XXXIII Domenica del tempo ordinario – Anno A: Giornata mondiale dei poveri

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La parabola dei talenti (Vangelo, Matteo 25,14-30) è l’invito ad un bilancio, alla fine di un anno liturgico e nell’imminenza di un nuovo inizio. Risalta, anzitutto, la generosità e la fiducia del padrone che affida i suoi beni ai servi (v. 14). I talenti erano beni consistenti, dati “secondo le capacità di ciascuno” (v. 15); e per tutti c’è anche il dono del tempo, anzi “molto tempo” (v. 19). Il padrone è Dio, è Gesù stesso; i servi rappresentano i membri delle comunità cristiane; il tempo va fino al termine dell’esistenza terrena, è il tempo della Chiesa.

Condividere i talenti-doni, con coraggio e gratuità

 Proverbi 31,10-13.19-20.30-31; Salmo 127; 1Tessalonicesi 5,1-6; Matteo 25,14-30

IV  Giornata mondiale dei poveri. (Foto: ANSA/SIR)

Riflessioni
La parabola dei talenti (Vangelo) è l’invito ad un bilancio, alla fine di un anno liturgico e nell’imminenza di un nuovo inizio. Risalta, anzitutto, la generosità e la fiducia del padrone che affida i suoi beni ai servi (v. 14). I talenti erano beni consistenti, dati “secondo le capacità di ciascuno” (v. 15); e per tutti c’è anche il dono del tempo, anzi “molto tempo” (v. 19). Il padrone è Dio, è Gesù stesso; i servi rappresentano i membri delle comunità cristiane; il tempo va fino al termine dell’esistenza terrena, è il tempo della Chiesa. I talenti raffigurano i doni elargiti da Dio a ciascuno e i tesori che Cristo ha consegnato alla sua Chiesa: il Vangelo da annunciare come messaggio di salvezza per la famiglia umana; lo Spirito che rinnova “la faccia della terra” (Sal 104,30); il dono dei sacramenti per un’umanità nuova; i frutti sempre nuovi della terra; il potere di purificare, sanare, consolare, riconciliare…

La parabola contiene una forte sollecitazione a far fruttare i doni ricevuti da Dio, sia a livello personale (doni di salute, intelligenza, cuore, lavoro, alimenti, natura, vita spirituale, fede…), come a livello di comunità umana ed ecclesiale. Gesù vuole frutti: sceglie i suoi discepoli perché vadano e portino frutto e il frutto rimanga (Gv 15,16). Al momento della resa dei conti, l’elogio del padrone va per i servi che sono stati dinamici e creativi nel far fruttare i beni ricevuti. È invece inaccettabile l’atteggiamento del servo “malvagio e pigro” (v. 26), chiuso nel suo mondo (v. 18), diffidente nei riguardi del Padrone (v. 24), disimpegnato e incapace di rischiare (v. 18.25).

Per una corretta comprensione della parabola, occorre superare una duplice mentalità commerciale: sia di tipo moralistico, come se le opere potessero produrre la salvezza, che invece ci è data solo per pura gratuità; sia la logica produttiva di stampo capitalista e liberale. La I lettura corregge tale visione borghese: l’elogio della donna perfetta esalta le sue abilità umane e domestiche di sposa e di madre, ma soprattutto il suo laborioso impegno personale, la sua apertura ai poveri (v. 20) e il timore di Dio (v. 30). “La parabola suggerisce che i talenti non sono egualmente distribuiti e non sono meritati, ma rappresentano piuttosto una dotazione di partenza (chi riceve 5 talenti invece di 1 non ha fatto nulla per meritarselo). La vita, prima ancora che il padrone, punisce non chi ha avuto pochi talenti ma chi non si è messo in gioco, non ha rischiato e investito la propria vita” (Leonardo Becchetti, economista). Le qualità d’intelligenza, intraprendenza e impegno devono essere accompagnate da un solido corredo morale e religioso, che aiuti a evitare forme di egoismo, a moderare la competitività con la solidarietà e l’affanno di accumulazione con la condivisione.

La pigrizia e il disimpegno sono atteggiamenti inaccettabili, in particolare per un cristiano, di fronte al dono della fede e alla conseguente responsabilità missionaria di annunciare il Vangelo, che è compito di ogni battezzato, affinché non manchino la luce, il sale, il lievito necessari perché la famiglia umana possa vivere meglio e prosperare. Non basta essere ‘conservatori della Parola’, per paura del rischio o per mancanza di iniziativa; il dono della fede impegna i cristiani ad essere soprattutto promotori intraprendenti e generosi del Vangelo di Gesù e dei beni della salvezza. Il santo Papa Paolo VI  ha un monito severo per chi non mette a profitto il talento-dono della fede: “Gli uomini potranno salvarsi anche per altri sentieri, grazie alla misericordia di Dio, benché noi non annunziamo loro il Vangelo; ma potremo noi salvarci se, per negligenza, paura, vergogna, o in conseguenza di idee false, trascuriamo di annunziarlo?” (EN, 1975, n. 80). Chi trascura il mandato missionario di annunciare Gesù Cristo e prendersi cura dei poveri, mette a rischio perfino la propria salvezza personale e la sopravvivenza delle comunità. Il destino di questi doni-talenti è la condivisone, il bene comune e non il proprio tornaconto o il privilegio personale. Oggi questo mandato si concretizza nella Giornata mondiale dei Poveri, come ci chiede Papa Francesco. (*)

Il premio che ricevono i servi industriosi, abili nel far fruttificare i doni ricevuti, resta nell’ambito della gratuità e della gioia (v. 21.23), che accompagnano il servizio del Vangelo. “La fede non è una cosa che si custodisce in cassaforte per proteggerla, è vita che si esprime nell’amore e dedizione agli altri. Nei Vangeli avere paura equivale a non avere fede… La parabola dei talenti ci insegna che una vita cristiana, basata non sulla formalità, l’auto-protezione e la paura, ma sulla gratuità, il coraggio e il senso dell’altro, costituisce l’allegria del Signore. E la nostra” (Gustavo Gutiérrez). Anche l’invito di san Paolo (II lettura) a vivere da figli della luce e a restare svegli (v. 5.6) va in questa linea. Solo l’amore fa superare le paure del servo fannullone; queste paure si superano con il coraggio dell’amore e dell’annuncio missionario.

Parola del Papa

(*) «Tendi la tua mano al povero” (cfr. Sir 7,32). La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli più deboli (cfr. Mt 25,40)… La preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore, è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio… Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza?»
Papa Francesco
Messaggio per la Giornata mondiale dei Poveri, 15 novembre 2020, n. 1.2.4

Sui passi dei Missionari

15   IV Giornata mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco (2016), da celebrarsi in tutta la Chiesa la 33ª domenica del T. O., “come segno concreto dell’Anno Santo della Misericordia”. -Tema per il 2020: «Tendi la tua mano al povero” (cfr. Sir 7,32).

15   S. Alberto Magno (c. 1206-1280), domenicano tedesco, vescovo di Ratisbona, uomo di pace, dottore della Chiesa e patrono dei cultori di scienze naturali. Seppe unire scienze umane e studi teologici. Fu maestro anche di san Tommaso d’Aquino a Parigi.

·     S. Giuseppe Pignatelli (1737-1811), gesuita italiano, che, con santità di vita e prudente abilità, si dedicò alla restaurazione della quasi estinta Compagnia di Gesù, dopo le soppressioni, le espulsioni, la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche.

·     B. Maria della Passione Elena de Chappotin de Neuville (1839-1904), religiosa francese, missionaria in India, fondatrice delle Francescane missionarie di Maria (Fmm).

16   Ss. Rocco González de Santa Cruz (1576-1628), nato ad Asunción, Paraguay, Alfonso Rodríguez (1599-1628), spagnolo di Zamora, e Giovanni del Castillo (1595-1628), spangolo di Cuenca, martiri gesuiti, uccisi nelle reducciones del Paraguay per il loro impegno missionario nella difesa e promozione degli indigeni. Il film Mission (1986) ne ha riprodotto l’epopea. (Vedi anche 11/10).

·     Ricordo di Segundo Montes e 5 compagni gesuiti, detti ‘martiri dell’Uca (Università Centroamericana), animatori della riflessione cristiana e delle riforme sociali, uccisi nel 1989 a San Salvador (El Salvador). Con loro furono uccise la sig.ra Elba, collaboratrice domestica, e la figlia Celina.

·     Nel 1972 iniziò ufficialmente la Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (Fabc), per rafforzare la corresponsabilità dei vescovi per il bene della Chiesa e della società in Asia. La segreteria è a Hong Kong.

·     Giornata internazionale della tolleranza, dichiarata dall’Unesco (1995) per ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dall’Onu nel 1948.

17   S. Elisabetta d’Ungheria (1207-1231), principessa ungherese. Si sposò molto giovane, ebbe tre figli e rimase vedova all’età di 20 anni. Divenuta terziaria francescana, si dedicò alla preghiera e a una vita austera. Diede i suoi beni ai poveri e ai malati, e per loro fece costruire l’ospedale di Marburgo (Germania), nel quale lei stessa serviva i malati.

·     Anniversario dell’inaugurazione del Canale di Suez (Egitto, 1869), nuova via mondiale di comunicazione commerciale e culturale fra i popoli.

18   S. Rosa-Filippina Duchesne (1769-1852), religiosa francese, missionaria negli Usa, dove creò varie scuole, dedicandosi specialmente ai nativi americani, ai neri, agli indios, ai bianchi poveri e ai numerosi schiavi. Morì a Saint Charles, nello Stato del Missouri.

19-21   Convegno internazionale “The Economy of Francesco”, convocato da Papa Francesco ad Assisi per giovani economisti imprenditori e change makers; (si svolgerà in modalità on line).

20   Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Celebra la data in cui la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia fu approvata dalle Nazioni Unite (1989).

21   Festa della Presentazione della B. V. Maria al tempio.

* Giornata Pro Orantibus, istituita da Pio XII (1953) per pregare per le religiose e i religiosi di clausura e per far conoscere le comunità monastiche sparse in tutto il mondo.

22   Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.comboni.org    “Parola per la Missione”

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