Domenica 4 aprile 2021
“Cari amici, la Pasqua del Signore è il tempo in cui si compie questa straordinaria promessa. È il tempo di ritrovare la speranza perduta. Un vento fresco primaverile scuote l’aria stantia del sepolcro in cui ci ha tenuti rinchiusi la pandemia, per rinnovare la nostra voglia di vivere! (...) Ecco il mio augurio pasquale: che la luce di Pasqua illumini le recondite profondità del nostro spirito, e in quel groviglio di desideri e di paure ci raggiunga con tutta la sua forza la promessa personale del Risorto: Eccomi, Io sono e cammino con te! Cristo è risorto, sì è veramente risorto! Alleluia.”

UNA PASQUA DI DESIDERI E DI PROMESSE

Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri,
vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio!

(Ezechiele 37,12)

Cari amici,
la Pasqua del Signore è il tempo in cui si compie questa straordinaria promessa. È il tempo di ritrovare la speranza perduta. Un vento fresco primaverile scuote l’aria stantia del sepolcro in cui ci ha tenuti rinchiusi la pandemia, per rinnovare la nostra voglia di vivere!

In tempi particolarmente difficili come il nostro, pieno d’incertezze, mi sembra importante entrare in contatto con i nostri desideri più profondi e le paure più radicate, che in definitiva ci riconducono al desiderio perenne di vita e alla paura minacciosa della morte.

Viviamo ogni giorno di desideri e di speranze. Desideri piccoli o grandi, passeggeri o persistenti, personali o altruisti… Credo però che noi cristiani siamo chiamati a vivere soprattutto delle promesse che Dio ci fa. “Dio non realizza tutti i nostri desideri, bensì tutte le sue promesse”, dice il teologo Bonhoeffer.

La Pasqua è un passaggio da una esistenza vissuta prevalentemente sotto il segno dei desideri ad una esistenza illuminata dalle promesse di Dio. Anzi preferirei parlare di una promessa, al singolare. Mi pare che tutti viviamo di una promessa personale che Dio ci ha fatto quando ha stretto un’alleanza di amore con ciascuno e ciascuna di noi. Questa promessa nascosta nel nostro cuore corrisponde al “nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve” (Apocalisse 2,17) e che Dio dice di avere scritto sul palmo della Sua mano (Isaia 49,16).

Purtroppo questa “promessa personale” ci è spesso ignota, o senza contorni precisi, impigliati come siamo nelle maglie dei nostri desideri o per la scarsa attenzione alle mozioni del nostro spirito. La mia, mi pare assai chiara. Ricordo con precisione il momento, il luogo e le circostanze. Fu durante l’estate del 1977, a Londra, durante un’esperienza di studio e di lavoro. Mi trovavo allora in una situazione di travaglio interiore, assillato da dubbi e timori, se consacrare definitivamente la mia vita a Dio come missionario. Dentro di me risuonò questa promessa del Signore: “Qualsiasi cosa accada, Io sarò con te per dare senso alla tua vita!”. Lì, in un ristorante vicino a Westminster Bridge di Londra dove lavoravo in regime part-time con altri studenti, in quel giorno, forte di quella promessa, ho dato con gioia il mio SÌ definitivo al Signore. Questa “promessa di senso” ha orientato tutta la mia vita, dagli entusiasmi giovanili, al tempo della maturità apostolica e adesso della malattia della SLA.

Ecco il mio augurio pasquale: che la luce di Pasqua illumini le recondite profondità del nostro spirito, e in quel groviglio di desideri e di paure ci raggiunga con tutta la sua forza la promessa personale del Risorto: Eccomi, Io sono e cammino con te!

Cristo è risorto, sì è veramente risorto! Alleluia.
P. Manuel João Pereira Correia mccj
Castel D’Azzano (VR), 4 aprile 2021
[Combonianum]