Giovedì 8 aprile 2021
La vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris, incaricata dal presidente Biden di gestire la drammatica crisi migratoria ai confini meridionali, ha avuto un lungo colloquio telefonico con Manuel López Obrador, presidente del Messico. L’ondata di persone disperate in arrivo dall’America centrale si fa, infatti, sempre più pressante. E non c’è giorno che non documenti le gravissime condizioni di pericolo in cui si trovano migliaia di bambini, i più fortunati dei quali arrivano per mano ad un adulto.

A dieci anni abbandonato
nel deserto dai trafficanti

La vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris, incaricata dal presidente Biden di gestire la drammatica crisi migratoria ai confini meridionali, ha avuto un lungo colloquio telefonico con Manuel López Obrador, presidente del Messico. L’ondata di persone disperate in arrivo dall’America centrale si fa, infatti, sempre più pressante. E non c’è giorno che non documenti le gravissime condizioni di pericolo in cui si trovano migliaia di bambini, i più fortunati dei quali arrivano per mano ad un adulto.

Quasi 19.000 sono stati trovati addirittura da soli. Molti sono partiti aggregandosi ad estranei o coetanei dal Guatemala, dall’Honduras. Altri sono stati abbandonati sugli isolotti del Rio Grande, gettati oltre il muro di frontiera chiusi in un sacco come gattini, o lasciati in mezzo alle canne sulla riva. Dal deserto del Texas, poi, è arrivato giorni fa un piccolo nicaraguense, dieci anni. Si è materializzato nel nulla, angosciato ed in lacrime, con un cappuccio in testa, al finestrino dell’auto di una pattuglia. «Mi puoi aiutare?» ha detto all’agente. «Sono solo, non so che fare. Mi hanno abbandonato qui, non so dove sono. Ho paura, mi possono fare del male». All’uomo che gli chiedeva di «mamma e papà» ha ripetuto di essere solo. Gli estranei che l’avevano portato fino lì non si erano fatti scrupoli di liberarsi del fardello.

Le immagini di questo bambino implorante — appena uno fra le migliaia di quelli che tentano la sorte attraverso il fiume ed il deserto — sono diventate il simbolo dell’emergenza umanitaria che sta nel cuore della pur gravissima crisi migratoria generale: l’abbandono di piccoli nei pressi del confine, spesso da parte dei cosiddetti coyotes, i trafficanti di esseri umani. I numeri, pur spaventosi, non hanno lo stesso effetto di immagini che hanno il potere di rendere tutti testimoni.
[L'Osservatore Romano]