Domenica 25 aprile 2021
Oggi, dopo il Regina Caeli, il Santo Padre si è detto "molto addolorato" per la tragedia consumata nel Mediterraneo: "sono persone, vite umane, che per due giorni hanno implorato invano aiuto", che non è arrivato. Preghiamo per loro , ma anche per coloro "che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte". Ha ricordato anche le 82 vittime dell'incendio in un ospedale per Covid a Baghdad e il dramma delle isole di Sant'Vincent e Granadine per l'eruzione vulcanica.

“Vi confesso che sono molto addolorato per la tragedia che ancora una volta si è consumata nei giorni scorsi nel Mediterraneo. Centotrenta migranti sono morti in mare. Sono persone, sono vite umane, che per due giorni interi hanno implorato invano aiuto, un aiuto che non è arrivato. Fratelli e sorelle, interroghiamoci tutti su questa ennesima tragedia. È il momento della vergogna. Preghiamo per questi fratelli e sorelle, e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi. Preghiamo anche per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte. Preghiamo in silenzio per loro”. Lo ha detto il Papa Francesco oggi dopo la recita del Regina Caeli. [R.B. – SIR]

Centotrenta migranti morti in un naufragio al largo della Libia:
per due giorni hanno implorato, inutilmente, l’arrivo dei soccorsi

Abbandonati e sepolti in mare

Foto: ANSA/SIR

«Hanno implorato e lanciato chiamate di emergenza per due giorni prima di affondare nel cimitero blu del Mediterraneo. È questa l’eredità dell’Europa?». Sono durissime le parole dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) che accusa l’Ue di non aver organizzato le operazioni per soccorrere i 130 migranti morti annegati a largo della Libia. Erano alla deriva da almeno due giorni. «Sulle dinamiche di questa ennesima strage, vogliamo che sia fatta subito chiarezza» ha replicato il presidente del Parlamento Ue David Sassoli. [L'Osservatore Romano]