III Domenica del Tempo Ordinario – Domenica della Parola di Dio

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Un progetto missionario grande come il cuore di Dio

Giona 3,1-5.10; Salmo 24; 1Corinzi 7,29-31; Marco 1,14-20

Riflessioni
Dopo il Battesimo nel Giordano e l’esperienza nel deserto, Gesù inizia la sua vita pubblica con un annuncio essenziale, che Marco - l’evangelista che leggiamo in questo anno liturgico - presenta in quattro punti (v. 15): è maturato ormai il tempo della salvezza e il regno di Dio è alle porte; è tempo di convertirsi e di credere in questo Vangelo, che è sempre buona notizia.

Il Vangelo di Marco, pur nella sua brevità e concisione, ha un suo messaggio globale e completo. «Il catecumeno nel Vangelo di Marco - il cristiano oggi, ognuno di noi - è invitato a comprendere che Dio sta per prendere possesso della sua vita e gli va incontro con una misteriosa iniziativa, che egli è chiamato ad accettare» (Carlo M. Martini). Dall’inizio alla fine, una domanda insistente percorre i 16 capitoli di Marco: “Chi è Gesù?” I numerosi miracoli di guarigioni e quella dottrina nuova insegnata con autorità da un Maestro sorprendente (1,27), culminano nella professione di fede di due testimoni oculari coincidenti: il discepolo Pietro, che afferma: “Tu sei il Cristo” (8,29) e il centurione pagano, che ai piedi della croce dichiara: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio” (15,39). Tali affermazioni – poste a metà e alla fine del Vangelo di Marco - ricevono conferma immediata nell’avvenimento della risurrezione (16,6).

Il nucleo del messaggio di Gesù è che l’iniziativa di Dio per salvare il mondo è già in atto: con l’incarnazione del Figlio, Dio ha messo la sua tenda definitiva in mezzo agli uomini; in Gesù Cristo il Regno ha raggiunto la pienezza; la salvezza di tutti passa necessariamente attraverso la Persona del Dio che ha preso carne umana. L’avvenimento è tale da giustificare pienamente sia le richieste di Gesù: “Convertitevi e credete nel Vangelo” (v. 15), come la decisione radicale nel seguirlo “subito” lasciando da parte affetti e interessi personali (v. 18.20). La conversione comporta un cambio totale di mentalità riguardo al modo di rapportarsi con Dio, con l’uomo e con il creato.

Da parte di Dio non vi saranno altre proposte: il Vangelo è già tutto presente in Gesù, non ve ne sarà un altro. Il Vangelo-Buona Notizia non è un libro di dottrina o di teorie spirituali: “la buona notiziaè una Persona, è Gesù stesso, che invita a seguirlo, stare con Lui, fare esperienza della sua amicizia. I primi quattro discepoli (v. 16-20), e poi gli altri, non seguono una dottrina sia pur meravigliosa, ma una Persona. Lo sentono affidabile, gli aprono il fondo del cuore, gli affidano il loro destino; si ‘innamorano’ di Lui, hanno capito che vale la pena seguirlo. Pur con qualche lentezza e fragilità, Lo seguiranno fino a dare la vita per Lui! Come molti altri lungo i secoli. Anche per noi, credere non è un aderire a formule dottrinali, ma un innamorarsi e un fidarsi e un affidarsi a Gesù.

Gesù cambia radicalmente la vita dei suoi primi discepoli, ma lo fa gradualmente, in un cammino lento, con momenti faticosi, fra entusiasmi e crisi, discussioni e abbandoni.  Il Maestro chiama i discepoli, li forma, li trasforma, li invia. La sequela conduce sempre alla missione: Gesù li fa pescatori di uomini (v. 17), portatori di un nuovo progetto di vita, la Buona Notizia per eccellenza. I discepoli, «subito, lasciate le reti, lo seguirono» (v. 18). La famiglia umana ha estremo bisogno del Vangelo e di messaggeri che lo annuncino, per poter vivere in pienezza, come spiega San Paolo (II lettura), pur in mezzo a situazioni di precarietà, senza soccombere alle seduzioni degli idoli di turno, dato che “passa la figura di questo mondo!” (v. 31).

Dio ama tutte le persone e ci vuole tutti felici: ne è prova l’avvenimento che ha nome Cristo! Portare questo messaggio fino ai confini del mondo è compito di tutti i suoi seguaci, chiamati ad essere discepoli e missionari dal cuore grande, a imitazione del cuore di Dio. Non persone grette, testarde e gelose come Giona (I lettura), profeta che, in un primo momento, fugge (Gio 1) per non adempiere il mandato missionario di Dio che lo manda a Ninive presso i popoli pagani. In seguito, Giona compie l’annuncio solo parzialmente, “per un giorno di cammino” (v. 3,4), sedendosi alla fine a protestare contro Dio troppo “buono e misericordioso” verso la gente di Ninive, sempre pronto al perdono, soprattutto dei lontani (Gio 4). Questa universalità è un valore fondamentale a tutti i livelli: per i contenuti del messaggio (il Vangelo), per i destinatari dell’annuncio (tutti i popoli, tutti i credenti in Cristo), per i missionari e le missionarie, che il Signore chiama, anche oggi, ad essere portatori del Suo messaggio di salvezza.

Le letture dell’odierna Domenica della Parola di Dio (*) ci mostrano la radicalità e il cammino di trasformazione che questa Parola opera nei protagonisti delle letture. Inoltre, la festa della Conversione di San Paolo (25/1), la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25/1), offrono spunti fecondi di riflessione missionaria: la Parola di Dio domanda a ogni persona un cambio di mentalità (conversione), apertura al Vangelo di Gesù, disponibilità a rilanciare sempre e a tutti questo messaggio di vita.

Parola del Papa

(*)Oggi celebriamo la Domenica della Parola di Dio, istituita per celebrare e accogliere sempre meglio il dono che Dio ha fatto e quotidianamente fa della sua Parola al suo Popolo. Ringrazio le diocesi, ringrazio le comunità che hanno proposto iniziative per richiamare la centralità della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa”.
Papa Francesco
Angelus domenica 26 gennaio 2020

Sui passi dei Missionari

24   Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco (2019) per la «celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio».

18-25   Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. L’unità della Chiesa è finalizzata alla missione, come disse Gesù: uniti «affinché il mondo creda» (Gv 17,21). Tema per il 2021: Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (cfr. Gv 15,5-9). Vedi sussidio ad hoc.

24   S. Francesco di Sales (1567-1622), pastore di anime, guida spirituale, evangelizzatore, scrittore. Assieme a S. Giovanna di Chantal, fondò l’Ordine della Visitazione. Fu vescovo di Ginevra, culla del calvinismo, dove ricondusse alla comunione cattolica molte persone che si erano separate. Ottimo comunicatore, fece grande uso di ‘volantini’, meritandosi così il titolo di patrono dei giornalisti. È dottore della Chiesa.

·    Ricordo di Samuel Ruiz García (Messico, 1924-2011), vescovo di San Cristobal de Las Casas (Chiapas) fra indigeni e poveri, che lo nominarono ‘tatic’ (padre) e loro ‘portavoce a vita’. Grande campione della giustizia, pace e dignità umana, fu mediatore in vari conflitti latinoamericani, specialmente nel conflitto tra l’esercito zapatista e il governo messicano, contribuendo alla pace al rispetto della dignità delle minoranze.

·     Giornata internazionale dell’Educazione, istituita dall’Unesco nel 2018, per evidenziare e promuovere il ruolo essenziale dell’educazione nello sviluppo umano e sociale.

25   Festa della Conversione di san Paolo, apostolo delle genti. Sulla strada di Damasco ‘nacque’ nato non solo un cristiano, ma il più grande missionario. * In questo giorno, nel 1959, nel monastero benedettino della Basilica di S. Paolo fuori le Mura, Papa Giovanni XXIII diede il primo annuncio del Concilio Vaticano II.

·     B. Manuel Domingo y Sol (1836-1909), sacerdote spagnolo di Tortosa, fondatore della Fraternità dei Sacerdoti Operai Diocesani del Cuore di Gesù, per la promozione vocazionale e la formazione dei sacerdoti. Il motto di questo «santo apostolo delle vocazioni» è «tanti e buoni sacerdoti». Nel 1892 fondò a Roma il Collegio Spagnolo di San Giuseppe, per accompagnare i seminaristi e i sacerdoti durante gli studi nelle università pontificie.

·     B. Emilia Fernández Rodríguez (1914-1939), zingara spagnola e martire. Con lei il popolo zingaro ha la sua seconda beata, dopo il B. Zefirino: vedi informazioni al 2/8.

26   Ss. Timoteo e Tito, collaboratori di S. Paolo, vescovi, rispettivamente, di Efeso e di Creta. Ad essi Paolo scrisse tre importanti lettere pastorali.

·     B. Gabriele Allegra (1907-1976), francescano siciliano, missionario in Cina, dove tradusse la Bibbia in cinese e coltivò un’intensa attività ecumenica. Morì a Hong Kong.

27   S. Angela Merìci (1474-1540), fondatrice della Compagnia di sant’Orsola (dette poi Orsoline, o Angeline, divise in vari rami). Furono le pioniere di una vita consacrata vissuta nelle loro case, al di fuori dei tradizionali monasteri e conventi, dedite all’educazione e assistenza spirituale delle fanciulle.

·     B. Giovanni Schiavo (1903-1967), missionario dei Giuseppini del Murialdo. Giovane prete, partì da Vicenza per il Brasile, dove lavorò per 36 anni al servizio di varie comunità cristiane e nella formazione di religiosi e religiose.

·     Giornata internazionale della Memoria (o Shoah), per commemorare le vittime dell’Olocausto. Nel periodo fra la salita di Hitler al potere (Germania 1933) e la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau (maggio 1945), furono circa 15-17 milioni le vittime dell’Olocausto, di entrambi i sessi e di tutte le età, tra cui 5-6 milioni di ebrei.

28   S. Tommaso d’Aquino (1225-1274), domenicano italiano, filosofo, teologo e dottore della Chiesa. La sua Summa contra Gentiles fu uno dei primi manuali per missionari impegnati fra i non cristiani, in particolare fra i musulmani. Appassionato di Cristo-Verità e Vita, studiava, contemplava, insegnava, predicava.

29   S. Giuseppe Freinademetz (1852-1908), ladino dell’Alto Adige italiano, missionario del Verbo divino (Svd) in Cina. Diceva: «La carità è il linguaggio che tutti i popoli comprendono».

30   Ven. Mary Ward (Inghilterra, 1585-1645), si dedicò, con alcune compagne, all’educazione delle giovani, con un progetto innovativo a quei tempi. Fra esperienze mistiche e molte avversità, aprì comunità in vari paesi. Le sue Dame Inglesi – oggi Congregatio Jesu – sono la più antica congregazione religiosa dedita all’educazione femminile.

·     Ricordo di Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948), detto il Mahatma (‘la grande anima’) dell’India. Con il metodo della nonviolenza attiva, obbligò l’Inghilterra a concedere l’indipendenza all’India (1947). Fu assassinato a Delhi.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.comboni.org    “Parola per la Missione”

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