Giornata mondiale dell’industrializzazione dell’Africa: 20 novembre

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Giovedì 19 novembre 2020
Nell’ambito del Secondo Decennio dello Sviluppo Industriale per l’Africa (1991-2000), l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1989, ha proclamato il 20 novembre Giornata dell’industrializzazione dell’Africa. Da allora, le Nazioni Unite hanno organizzato in quel giorno eventi in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’industrializzazione dell’Africa e sulle sfide che il continente deve affrontare.

Quest’anno, la Giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale riguardo le sfide e le opportunità per l’industrializzazione del continente africano nel quadro della neonata Area di libero scambio continentale africana, un mercato unico di beni e servizi, creato dai 44 Stati membri dell’Unione Africana nel 2018.

L’industria può aumentare la produttività, aumentare le capacità della forza lavoro e generare occupazione, introducendo nuove attrezzature e nuove tecniche. L’industrializzazione, con forti legami con le economie nazionali, aiuterà i paesi africani a raggiungere alti tassi di crescita, diversificare le loro economie e ridurre la loro esposizione agli shock esterni. Ciò contribuirà in modo sostanziale all’eliminazione della povertà attraverso la creazione di posti di lavoro e di ricchezza.

Il successo del programma di industrializzazione dell’Africa richiederà la creazione di un ambiente favorevole che rafforzi la capacità interna in materia di infrastrutture, capitale umano, sistemi finanziari, ricerca e sviluppo, tecnologia e governance.

Giornata mondiale dell'industrializzazione dell'Africa

Città di Nairobi (Kenya). Foto: UNRIC

L’Africa è un continente ricco. Ricco di materie prime, risorse naturali, terreni fertili, saperi e conoscenze. Non a caso sono sempre stati in molti, dagli Stati Uniti all’Europa alla Cina, ad aver fatto affari in Africa, spesso destabilizzando, se non distruggendo gli equilibri ed i mercati locali.

Le risorse, come detto, non mancano. Per far crescere l’Africa serve piuttosto uno sforzo congiunto tra comunità internazionale da una parte e governi ed istituzioni locali dall’altra per fare dell’industrializzazione del continente il motore dello sviluppo economico e sociale. Serve lavorare su tutti quei fattori che hanno impedito al continente di stare al passo con altre zone del mondo, come ad esempio il sud-est asiatico: infrastrutture inadeguate, governance debole, mancanza di policies interne, conflitti armati, bassa competizione nei mercati.

Secondo l’ONU occorre un lavoro congiunto per favorire una maggiore integrazione tra i numerosi mercati interni, in modo da raggiungere economie di scala ed essere più competitivi a livello internazionale. Le potenzialità non mancano ma lo sforzo dev’essere inteso come un responsabilità globale a vantaggio dell’intero pianeta.