata dalla compassione di Gesù per la grande folla.

Condividere con i tanti ‘Lazzaro’ affamati che popolano il pianeta

Isaia 55,1-3; Salmo 144; Romani 8,35.37-39; Matteo 14,13-21

Riflessioni
Il progetto di Dio è chiaro: che tutti abbiano vita in abbondanza! (Gv 10,10). Nelle letture di oggi tutto parla di abbondanza, di gratuità. Tale è la salvezza che il nostro Dio offre generosamente. A tutti! Il profeta (I lettura) invita tutti a bere acqua, vino e latte in abbondanza, “senza denaro, senza pagare” (v. 1); promette cibi buoni e vini succulenti. Il Salmo responsoriale insiste sulla tenerezza e bontà del Signore, che è paziente e misericordioso verso tutti, sazia la fame di ogni vivente ed è vicino a quanti lo cercano con cuore sincero. L’apostolo Paolo (II lettura) afferma con entusiasmo che nessuna creatura “potrà mai separarci” dall’amore di Cristo, perché “noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati” (v. 37). Un segno tangibile di tale abbondanza è la moltiplicazione dei pani e dei pesci (Vangelo), grazie alla quale molte persone mangiano a sazietà pane e pesce, e ne avanzano.

Per le prime comunità cristiane la moltiplicazione dei pani fu un avvenimento straordinario. I quattro evangelisti ce lo raccontano per ben sei volte. La iniziale situazione di strettezza (è tardi, luogo desertico, mancanza di cibo e di soldi, quantità di gente…) viene superata dalla compassione di Gesù per la grande folla (v. 14). Egli rinuncia perfino al tempo di lutto per la morte dell’amico-parente Giovanni il Battista (v. 13), mette in atto il Suo potere miracoloso e la condivisione, perché l’alimento arrivi a tutti, con sovrabbondanza. La prima reazione di Gesù è la compassione, l’empatia con la gente: ne coglie la fatica, la disperazione, li ascolta, guarisce i loro malati (v.14). Poi decide una soluzione innovativa, esemplare.

Per risolvere il problema della gente affamata, la prima reazione è spesso sbrigativa: ‘vadano a comperarsene, ognuno si arrangi…’ Anche i discepoli pensano a due soluzioni: mandarli via o comperare… Gesù rifiuta queste proposte. “Gesù non manda via la gente, non ha mai mandato via nessuno. I discepoli parlano di comprare, Gesù parla di dare. Apre un nuovo modo di essere: dare senza calcolare, dare senza chiedere, generosamente, gratuitamente, per primi. Quando il mio pane diventa il nostro pane, il dono è seme di miracolo” (Ermes Ronchi). Gesù coinvolge i discepoli e li impegna nella soluzione del problema: “Voi stessi date loro da mangiare” (v. 16). Il miracolo comincia dal poco che i discepoli offrono: cinque pani e due pesci, che nelle mani di Gesù diventano molti; anzi, sovrabbondano. Il comprare viene sostituito con il condividere. Il sistema del comperare crea fortunati e sfortunati: c’è chi può e chi non può. Secondo il Vangelo la parola d’ordine è: condividere!

Gesù vuole che i discepoli ne prendano coscienza ed escogitino con creatività e audacia le possibili soluzioni. Senza ritardi! Soltanto nella logica della condivisione è possibile superare grossi problemi come la fame nel mondo, le malattie endemiche… Senza la condivisione prevale la logica dell’accumulo, per cui anche le più ingenti moltiplicazioni di beni finirebbero sempre nelle mani di poche persone. Senza la condivisione c’è l’impero dell’egoismo. Sono frequenti gli appelli dei Papi alla solidarietà e alla condivisione, in documenti, in occasione dei vertici della FAO, dei G8 e altre circostanze, alzando la voce contro lo scandalo della fame e a favore dei poveri della terra, in particolare dell’Africa, continente spesso trascurato e particolarmente bisognoso. (*)

Sulle sabbie di Villa El Salvador, nella periferia sud di Lima (Perù), la mattina del 5 febbraio 1985, il Santo Papa Giovanni Paolo II si incontrò con un milione di poveri. Durante la liturgia della Parola, fu proclamato il Vangelo della moltiplicazione dei pani e il Papa fece la sua esortazione missionaria. Alla fine dell’incontro, visibilmente impressionato dal comportamento umile e devoto della folla, egli parlò a braccio facendo una sintesi del suo messaggio con queste parole: “Hambre de Dios, SÍ. - Hambre de pan, NO” (Fame di Dio, Sì. - Fame di pane, No). Questa sintesi dottrinale fece immediatamente il giro del mondo e rimase scolpita anche nel monumento che sul posto ricorda, a perpetua memoria, quella visita del Papa. È una sintesi che spiega e sostiene il lavoro missionario: un impegno forte per fomentare la fame di Dio e debellare la fame di pane.

Le parole e i gesti di Gesù nella moltiplicazione dei pani sono gli stessi dell’Ultima Cena; quindi il miracolo ha un evidente riferimento all’Eucaristia, come banchetto del Pane di vita che si spezza e si moltiplica per tutti. Anche la missione è pane spezzato per la vita del mondo. In tal modo, Eucaristia-missione-condivisione costituiscono un trinomio inscindibile. L’Eucaristia è il banchetto dei popoli: la missione convoca tutte le genti a questo banchetto della Vita di grazia; e stimola alla condivisione fraterna e solidale, perché ci sia pane sulla tavola di tutti. Noi cristiani, che ci nutriamo con il pane della Parola e dell’Eucaristia, noi che spesso siamo sazi del pane sulla tavola, siamo fortemente interpellati all’impegno per la missione e per il sostegno dei poveri.

Il miglior modo di partecipare all’Eucaristia è fare della nostra vita un dono, diventare pane spezzato per gli altri. Quel ragazzo ha dato del suo (il suo pasto) e divenne solidale con tutti. L’Eucaristia che celebriamo diventa il segno vero di un mondo che cambia, quando il pane mio diventa il pane nostro. Preghiamo “che il pane moltiplicato dalla Provvidenza sia spezzato nella carità” e che ci apriamo “al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini” (Orazione colletta). Perché tutti abbiano Vita in abbondanza! (Gv 10,10).

Parola del Papa

(*) «Oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide… Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa… Gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiuti, “avanzi”».
Papa Francesco
Esortazione apostolica Evangelii Gaudium (2013), n. 53

Voci in sintonia

«Il pane che a voi avanza, è il pane dell’affamato.
La tunica appesa al vostro armadio è la tunica di chi è nudo.
Le scarpe che voi non portate, sono le scarpe di chi è scalzo.
Il denaro che tenete nascosto, è il denaro del povero.
Le opere di carità che voi non compite,
sono altrettante ingiustizie che voi commettete».

San Basilio Magno
330-379, vescovo di Cesarea (Cappadocia)

Sui passi dei Missionari

2     S. Eusebio di Vercelli (c. 283-371), vescovo dal 340, strenuo evangelizzatore, difensore della fede contro gli ariani, perseguitato ed espulso. Fu grande organizzatore della Chiesa nella odierna regione piemontese.

·     Ven. Nicola Mazza (1790-1865), sacerdote di Verona, fondatore di un Istituto per formare ragazzi virtuosi, intelligenti e poveri, fra i quali Daniele Comboni, futuro vescovo missionario dell’Africa centrale e santo.

3     Anniversario dell’apertura del Canale di Panama (1914), una delle più importanti vie mondiali di comunicazione marittima, commerciale e turistica fra gli oceani Atlantico e Pacifico.

4     S. Giovanni Maria Vianney (1786-1859), sacerdote francese, per 40 anni ‘curato d’Ars’, evangelizzatore, confessore e catechista, promotore di missioni popolari. È modello e patrono del clero parrocchiale.

·     B. Frédéric Janssoone (1838-1916), francescano francese, missionario in Terra Santa e poi in Canada. Organizzò pellegrinaggi e aiuti per i poveri della Palestina.

·     B. Enrique A. Angelelli Carletti (Argentina, 1923-1976), martire, vescovo di La Rioja. Impostò il suo servizio pastorale «con un orecchio al popolo e l’altro al Vangelo». Era contrario alla dittatura e impegnato al fianco dei poveri, minatori, contadini. Fu beatificato (2019) assieme ad altri tre martiri, uccisi nella stessa diocesi, durante la dittatura militare nel luglio 1976.

6     Festa della Trasfigurazione del Signore – «Il tuo volto, Signore, brilli davanti a tutti i popoli». – Il Papa S. Paolo VI morì nel 1978 la sera della festa della Trasfigurazione.

·     B. Anna Maria Rubatto (1844-1904), italiana, fondatrice delle Suore Terziarie Cappuccine e missionaria in Uruguay, dove si dedicó con ogni cura a servire i poveri. Morì a Montevideo. È la prima beata dell’Uruguay. È prossima alla canonizzazione.

·     Ven. Guglielmo Massaja (1809-1889), missionario cappuccino italiano, cardinale, pioniere dell’evangelizzazione dei galla (etnia oromo), nell’Alta Etiopia.

·     6 e 9 – Anniversari delle due terribili esplosioni di bombe atomiche, lanciate dall’esercito nordamericano su Hiroshima e Nagasaki (Giappone, 1945).

7     Bb. martiri Agatangelo da Vendôme François Noury (1598-1638 e Cassiano da Nantes Vaz López-Netto (1607-1638), sacerdoti cappuccini francesi, missionari in Siria, Egitto ed Etiopia, dove furono catturati e lapidati a Gondar.

8     S. Domenico di Guzmán (1170-1221), sacerdote spagnolo, missionario itinerante ed evangelizzatore fra gli eretici in Francia, fondatore dell’Ordine dei predicatori (Domenicani), benemeriti per lo studio, l’insegnamento, le missioni, l’impegno nel sociale. Egli fu un grande promotore della preghiera mariana del Rosario. Lungo i secoli, sono sorte numerose congregazioni religiose e associazioni laicali che si ispirano al suo carisma.

·     S. Mary Mackillop, detta pure Santa Maria della Croce (1842-1909), religiosa cattolica australiana, cofondatrice delle Suore di San Giuseppe. È la prima santa australiana.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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