Martedì 16 febbraio 2021
Dopo la Repubblica Democratica del Congo, anche la Guinea in queste ultime ore ha dichiarato lo stato di emergenza in seguito alla scoperta di tre nuovi casi di contagio di ebola nel paese. Secondo fonti di Al-Jazeera, il nuovo focolaio si sarebbe creato in un funerale tenutosi nella regione di Nzérékore, nei pressi del confine con la Liberia, alla fine di gennaio. Fino ad ora i casi accertati sarebbero sette, tra i quali tre morti.

I timori più grandi del governo sono collegati alla rapida capacità di diffondersi del virus, di norma con il semplice contatto, perché i contagiati sono stati isolati nella città di Goueke e nella capitale Conakry, che dista centinaia di chilometri dalla prima.

Per il paese della costa atlantica si tratta della seconda epidemia in cinque anni. La precedente era terminata nel 2016 dopo aver causato più di undicimila trecento morti in tutta l’Africa Occidentale (colpendo duramente, oltre alla Guinea anche Liberia e Sierra Leone) in tre anni. Proprio a causa di questo precedente, e della vicinanza a causa del nuovo focolaio, il presidente liberiano George Weah ha subito ordinato l’attuazione di misure restrittive per contenere i contagi ed evitare un effetto spillover come.

L’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) in Africa si trova dunque a fronteggiare una seconda emergenza nel giro di pochi giorni. Nelle prossime settimane dovrà gestirla in contemporanea con la lotta al coronavirus, assicurandosi i vaccini per entrambe le malattie. Secondo il quotidiano inglese «The Guardian», il rappresentante dell’Oms Alfred George Ki-Zerbo ha dichiarato in una conferenza stampa che l’organizzazione «dispiegherà i suoi assets nel minore tempo possibile» per affrontare questa nuova epidemia e che in questo intervento potrà contare sull’esperienza che la Guinea ha acquisito negli anni scorsi. Ki-Zerbo ha inoltre aggiunto che «l’Oms si è messa in contatto fin da subito con i produttori del vaccino».

Il vaccino contro l’ebola è stato fondamentale per la diminuzione del tasso di contagio in tutta l’Africa, specialmente nel paese in cui il virus è stato trovato, la Repubblica Democratica del Congo (dove nelle ultime ora sono stati confermati ancora due nuovi casi). Grazie alla sua diffusione, la riduzione di contagi in tutto il continente aveva portato molti paesi a dichiarare la fine dell’epidemia. Ma come dimostrano i contagi negli ultimi giorni, organizzazioni internazionali e governi mantengono molto alta l’attenzione.
[Cosimo Graziani - L'Osservatore Romano]