Le letture di oggi ci riportano a un tema di fondo. Com’è Dio? Cosa fa con tutta la sua forza? Cosa c’entra Dio con la mia vita? Come si manifesta? Sono le domande che ogni persona si fa, presto o tardi; in un modo o nell’altro. Inutilmente alcuni ‘atei’ vorrebbero negare questa realtà. Le tappe della manifestazione di Dio e i percorsi dell’uomo alla ricerca del suo Signore e Padre vanno dalla creazione a Cristo, alla testimonianza dei credenti.

O Dio, dove sei?
Perché possiamo conoscere e rivelare il tuo volto

1Re 19,9.11-13; Salmo 84; Romani 9,1-5; Matteo 14,22-33

Riflessioni
Le letture di oggi ci riportano a un tema di fondo. Com’è Dio? Cosa fa con tutta la sua forza? Cosa c’entra Dio con la mia vita? Come si manifesta? Sono le domande che ogni persona si fa, presto o tardi; in un modo o nell’altro. Inutilmente alcuni ‘atei’ vorrebbero negare questa realtà. Le tappe della manifestazione di Dio e i percorsi dell’uomo alla ricerca del suo Signore e Padre vanno dalla creazione a Cristo, alla testimonianza dei credenti. È questo il filo conduttore che unisce le letture odierne. In modo libero e sorprendente, Dio si manifesta agli uomini: dapprima nella creazione del mondo e di ogni persona; in seguito per mezzo delle alleanze e dei profeti; e, finalmente, nell’evento unico e definitivo di Gesù Cristo, Dio fattosi carne, che accompagna la storia umana.

In mezzo al mare in burrasca e fra le grida dei discepoliper paura di fantasmi (Vangelo), Gesù si rivela prima come orante solitario sul monte (v. 23) e poi come portatore di pace e sicurezza: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!” (v. 27).

La pandemia del coronavirus, che abbiamo vissuto e che stiamo ancora soffrendo, con il cumulo di conseguenze per la nostra salute, l’affetto dei nostri cari, l’economia, la crisi sociale, ci ha assalito con la violenza di un mare in burrasca. C’è una coincidenza perfetta fra il brano del Vangelo di questa domenica (Mt 14, 22-33) e quello proclamato in Piazza S. Pietro a Roma, la sera del 27 marzo 2020 (Mc 4, 35-41). A distanza di qualche mese, cogliamo l’opportunitàdi ritornare su alcuni punti della meditazione che Papa Francesco ci offrì, nel mezzo della pandemia, partendo proprio da quella “tempesta inaspettata e furiosa”.

«…Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti… Ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme…La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità…Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura?... Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (cfr. Mt 14,27). Signore, in questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose. Non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. …

È il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari (medici, infermiere, volontari, sacerdoti…), che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita… hanno compreso che nessuno si salva da solo. … Quanta gente ogni giorno infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità… Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio… perché con Dio la vita non muore mai.Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza…Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare…»

Come in altre epifanie di Gesù, il risultato finale è la fede dei discepoli (v. 33). Più ampiamente, è la comunità missionaria di Matteo che, provata dalle incipienti persecuzioni e dalla “poca fede” (v. 31), rinnova l’adesione al Signore risorto, invocandolo con il titolo pasquale di Kurios (v. 28.30). Oggi è la nostra comunità -in Italia, in Europa, nel mondo intero- ciascuno di noi è interpellato a rinnovarsi nella fede e nell’impegno di solidarietà. Oggi Gesù ci ripete a tutti: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!” (v. 27).

Sui passi dei Missionari

9     S. Teresa Benedetta della Croce-Edith Stein (1891-1942), martiretedesca di origine ebraica. Convertitasi al cristianesimo, divenne monaca carmelitana e fu uccisa ad Auschwitz (Polonia). È compatrona d’Europa.

·     B. Zefirino Giménez Malla (1860-1936), martire, laico spagnolo di etnia rom (gitano, zingaro), promotore di buoni rapporti fra la sua gente e i vicini, generoso con i poveri, catechista dei piccoli. Fu arrestato a Barbastro durante la guerra civile spagnola, mentre difendeva un sacerdote maltrattato dai miliziani sulla piazza; venne poi fucilato in cimitero. È il primo rom beatificato (1997). – Nel 2017 fu proclamata beata e martire ancheEmilia Fernández Rodríguez (1914-1939), gitana spagnola, giovane mamma incinta (24 a.), condannata a morire (25 gennaio) dissanguata in carcere, per aver protetto il marito dal reclutamento militare forzato. Con lei il popolo zingaro ha la sua seconda beata, la prima donna, dopo Zefirino.

·     B. Franz Jägerstätter(1907-1943), martire, contadino austriaco, obiettore di coscienza. Rifiutò l’arruolamento nell’esercito nazista, perché – spiegò – come cristiano non poteva servire l’ideologia hitleriana e combattere una guerra ingiusta. Sottoposto a processo, fu condannato alla ghigliottina. Nella lettera che lasciò prima di morire scrisse: «Né la prigione né le manette né la sentenza di morte possono derubare un uomo della fede e del suo libero arbitrio».

·     Bb. Michael Tomaszek (31 anni) e Zbigniew Strzalkowski (33 anni), martiri, francescani conventuali polacchi, uccisi nel 1991 da terroristi di Sendero Luminoso a Pariacoto (Chimbote, Perù).

·     Giornata internazionale deipopoli indigeni, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994.

10   S. Lorenzo, diacono e martire (225-258), custode dei beni della Chiesa di Roma da distribuire ai poveri. Fu bruciato vivo su una graticola.

·     Ricordo di Ruth Pfau (1929-2017), suora tedesca, dottoressa missionaria in Pakistan per 57 anni, spesi a lottare contro la lebbra. Viaggiò ovunque per curare i lebbrosi e tutelare la loro dignità. Per loro creò un centro con 157 filiali nel paese. È chiamata “madre dei lebbrosi”.

11   S. Chiara di Assisi (c.1193-1253), seguace di S. Francesco, con il quale fondò il secondo Ordine francescano (dette poi Suore Clarisse). Fuun modello di vita cristiana nella povertà, austerità, carità e contemplazione.

·     B. Maurizio Tornay (1910-1949), martire, sacerdote svizzero dei Canonici Regolari di S. Agostino, missionario in Cina e nel Tibet.

12   B. Isidoro Bakanja, martire (1887-1909), giovane catechista africano, morto in una piantagione del Congo Belga (oggi Rd Congo), a causa delle continue fustigazioni da parte del direttore della compagnia coloniale, dopo avergli strappato lo scapolare della Madonna del Carmine. Il catechista morì perdonando il suo persecutore.

·     Ven. Léon Gustave Dehon (1843-1925), sacerdote francese, apostolo instancabile nelle opere sociali, nella cura della gioventù operaia e studentesca, pubblicazione di giornali e libri. È il fondatore dei Sacerdoti del S. Cuore (detti poi Dehoniani).

·     Anniversario dell’ordinazione episcopale di S. Daniele Comboni, a Roma nel 1877, alla testa del vicariato apostolico dell’Africa Centrale (creato nel 1846), con sede a Khartoum (Sudan), dove Comboni morì il 10 ottobre 1881. (Vedi 10/10).

·     Giornata internazionale dellagioventù, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999.

13   Ricordo di Simon Mpecke (1906-1975), detto ‘Baba Simon’, zelante sacerdote camerunese. Partito dal sud del paese, già abbastanza evangelizzato, andò fra le popolazioni pagane e musulmane del nord. Promosse la scuola per tutti come ambito di promozione umana, evangelizzazione edialogo. A cristiani e musulmani inculcava sempre il reciproco rispetto e amore.

14   S. Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), martire polacco, francescano conventuale, fondatore della Milizia dell’Immacolata in Europa e Giappone. Si offrì di morire al posto di un padre di famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz.

15   Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria al cielo. L’attività missionaria della Chiesa porta a compimento la profezia di Maria: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata» (Lc 1,48).

·     Inizio delle apparizioni della Madonna di La Vang, vicino a Hué, Vietnam, nell’agosto 1798. Ne seguirono molte altre durante tutto il tempo della persecuzione contro i cristiani. I messaggi erano di consolazione e di speranza, rivolti a un folto gruppo di contadini rifugiatisi in foresta per salvarsi e pregare. Sul luogo è sorto il santuario mariano nazionale, meta di tanti pellegrini.

·     S. Giacinto Odrovaz (1183-1257), sacerdote domenicano polacco, incaricato da S. Domenico di diffondere l’Ordine dei predicatori. Evangelizzò la Boemia e la Slesia (oggi Rep. Ceca).

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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