XXXIV Domenica del tempo ordinario - Anno A: Solennità di Cristo Re

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La festa di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, contiene un chiaro messaggio unitario, che si proietta sul passato, il presente e il futuro della vita umana. In essa è sempre presente Cristo Salvatore, l’Emmanuele, (Dio con noi): è venuto a Betlemme in carne umana (Mt 1,23), cammina con noi nella vita quotidiana (Mt 28,20), verrà nella tappa finale come re-pastore e giudice (Vangelo). La Sua presenza è sempre scandita dall’amore: è portatrice di conforto nella sofferenza ed è motivo di speranza nell’attesa del giudizio finale.

Scommettere sulla carità:
“l’avete fatto a me!”

Ez 34,11-12.15-17; Sl 22; 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46

Riflessioni
La festa di Cristo Re, ultima domenica dell’anno liturgico, contiene un chiaro messaggio unitario, che si proietta sul passato, il presente e il futuro della vita umana. In essa è sempre presente Cristo Salvatore, l’Emmanuele, (Dio con noi): è venuto a Betlemme in carne umana (Mt 1,23), cammina con noi nella vita quotidiana (Mt 28,20), verrà nella tappa finale come re-pastore e giudice (Vangelo). La Sua presenza è sempre scandita dall’amore: è portatrice di conforto nella sofferenza ed è motivo di speranza nell’attesa del giudizio finale. Quell’ultimo momento è descritto nel Vangelo con parole severe (v. 41-46), che, però, non sono in contraddizione con il Gesù buono, “amico dei pubblicani e dei peccatori” (Lc 7,34), fattosi uomo per “cercare ciò che era perduto” (Lc 19,10). Emblematicamente, subito dopo la scena del giudizio, Matteo presenta Gesù che “sarà consegnato per essere crocifisso” (Mt 26,2).

Gesù, il Pastore buono che dà la vita per le pecore (Gv 10), incarna il progetto di Dio, re-pastore, del quale Ezechiele (I lettura) esalta l’amore premuroso per le pecore: le cerca, ne ha cura, le passa in rassegna, le raduna, le conduce, le pasce… Il salmista canta la sua sicurezza e felicità, perché il pastore gli è vicino (Salmo). Per San Paolo (II lettura) tutto il male, compresa la morte, sarà superato e sottomesso a Cristo e al Padre, perché “Dio sia tutto in tutti” (v. 28).

Secondo la letteratura biblica (Dn 7) ed extrabiblica, le scene di giudizio non hanno lo scopo di descrivere ciò che avverrà, ma di insegnare come comportarsi oggi. Più che informare sul futuro, indicano un programma da vivere oggi. Alla luce del giudizio finale, Gesù svela la qualità che devono avere le nostre azioni; ci insegna come impostare la vita in modo da non sbagliare tutto, ma indovinare la strada. L’unica strada è la Sua: l’amore e il servizio ai bisognosi. Infatti, “alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore” (S. Giovanni della Croce). Il Vangelo di oggi ci dice già quale sarà il test d’esame nel giudizio finale.

L’amore per gli ultimi apre le porte del Regno di Dio: “Venite, benedetti del Padre mio…” (Vangelo, v. 34). Gesù indica la strada per arrivarci. Per ben quattro volte enumera sei opere d’amore verso persone bisognose: affamati, assetati, forestieri, nudi, malati, carcerati… Aiutare tali persone è compito di ogni cristiano ed è parte del lavoro quotidiano dei missionari. E lo è anche per i seguaci di tutte le religioni. Queste opere d’amore costituiscono un terreno d’incontro con tutte le persone di buona volontà. Una lista di tali opere è presente in Is 58,6-7. Ma già nell’antico Egitto (2° millennio a. C.), il Libro dei morti (cap. 125) metteva in bocca al defunto queste parole: “Io ho fatto ciò che fa gioire gli dèi. Ho dato pane all’affamato, ho dato acqua all’assetato, ho vestito chi era nudo, ho offerto un passaggio a chi non aveva una barca”.

A queste opere di grande valore umano Gesù apporta una novità decisiva: Egli si identifica con i più deboli e piccoli, fino a dire: “l’avete fatto a me” (v. 40). Gli ultimi sono davvero i destinatari privilegiati delle scelte del Signore. Pertanto, l’opzione preferenziale per i poveri non è un’alternativa di libera scelta, ma un obbligo per la Chiesa, come affermava energicamente San Giovanni Paolo II verso la fine della sua vita, invitando i cristiani a “scommettere sulla carità”. È un’opzione in cui è in gioco la fedeltà stessa della Chiesa al suo Signore! (*) La Giornata mondiale dei Poveri, creata recentemente da Papa Francesco, che abbiamo celebrato domenica scorsa, è un nuovo stimolo a mettere in pratica tale opzione.

Forte è la testimonianza missionaria del B. Carlo de Foucauld (festa il 1° dic.), che visse intensamente la presenza di Cristo nei poveri fra i quali scelse di vivere, i beduini del deserto, tutti musulmani. Qualche mese prima della morte, scriveva: «Credo che non ci sia altra parola del Vangelo che abbia talmente colpito e trasformato la mia vita, come questa: ‘quello che fate a uno di questi piccoli, lo fate a me’. Se si pensa che queste parole sono della Verità increata, le parole della bocca che ha detto: ‘Questo è il mio Corpo… Questo è il mio Sangue’, con che forza si è portati a cercare e ad amare Gesù in questi piccoli, peccatori, poveri». Carlo de Foucauld, il fratello universale, seppe riconoscere la presenza di Cristo, alla pari, sia nell’Eucaristia che nei poveri, compresi i non cristiani. Un vero testimone missionario! Prossimamente sarà proclamato santo.

Parola del Papa

(*) “Dovremo saper scorgere Cristo soprattutto nel volto di coloro con i quali Egli stesso ha voluto identificarsi: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete… ero forestiero… nudo… malato… carcerato e siete venuti a trovarmi» (Mt 25,35-36). Questa pagina non è un semplice invito alla carità: è una pagina di cristologia, che proietta un fascio di luce sul mistero di Cristo. Su questa pagina, non meno che sul versante dell'ortodossia, la Chiesa misura la sua fedeltà di Sposa di Cristo… Stando alle inequivocabili parole del Vangelo, nella persona dei poveri c’è una Sua presenza speciale, che impone alla Chiesa un’opzione preferenziale per loro” (i poveri).
San Giovanni Paolo II
Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte (6.1.2001), n. 49

Sui passi dei Missionari

22        Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

22   S. Cecilia, martire romana (s. II-III). La basilica a lei dedicata nel quartiere trasteverino a Roma attesta l’antichità del suo culto. È patrona di musicisti e cantanti.

23   S. Colombano, (c. 525-615), abate di origine irlandese, missionario itinerante in Francia, Svizzera e Italia, e fondatore di numerosi monasteri, fra i quali Luxeuil (Francia) e Bobbio (Italia).

·     B. Miguel Agustín Pro (1891-1927), martire gesuita messicano, ucciso durante la persecuzione contro la Chiesa. Assieme a lui si ricordano tanti altri martiri dello stesso periodo.

24   Nel 2013 Papa Francesco pubblicò l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium –Sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, come documento programmatico del suo pontificato.

·     Bb. 188 Martiri in Giappone, appartenuti a nove diocesi, uccisi in odio alla fede durante le persecuzioni tra il 1603 e il 1639. Tra essi, quattro sacerdoti, 84 sposati (di cui 28 coppie), bambini e adolescenti, neatificati nel 2008. A capo del gruppo è stato posto Pietro Kibe Kasui (1587-1639), gesuita giapponese, che affrontò il martirio il 4 luglio 1639 in quella che oggi è Tokyo.

* Questo è il terzo gruppo numeroso di martiri del Giappone elevati all’onore degli altari, dopo quelli del 1597 (vedi 6/2) e del 1622 (vedi 10/9 e 6/10). A questi si aggiungono altri gruppi meno numerosi (Vedi la nota del 25/8).

·     Ss. Andrea Dung-Lac (1795-1839), sacerdote, e molti altri compagni martiri in Vietnam. Nel 1988 Giovanni Paolo II ne canonizzò 117. Fra essi, 96 vietnamiti e 21 missionari stranieri (11 domenicani spagnoli e 10 francesi delle Missioni Estere). Erano vescovi, sacerdoti e laici uccisi in odio alla fede in vari luoghi e modi fra 1745 e 1862.

25   Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999.

26   S. Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), sacerdote francescano italiano, itinerante, dedicato alle missioni popolari. Diede la struttura definitiva alla pratica della Via Crucis, ideata dal B. Álvaro di Córdoba (cfr. 19/2), e la diffuse ampiamente.

·     B. Giacomo Alberione (1884-1971), fondatore della Famiglia Paolina (che si compone di una decina di istituzioni: per sacerdoti, fratelli, suore, membri di Istituti secolari e laici) per la promozione delle vocazioni e la diffusione del Vangelo con i mezzi di comunicazione sociale. Il suo programma per tutti gli associati era: «Vivere Gesù Maestro, Via-Verità-Vita, secondo lo spirito di san Paolo».

·     Ricordo di Charles Lavigerie (1825-1892), vescovo francese di Algeri e cardinale, fondatore (1868 in Algeria) dei Missionari d’Africa (conosciuti prima come Padri Bianchi) e delle Missionarie di Nostra Signora d’Africa.

·     Ricordo di Joseph-Pierre-Albert Wittebols (1912-1964), dehoniano belga, vescovo missionario di Wamba (nell’odierna Rd Congo), ucciso durante la ribellione dei simba.

* Intorno a questa data, 28 missionari dehoniani furono assassinati a Wamba e a Kisangani, provenienti per lo più dai Paesi Bassi e Belgio; uno era italiano, il SdD. Bernardo Longo (vedi 3/11). Molti altri furono uccisi in quel periodo: 22 missionari domenicani e domenicane, e 4 giovani missionari comboniani italiani (i padri Remo Armani, Lorenzo Piazza, Evaristo Migotti e Antonio Zuccali) nella diocesi di Isiro (nov-dic 1964); 33 missionari della Santa Croce (Crocigeri) a Bondo; 22 missionari dello Spirito Santo a Kongolo (1962); 4 oblati di Maria Immacolata a Kilembe; 4 missionarie domenicane del santo Rosario, spagnole; 3 missionari saveriani italiani a Uvira (nov 1964); e altri in diversi luoghi del Congo. In mezzo alla bufera, Dio ha suscitato un fiore: la B. Clementina Anwarite Nengapeta. (Vedi 1/12).

·     Nascita di Adolfo Pérez Esquivel (1931), pacifista argentino, artista e scrittore, organizzatore di comunità e promotore dei diritti umani attraverso la nonviolenza. Ricevette il Premio Nobel per la Pace 1980 per le sue denunce e opposizione alla dittatura militare, durante la quale fu imprigionato e torturato.

27   B. Raimondo Lullo (c. 1235-1316), terziario francescano nativo di Maiorca, studioso e scrittore. Andò missionario nel Nordafrica per dialogare con musulmani, ma lo rifiutarono e incarcerarono. Morì sulla nave di ritorno a Tunisi, o già a Maiorca. Il tema del martirio è lasciato all’opinione degli storici e alla devozione dei fedeli. Si spera nella sua canonizzazione «per culto immemorabile».

28   Apparizioni della Madonna Addolorata a un gruppo di studentesse in un collegio di Kibeho (Gikongoro, Ruanda, 1981), con un messaggio di consolazione, preghiera e conversione. Sono fra le prime apparizioni mariane verificatesi in Africa e riconosciute autentiche dalla Chiesa locale.

29   I domenica di Avvento, tempo liturgico nell’attesa del Signore e tempo missionario per ricordare la lunga attesa dei popoli che ancora aspettano il primo annuncio di Cristo Salvatore.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   comboni.org    “Parola per la Missione”

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