Venerdì 12 febbraio 2021
L'enciclica Laudato Sì, scritta nel maggio 2015, è il principale contributo che Papa Francesco ha offerto alla comunità internazionale sul problema dello sviluppo sostenibile e della cura del Creato. Ed è sulla scia dell’ampia linea dottrinale iniziata con Papa Paolo VI che nel 1967 scrisse l'enciclica Populorum Progressio, dove parlava di ‘sviluppo integrale’.
[Tradotto da Jpic-jp.org]

Papa Francesco rivisitando il concetto propone una 'ecologia integrale', che significa ecologia ambientale, economica, sociale, culturale e della vita quotidiana, rendendola un'ecologia umana (LS 138-155). La sua enciclica è il primo documento pontificio che affronta esplicitamente la questione ambientale come questione morale. Una domanda che cerca di trovare la sua risposta proprio nella proposta di una ‘ecologia integrale’ (LS 137-162).

I sette obiettivi della Laudato ci sfidano a vivere l'ecologia integrale secondo lo spirito dell'enciclica e ci spingono a riflettere su come agiamo in risposta al grido della Terra guidati da una vera spiritualità cristiana. La maggior parte dei cristiani siamo disposti a fare poco sforzo per prenderci cura della terra, anche in questo momento critico. La pandemia ha mostrato la nostra disponibilità a fare sacrifici - almeno in una certa misura - per proteggere i nostri simili, ma non abbiamo mostrato la stessa volontà a modificare la nostra condotta per proteggere o guarire la terra, quando guarire la terra è un modo per proteggere la salute dell'umanità.

La nostra planetaria casa comune sta cadendo in rovina. La sua salute è a un punto critico senza precedenti e un insieme di interrogativi getta un'ombra sul nostro futuro.

Nel Vangelo di Giovanni, capitolo 2, troviamo due parole che potremmo, e probabilmente dovremmo, comprendere in riferimento anche alla nostra comune casa universale. Gesù li pronunciò mentre scacciava usurai e venditori di pecore e bovini dal tempio di Gerusalemme: Smettetela di fare della casa del Padre mio un mercato! E, lo zelo per la tua casa mi consuma.

La nostra casa comune è anche la casa di Dio, perché permeata dallo Spirito di Dio fin dall'alba della creazione, perché è qui che il Figlio di Dio ha piantato la sua tenda nell'evento supremo dell'incarnazione. È in questa casa comune che Dio convive con l'umanità e Dio ce l'ha affidata come amministratori, si legge nel capitolo 2 della Genesi e nel capitolo 2 della Laudato Sì.

È questa casa comune a noi e a Dio che oggi è spogliata e profanata. La crisi ecologica contemporanea, infatti, mette a nudo proprio la nostra incapacità di percepire il mondo fisico come impregnato di presenza divina. Abbiamo scambiato l'alta visione del mondo fisico che è la dimora di Dio, santificata dall'incarnazione di Suo Figlio, con la prospettiva meccanicistica unidimensionale della modernità. Di conseguenza, abbiamo ridotto il mondo fisico a un mero magazzino di risorse per il consumo umano, a un insieme di beni materiali per la speculazione di mercato. Abbiamo trasformato questa sacra dimora in un mercato.

A causa dell'inquinamento della terra, dell'aria e dell'acqua, abbiamo degradato la nostra casa comune che è anche la casa di Dio. In una situazione di emergenza planetaria, dobbiamo infiammarci ancora una volta dello zelo per la nostra casa comune (padre Joshtrom Isaac Kureethadam).

Questo è precisamente quanto chiede il Primo Obiettivo della Laudato Sì che invoca una risposta al Grido della Terra. Papa Francesco lo esprime chiaramente quando scrive: ‘nostra sorella Terra’ protesta perché si sente ‘oppressa e devastata’. Questo grido è ‘una sfida urgente per proteggere la nostra casa comune’. È un appello ‘a cercare uno sviluppo sostenibile e integrale’ (LS 13).

Quali azioni possiamo intraprendere per raggiungere questo Primo Obiettivo?

Dobbiamo prendere coscienza delle nostre abitudini nell'uso delle risorse a tutti i livelli: quindi ridurre il consumo dell’energia fossile, aumentare il consumo di quella pulita e rinnovabile, tutelare e promuovere la biodiversità, e garantire l'accesso all'acqua potabile a tutti gli esseri umani.

Tutto ciò implica, per prima cosa, quantificare l'esistenza e l'uso delle nostre comuni risorse naturali: in che quantità e qualità queste risorse naturali, acqua compresa, sono disponibili in una determinata regione geografica? In che misura siamo capaci di riutilizzare una risorsa senza comprometterne la qualità e l'esistenza? La gente conosce il numero e il tipo di specie biologiche della loro zona e la concentrazione di contaminanti nei tessuti degli organismi viventi con cui interagiscono ogni giorno?

Gli Stati e gli scienziati dovrebbero andare oltre per esaminare e sensibilizzare i propri cittadini sullo stato dell'ozono atmosferico, il livello delle acque sotterranee, l'acqua utilizzata ogni giorno e controllare la quantità di acqua utilizzata per ogni unità di produzione.

L'interazione tra la terra e la salute delle persone è rilevante: la concentrazione di contaminanti nell'aria, nell'acqua e nel suolo condizionano la longevità umana, la densità della popolazione, il tasso di natalità; e le malattie epidemiologiche sono legate alla salute della terra.

Le persone hanno bisogno di uno sviluppo economico mai dissociato dallo sviluppo sociale e ambientale. Ciò richiede l'investimento di fondi per ridurre il consumo di risorse naturali e la diminuzione del consumo di risorse in relazione agli investimenti.

Ogni paese ha la sua identità culturale e ambientale. La diversità delle realtà ambientali richiede di adattare il consumo energetico - fotovoltaico, geotermico, aerotermico, ecc. -, a seconda del clima, di scegliere i mezzi di trasporto e le modalità di distribuzione delle risorse naturali, e la percentuale di privatizzazione delle risorse naturali e la loro gestione secondo le diverse realtà ambientali.

È facile vedere come questo Primo Obiettivo della Laudato Sì richiama gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile n° 6 - Garantire l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti -, n° 7 - Garantire l'accesso a un'energia economica, affidabile, sostenibile e moderna - e n° 13 - Adottare azioni urgenti per combattere il cambiamento climatico e i suoi impatti.

Dobbiamo tenere sempre presente la chiara prospettiva di Papa Francesco. Tutto ciò ‘esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo. Non è superfluo insistere ulteriormente sul fatto che tutto è connesso. Il tempo e lo spazio non sono tra loro indipendenti, e neppure gli atomi o le particelle subatomiche si possono considerare separatamente. Come i diversi componenti del pianeta – fisici, chimici e biologici – sono relazionati tra loro, così anche le specie viventi formano una rete che non finiamo mai di conoscere e comprendere” (LS 138).

Per saperne di più vedi Time for restoration and joy.

[Tradotto da Jpic-jp.org]