Mercoledì 6 gennaio 2021
Il presidente centrafricano Faustin Archange Touadéra è stato rieletto al primo turno delle elezioni con il 53,92% dei voti. Lo ha annunciato la Commissione elettorale. Le elezioni presidenziali, tenutasi contemporaneamente alle legislative, si sono svolte in un clima di grande tensione. Migliaia di elettori non hanno potuto recarsi alle urne fuori Bangui, secondo l’opposizione, che ha denunciato “frodi massicce”. L’affluenza alle urne sarebbe del 76,31%, ma non è chiaro come sia stata calcolata questa percentuale. L’ex primo ministro Anicet-Georges Dologuélé risulta secondo, con il 21,01% dei voti, davanti ad altri 14 candidati.

In un clima segnato da forti tensioni e violenze, il presidente uscente della Repubblica Centrafricana, Faustin Archange Touadéra, è stato rieletto al primo turno delle elezioni tenutesi lo scorso 27 dicembre. Touadéra ha ottenuto il 53,92% dei voti, conquistando così un secondo mandato alla guida del travagliato Paese. Lo ha annunciato ieri l’Autorità nazionale per le elezioni (Ane).

Foto: Minusca.

L’ex primo ministro Anicet Georges Dologuélé conquista il secondo posto con il 21,01 percento di voti. I risultati delle elezioni presidenziali, che hanno coinciso con le legislative, sono tuttavia provvisori. Ora dovranno essere convalidati dalla Corte Costituzionale dopo eventuali ricorsi. Quelli definitivi sono attesi il 19 gennaio. Mercoledì, l’opposizione aveva chiesto l’annullamento del voto a causa di presunte gravi irregolarità.

Intanto la magistratura del Paese ha aperto ieri un’inchiesta giudiziaria contro l’ex presidente François Bozizé, accusato dal governo di tentato colpo di Stato con l’aiuto di gruppi armati otto giorni prima delle elezioni. Preoccupa nel frattempo l’instabilità nel Paese. Dopo le elezioni, gli scontri sono oramai quotidiani. Resta inoltre difficile verificare la situazione a Bangassou — cittadina strategica a 750 chilometri a est di Bangui — caduta sotto il controllo di una coalizione di gruppi ribelli armati all’alba di domenica scorsa, con migliaia di elettori impossibilitati a votare. Sono proseguiti i combattimenti in diverse zone dell’area ed è difficile verificare il numero delle vittime.

Già ieri il Vescovo di Bangassou, Juan José Aguirre Muñoz, aveva denunciato — come riportato da Fides — la caduta della città in mano ai ribelli, dicendosi preoccupato per la loro aggressività. «Ci sono vari traumi che devono essere curati», ha detto con amarezza. Le autorità locali e la Missione Onu nel Paese (Minusca) hanno altresì confermato la capitolazione di Bangassou. Per il momento i ribelli sono ancora tenuti a distanza dalla capitale dai Caschi blue dalle forze armate.
[L’Osservatore Romano]