L’Economia di Francesco per cambiare gli attuali modelli economici

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Martedì 1° dicembre 2020
“L’Economia di Francesco” è un movimento mondiale di giovani. Il suo obiettivo è quello di cambiare gli attuali modelli economici per avere un futuro più inclusivo e giusto. [Tradotto da Andrea Lanari,
Jpic-jp.org]

Papa Francesco ha convocato un convegno su “l’Economia di Francesco” nel 2019 quando ha chiesto ad economisti e giovani di dare vita all'idea di un diverso tipo di economia. Ha proposto anche la data e il luogo, Assisi, marzo 2020. Dovette essere rinviato a causa della pandemia di coronavirus. Si è svolto in diretta streaming dal 19 al 21 novembre, organizzato da Assisi. Vi hanno partecipato numerose giovani personalità del mondo economico, sociale e imprenditoriale di tutto il mondo con l'obiettivo di cambiare l'attuale sistema economico rendendolo più inclusivo, fraterno e sostenibile.

Alla presentazione nella Sala Stampa della Santa Sede, "l’Economia di Francesco" è stata descritta come "un'economia diversa, che aiuta le persone a vivere e non uccide, che include e non esclude, che umanizza e non disumanizza, e che si prende cura del creato e non lo saccheggia". Suor Alessandra Smerilli, membro del Comitato Scientifico de "l’Economia di Francesco", nel corso della conferenza stampa ha toccato un punto interessante: la necessità di rinviare l’evento per chi doveva parteciparvi "ha trasformato l'originale pre-evento di due giorni in 9 mesi di confronto, approfondimento e proposte".

Un sito web ufficiale The Economy of Francesco è stato creato e vi sono state inserite le parole di Papa Francesco volte a descrivere il movimento: “Cari giovani, gli effetti delle nostre azioni e decisioni vi toccano personalmente. Pertanto, non potete rimanere fuori dai luoghi che stanno plasmando il presente e il futuro. O vi fate parte o la storia vi lascerà ad un lato". Ascoltare la voce dei giovani e mettere a frutto la loro visione nella comprensione generale della società è imperdibile se crediamo che nessuno si salva da solo.

Nel suo videomessaggio del 21 novembre 2020ai partecipanti all'incontro, Papa Francesco dice: " L’idea originaria era di incontrarci ad Assisi per ispirarci sulle orme di San Francesco. Dal Crocifisso di San Damiano e da altri volti – come quello del lebbroso – il Signore gli è andato incontro, lo ha chiamato e gli ha affidato una missione; lo ha spogliato degli idoli che lo isolavano, delle perplessità che lo paralizzavano e lo chiudevano nella solita debolezza del “si è sempre fatto così” – questa è una debolezza! – o della tristezza dolciastra e insoddisfatta di quelli che vivono solo per sé stessi e gli ha regalato la capacità di intonare un canto di lode, espressione di gioia, libertà e dono di sé. Perciò, questo incontro virtuale ad Assisi per me non è un punto di arrivo ma la spinta iniziale di un processo che siamo invitati a vivere come vocazione, come cultura e come patto".

Nuova vita all'economia etica e nuove idee da cui trarre ispirazione, questo è ciò che il Papa si aspetta dai giovani. Circa 2.000 giovani provenienti da 115 Paesi del mondo hanno partecipato all'evento che ha offerto l'opportunità di un dibattito internazionale sull'economia solidale. Portando le persone al centro, l'economia dovrebbe mirare a consentire ad ogni cittadino di maturare la propria felicità attraverso redditizie opportunità di sviluppo personale. Lo sviluppo umano dell'individuo propizierà la crescita dell'intera società, come diceva Papa Paolo VI nella sua enciclica Populorum Progressio - 26 marzo 1967 - “lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico, lo sviluppo deve essere integrale, il che significa finalizzato alla promozione di ogni persona e di tutta la persona".

Pertanto, Paolo VI ammoniva: "Non accettiamo di separare l'economico dall'umano, lo sviluppo dalla civiltà, dove di fatto si inserisce. Ciò che conta per noi è la persona, ogni persona, ogni gruppo di persone fino a raggiungere l'intera umanità". "Abbiamo bisogno di un cambiamento; vogliamo un cambiamento, cerchiamo un cambiamento", fa eco Papa Francesco con il suo messaggio. "Il problema nasce quando ci accorgiamo che, per molte delle difficoltà che ci assillano, non possediamo risposte adeguate e inclusive”.

Poi aggiunge: "Abbiamo bisogno di gruppi dirigenti comunitari e istituzionali che possano farsi carico dei problemi senza restare prigionieri di essi e delle proprie insoddisfazioni, e così sfidare la sottomissione – spesso inconsapevole – a certe logiche (ideologiche) che finiscono per giustificare e paralizzare ogni azione di fronte alle ingiustizie".

Il messaggio si conclude con parole di speranza che si rivolgono ai giovani. “La storia ci insegna che non ci sono sistemi né crisi in grado di annullare completamente la capacità, l’ingegno e la creatività che Dio non cessa di suscitare nei cuori. Con dedizione e fedeltà ai vostri popoli, al vostro presente e al vostro futuro, voi potete unirvi ad altri per tessere un nuovo modo di fare la storia. Non temete di coinvolgervi e di toccare l’anima delle città con lo sguardo di Gesù; non temete di abitare coraggiosamente i conflitti e i crocevia della storia per ungerli con l’aroma delle Beatitudini. Non temete, perché nessuno si salva da solo. Nessuno si salva da solo”.

Abbiamo bisogno gli uni degli altri per dare vita a una nuova cultura economica. Una cultura capace  di “far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani – a tutti i giovani, nessuno escluso – la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo”.

Guarda l'intero video-messaggio “The Economy of Francesco - I Giovani, Un Patto, Il Futuro”.
[Tradotto da Andrea Lanari, Jpic-jp.org]