Avviate nell’Unione europea le vaccinazioni contro il virus covid-19

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Lunedì 28 dicembre 2020
«La storia ci dice che covid-19 non sarà l’ultima pandemia. Dobbiamo impegnarci» ora «e investire per essere preparati, in modo che i nostri figli ereditino un mondo più sicuro e sostenibile». Lo ha dichiarato ieri il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un videomessaggio su twitter in occasione della prima Giornata mondiale di preparazione alle epidemie, sottolineando inoltre come sia fondamentale «imparare la lezione dalla pandemia di covid-19». (...)

Avviate nell’Ue le vaccinazioni

«La storia ci dice che covid-19 non sarà l’ultima pandemia. Dobbiamo impegnarci» ora «e investire per essere preparati, in modo che i nostri figli ereditino un mondo più sicuro e sostenibile». Lo ha dichiarato ieri il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un videomessaggio su twitter in occasione della prima Giornata mondiale di preparazione alle epidemie, sottolineando inoltre come sia fondamentale «imparare la lezione dalla pandemia di covid-19».

Sarà necessario d’ora in poi per i Paesi farsi trovare pronti, con il coinvolgimento dei governi e delle società. «Negli ultimi 12 mesi, vite ed economie sono stati sconvolte dal covid-19. Ma negli anni l’Oms e i nostri partner — ha ricordato ancora il numero uno dell’Oms — avevano avvertito che il mondo non era preparato a una pandemia».

Intanto sono stati quasi 432 mila i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore nel mondo e 7.200 le persone che hanno perso la vita per complicazioni legate al virus. Lo ha reso noto la Johns Hopkins University nel suo ultimo bilancio, mentre il totale dei casi dall'inizio della pandemia si appresta a raggiungere quota 81 milioni.

Nell’Unione europea, nel frattempo, la giornata di ieri ha rappresentato una tappa importante nella lotta al nuovo coronavirus. Ha preso infatti il via quello che è stato denominato il “Vax day”, ossia la campagna di vaccinazione contro il virus, scattata all’unisono in tutti i Paesi membri. Tra questi solo Germania, Slovacchia e Ungheria avevano anticipato di un giorno, sabato, la somministrazione delle prime dosi del vaccino prodotto dall’azienza Pfizer/Biontech. I contratti con le aziende produttrici dei vaccini sono stati stipulati direttamente dalla Commissione europea per conto di tutti i Paesi membri dell’Unione. Ogni Paese riceverà la quota percentuale di dosi spettante in proporzione alla popolazione secondo le stime eurostat.

Ciascuna nazione all’interno dell’Ue ha fissato le proprie priorità nell’accesso ai piani di vaccinazione: nella maggior parte dei casi i primi a poter ricevere il farmaco sono gli operatori sanitari e altri gruppi vulnerabili, come gli anziani o le persone malate. Inoltre, nello sforzo di convincere il maggior numero di persone a vaccinarsi, in questa prima giornata sono stati diversi anche i leader politici che si sono arrotolati la manica della camicia davanti a fotografi e telecamere. Dal premier ceco Andrej Babis a quello greco Kyriakos Mitsotakis. Dopo l'approvazione a tempi record del primo vaccino la riuscita della campagna dovrà dunque fare i conti con lo scetticismo di numerosi cittadini europei, in particolare in alcuni Paesi come la Francia. In Europa non c’è alcun obbligo di sottoporsi al vaccino, come ha ribadito ancora una volta per la Francia il presidente Macron, ed è questa la linea seguita anche nei principali Paesi del Vecchio Continente. Compresa la Russia, dove peraltro anche il presidente Vladimir Putin ha annunciato l’intenzione di farsi inoculare il vaccino anti-covid elaborato dagli scienziati russi, denominato “Sputnik V”.
[L'Osservatore Romano]