Martedì 20 aprile 2021
Il 28 marzo, domenica delle Palme, la cattedrale del Sacro Cuore di Gesù a Makassar, capitale del Sud Sulawesi, in Indonesia, ha assistito a un attentato dinamitardo, provocando la morte di due attentatori e il ferimento di almeno 20 persone. E’ stato il terzo attacco di questo tipo effettuato da attentatori suicidi in Indonesia negli ultimi anni.

Secondo quanto riferito, gli aggressori erano membri della Jamaah Ansharut Daulah (JAD), un gruppo ispirato dallo Stato islamico, sospettato di organizzare attacchi terroristici. Il gruppo terroristico ha bombardato tre chiese a Surabaya, East Java, nel 2018 uccidendo 28 persone. L’Indonesia, il paese a maggioranza musulmana più popoloso del mondo, è minacciato da vari gruppi religiosi estremisti. Nel 2019, nella cattedrale a Jolo, nel sud delle Filippine, una bomba ha ucciso 23 persone e ne ha ferite più di 100. Sono episodi che scuotono l’opinione pubblica, la politica, le comunità religiose.

L’Asia, il continente più vasto al mondo, affronta problemi come povertà, disuguaglianze sociali ed economiche, disoccupazione, governi assolutistici o autoritari, digital divide, disastri naturali, oltre all’estremismo religioso e al terrorismo. Queste sfide influenzano governi, comunità, gruppi della società civile, comunità religiose incluse le Chiese cristiane. Cerchiamo di spiegare i illustrare i crescenti casi di estremismo religioso in Asia e la risposta della Chiesa.

Per cominciare, alcuni dei paesi che hanno assistito all’aumento dell’estremismo religioso sono India, Bangladesh, Sri Lanka, Filippine, Myanmar, Indonesia, Pakistan. Indubbiamente, i conflitti che possono apparire di natura religiosa hanno spesso radici in storie molto diverse, e sono legati a complessi fenomeni sociali e politici, a ideologie o a motivi economici.

Ad esempio, “una crescente intolleranza fornisce terreno fertile per l’estremismo con gravi conseguenze per l’armonia se non affrontata immediatamente”, spiega Dwi Rubiyanti Kholifah, direttore dell’Asian Muslim Action Network in Indonesia. L’analista dice inoltre che una “falsa nozione di superiorità” o una visione errata delle “differenze”, di qualsiasi natura, riduce lo spazio per lo scambio di apprendimento e impedisce un dialogo benefico.

Non sorprende notare che sempre più persone in alcuni paesi asiatici, come Malaysia, Pakistan, Indonesia, India e Bangladesh, sono attratti o praticano ideologie discriminatorie che risultano dannose per l’ordine sociale e il benessere. Ciò richiede un passaggio e un maggiore promozione di iniziative interreligiose per il bene comune.
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