Giovedì 20 maggio 2021
Come sarà la Chiesa di domani? Meno sacramentale, meno moralistica, meno clericale, meno politicizzata, meno preoccupata dello 0,8%, più disposta alle sorprese della misteriosa provvidenza, più dalle e con le genti, più sinodale,... Tutto sommato, una Chiesa sulle strade della Evangelii gaudium e di altre lettere papali, sulle quali stiamo camminando in un “già e non ancora”.

Come sarà la Chiesa

Cara SettimanaNews,
cerco di rispondere alle domande provenienti dall’alto e dal basso: come potrà essere la Chiesa di domani, anche se molto difficile e solo probabile la risposta.

1) Meno sacramentale: vedi la sospensione della tradizionale messa festiva con le sue varie conseguenze, delle messe per funerali, la scomparsa delle vecchie code ai confessionali ecc. Eppure siamo andati avanti lo stesso, con altre forme e iniziative.

Guarda le Chiese nelle missioni: una messa sola ogni tanto. Cf. le Chiese apostoliche primitive: nei Vangeli e in san Paolo: quanto si parla di sacramenti? Poco, pochissimo. Forse una certa svolta enfatica avvenne con sant’Ambrogio e poi con altri. A scapito dell’ascolto della Parola e della carità? Forse. Caso pesante: l’iniziazione ai sacramenti cos’è diventata, nonostante tutti i tentativi di riforme?

2) Meno moralistica (e con prevalenza sulla morale sessuale) più orientata sul kerygma evangelico-pasquale e sulle sue conseguenze per la vita. Nuova evangelizzazione, quindi, favorita anche dai nuovi mezzi di comunicazione sociale (cf. Mondo e missione del Pime, maggio ’21, e altri esempi anche nostri).

3) Meno clericale, sia perché noi preti saremo sempre meno, sia perché avremo più bisogno di laici e di donne ben disposti e formati per collaborazione e responsabilità.

4) Meno miracolistica e più disposta alle sorprese della misteriosa provvidenza, più in ricerca de “la grazia” che delle grazie, ciò anche perché nella lotta al covid s’è rivelata più efficace la scienza e il vaccino che tante nostre maratone di rosarianti e preghiere varie. Analogamente per altre occasioni. Oppure: più preghiera per avere di più il dono miracoloso dell’assistenza a malati (come è avvenuto).

5) Meno politicizzata, più “religiosa” e più “serva” per amore, del suo Signore e dell’uomo; più libera da impegni organizzativi e amministrativi.

6) Meno cattolica e più dalle e con le genti, più ecumenica e missionaria che ripiegata su stessa.

7) Meno centralizzata e più sinodale (veramente sinodale e non solo per certi aspetti e momenti; qui anche il papa Francesco merita qualche critica).

8) Meno preoccupata dello 0,8% e più aperta ai poveri suoi e della società umana.

Tutto sommato, una Chiesa sulle strade della Evangelii gaudium e di altre lettere papali, sulle quali stiamo camminando in un “già e non ancora”. Alla ricerca di nuovi equilibri tra beni e aspetti vari della vita.
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Giovanni Giavini – SettimanaNews]