I ricchi spendono cento volte di più dei poveri negli acquisti contro il Covid

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Martedì 1° dicembre 2020
Ogni residente di un Paese ricco ha beneficiato - su media mensile - di 10 dollari per gli acquisti extra di forniture mediche contro il COVID-19, mentre nelle Nazioni a reddito medio era solo di un dollaro e appena 10 centesimi nei Paesi poveri, indica un rapporto dell'UNCTAD (Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo). [Foto: ©Dominic Chavez/BM]

Il commercio di questi prodotti è cresciuto di oltre il 50% da quando la pandemia è peggiorata in aprile e ne hanno beneficiato maggiormente i Paesi più ricchi, secondo il report dell'UNCTAD. Le esportazioni mensili di forniture, come dispositivi di protezione personale, disinfettanti, kit diagnostici, maschere d’ossigeno e altri prodotti ospedalieri provenienti da Cina, Unione europea e Stati Uniti, sono aumentate da 25 a 45 miliardi di dollari.

"Nonostante gli sforzi per facilitare l'accesso alle forniture di COVID-19, le statistiche commerciali mostrano che solo una piccola parte della produzione globale aggiuntiva per le forniture legate alla pandemia ha raggiunto i Paesi a basso reddito", evidenzia il rapporto. La Banca Mondiale considera 29 paesi, per lo più dell'Africa subsahariana, cinque dall'Asia e Haiti nei Caraibi, come i più poveri, con un reddito pro capite annuo inferiore a 1.036 dollari, e altre 50 nazioni come a reddito medio-basso, con un reddito pro capite annuo inferiore a 4.046 dollari.

Secondo l'UNCTAD, a parte il reddito, un fattore che contribuisce a una così grande differenza di acquisti, per far fronte della pandemia, è la sostanziale perdita di entrate nei bilanci pubblici, a causa dell'impatto del COVID. I paesi ricchi – la maggior parte in Europa e alcuni altri provenienti da altri continenti come l'Arabia Saudita, l'Australia, il Canada, gli Stati Uniti, il Giappone e la Nuova Zelanda – hanno mobilitato risorse per aumentare la spesa sanitaria, ma "molti paesi poveri o fortemente indebitati si sono trovati con poco spazio nel bilancio per farlo". Lo studio considera “molto possibile che, senza ulteriori fonti di finanziamento, la pandemia rimanga incontrollata in molte parti del mondo con ripercussioni negative sull'economia mondiale, compreso il commercio internazionale”.

Un vaccino, secondo l'UNCTAD, "sembra essere il modo più promettente per mitigare la pandemia e rilanciare l'economia globale", ma anche così "affinché la ripresa sia veramente globale e inclusiva, è importante che il vaccino sia accessibile e ampiamente disponibile per tutti". E aggiunge che nell'immediato futuro "il settore privato e le fonti filantropiche rimangono essenziali per i Paesi in modo da mobilitare fondi supplementari per combattere la pandemia nei Paesi in via di sviluppo e sostenere i meccanismi finanziari, come l’iniziativa globale COVAX, per fornire vaccini ai Paesi poveri”.

In altri settori del commercio internazionale, l'UNCTAD vede una ripresa nel terzo trimestre del 2020 rispetto ai due trimestri precedenti, ma la ripresa rimane negativa rispetto allo stesso periodo del 2019, ed entro la fine dell'anno potrebbe avere un calo tra il 7 e il 9%. I settori più colpiti sono il settore energetico (35% in meno, a luglio e agosto, rispetto agli stessi mesi del 2019), l'automobile (-18%) e il settore chimico, inferiore del 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I settori che stanno recuperando di più, anche se con cifre basse, sono le apparecchiature di comunicazione, i macchinari per ufficio, il tessile e gli alimenti. Lo studio mostra che nel terzo trimestre, l'attività di esportazione e importazione risulta migliorata in Vietnam (10,9%), Cina (8,8%) e Taiwan (6,4%) mentre è rimasta in rosso in quasi tutte le economie industrializzate.

In America Latina, gli scambi della Colombia sono inferiori del 13,3% rispetto al terzo trimestre del 2019. Quelli del Perù inferiori del 10,2%, quelli dell'Argentina del 7,9%, quelli del Brasile 7,7%, del Messico del 4,3% e quello del Cile 2,0%.

In Sud Africa il calo è del 6%, in Marocco del 5% e in Tunisia del 4,4%, tra le economie africane più attive, e in Asia, il commercio dell'India è sceso del 6,1%, quello delle Filippine del 8,7%, quella della Tailandia del 5,1%, quella di Singapore del 4,6% e quella della Corea del Sud del 3,2%.

Vedere l'articolo originale: Los ricos centuplican a los pobres en compras contra la covid. Per saperne di più Rich get richer, poor poorer: Two reports say pandemic intensifying inequalities

[Ginebra, IPS 22.10.2020 – Corresponsal de IPS. Tradotto da Andrea Lanari dall’Inglese – Jpic-jp.org]