Giovedì 24 settembre 2020
Una nuova narrazione comunicativa, fatta di suoni, voci, sogni, sfide, e perfino grida, che intende raggiungere un gran numero di spazi e aree dentro e fuori l’Amazzonia, fonte assoluta e inesauribile di notizie e storie finalmente disponibili per tutti. Sono queste le caratteristiche dei podcast «Echi dall’Amazzonia», lanciati nei giorni scorsi dalla Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) del Brasile e che saranno fruibili settimanalmente sul sito dell’organismo sudamericano.

Iniziativa sui social media della Repam
Echi dall’Amazzonia

Una nuova narrazione comunicativa, fatta di suoni, voci, sogni, sfide, e perfino grida, che intende raggiungere un gran numero di spazi e aree dentro e fuori l’Amazzonia, fonte assoluta e inesauribile di notizie e storie finalmente disponibili per tutti. Sono queste le caratteristiche dei podcast «Echi dall’Amazzonia», lanciati nei giorni scorsi dalla Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) del Brasile e che saranno fruibili settimanalmente sul sito dell’organismo sudamericano. I contenuti saranno inoltre pubblicati anche sulle principali piattaforme digitali, in modo da poter raggiungere radio comunitarie e commerciali ed essere condivisi anche da siti e piattaforme di streaming audio come Spotify e Deezer. Il linguaggio dei podcast, infatti, è molto vicino a quello della radio, veicolo di grande espressione in Amazzonia.

Lo scopo del progetto, coordinato dall’area comunicazione del Repam insieme al Comitato Roraima, onlus che si occupa dei diritti delle popolazioni indigene del Brasile, è quello di creare contenuti giornalistici partendo dalla multiforme realtà di questo grande polmone verde, tenendo conto dei suoi protagonisti e costruendo narrazioni che parlino del territorio. «Sono molto felice di questa iniziativa — ha dichiarato la giornalista Janaína Souza, membro della onlus e responsabile della produzione e presentazione dei podcast — soprattutto per il fatto che vivo in Amazzonia dove c’è un bisogno urgente di comunicare ad alta voce i nostri desideri e le nostre necessità in un momento in cui sia il Brasile che, soprattutto, quest’area, sono fortemente minacciati».

Uno degli obiettivi di Echi dall’Amazzonia è contribuire alla produzione e alla distribuzione di informazioni locali al di fuori di essa: «È un’opportunità per dare voce a coloro che vivono e sopravvivono in quest’area. Per chi è fuori dal territorio, è un modo significativo di conoscere la realtà grazie a chi è testimone e partecipa giorno per giorno a ciò che accade qui», ha concluso Souza.

E anche il modo migliore per festeggiare i sei anni di attività della Repam, dal 2014 a fianco degli indigeni dell’Amazzonia in difesa della loro vita e della loro cultura. Nel corso della conferenza stampa online in occasione della quale è stato presentato il nuovo segretario esecutivo, il religioso marista João Gutemberg Sampaio, partecipante al Sinodo speciale dedicato all’Amazzonia svoltosi nell’ottobre del 2019, la Rete ecclesiale ha illustrato il processo di discernimento che si sta portando avanti e gli obiettivi prefissati per i prossimi anni, ribadendo la necessità di continuare la collaborazione “transnazionale” con tutti gli Stati membri.

Nel quadro degli interventi sul territorio un ruolo importante ha rivestito in questi anni, e riveste tuttora, il già citato Comitato Roraima, artefice di diversi progetti a favore delle comunità più disagiate, come quelle della regione Surumu, colpite da un’epidemia a causa dell’inquinamento del fiume Cotingo. Per fare fronte a quest’emergenza è stato avviato un programma di raccolta fondi al fine di costruire un pozzo artesiano, evitando così problemi di mortalità che potrebbero verificarsi nella stagione delle piogge. Una soluzione strettamente collegata a un altro progetto, finanziato lo scorso anno e riguardante il sostegno alla modernizzazione degli allevamenti di animali in quest’area fornito anche dagli studenti del centro di formazione indigena Raposa Serra do Sol. Un contributo non indifferente per valorizzare, moltiplicare e rafforzare la produzione di alimenti per una buona qualità di pollame, carne e uova, a tutto vantaggio del miglioramento dell’alimentazione nelle famiglie e negli istituti scolastici.

Già in precedenza era stata raccolta dalla onlus una quantità di denaro sufficiente alla installazione di forni per la produzione della farina, aumentandone quantità e qualità, dove sono state impiegate donne della comunità che hanno potuto così imparare un nuovo lavoro e al contempo garantire autonomia e sostegno alle proprie famiglie. Nel quadro degli interventi in terra amazzonica il Comitato Roraima non ha dimenticato i bambini più a rischio, supportando ad esempio quelli di Marcos Moura, quartiere della città di Santa Rita nello Stato di Paraíba, dove opera il centro cattolico “Projeto legal” che li sottrae dalla strada e dalle mani della criminalità legata al narcotraffico, dando loro cibo, educazione, formazione umana e cristiana.
Osservatore Romano