A conclusione dell’anno dedicato all’enciclica di Papa Francesco: Una piattaforma di iniziative Laudato si’

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Giovedì 27 maggio 2021
«Un cammino di sette anni che vedrà impegnate in diversi modi le nostre comunità, perché diventino totalmente sostenibili, nello spirito dell’ecologia integrale»: è questo, nelle parole di Papa Francesco, il senso della Piattaforma di Azione Laudato si’, un progetto lanciato il 25 maggio 2021 a conclusione dell’anno speciale indetto a cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica sulla cura della casa comune.

Presentata nella Sala stampa della Santa Sede durante una conferenza nel corso della quale è stato anche trasmesso il videomessaggio del Pontefice, l’iniziativa mira a rendere concrete le indicazioni del documento papale attraverso uno strumento in grado di far convergere su alcuni obiettivi specifici — sette ambiti di azione espressamente indicati nella Laudato si’ — chiunque voglia impegnarsi nella tutela del creato: dalle famiglie alle parrocchie, dalle scuole agli ospedali, dalle imprese agli ordini religiosi e ai movimenti.

PER LA CURA DELLA CASA COMUNE
Presentata la Piattaforma di Azione Laudato si’

Tra le difficoltà
ma con entusiasmo crescente

Cardinale Peter Turkson.

È stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi, martedì 25, organizzata dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, la Piattaforma di Azione Laudato si’, un progetto che mira, per i prossimi sette anni, a rendere concrete le indicazioni dell’enciclica di Papa Francesco attraverso uno strumento in grado di far convergere chiunque voglia impegnarsi nella cura della Casa comune su alcuni obiettivi specifici. Illustriamo i dettagli di questa iniziativa partendo anzitutto dal messaggio inviato dal Pontefice e continuando con alcuni degli interventi tenuti nel corso della conferenza di presentazione.

Do un cordiale benvenuto a tutti a questa conferenza stampa che il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ha voluto organizzare in occasione della conclusione dell’anno speciale del quinto anniversario della Lettera enciclica Laudato si’, indetto il 24 maggio scorso, e per il lancio della Piattaforma di iniziative Laudato si’.

La pandemia del covid-19 l’anno scorso aveva impedito la celebrazione festosa, con conferenze, eventi, documentario, spettacolo immersivo ( Echo ) su Laudato si’ etc., del quinto anniversario della lettera enciclica; ma questo disagio ha scatenato la creatività del Dicastero, facendolo proporre al Santo Padre l’indizione di un anno speciale di Laudato si’, con altrettante ricche iniziative e attività: La settimana Laudato si’ (18-24 maggio), la «Preghiera comune per la terra e l'umanità» (data dell’anniversario, 24 maggio), la pubblicazione di'un testo interdicasteriale con linee guida operative per la Laudato si’, un webinar sull’analisi e sul futuro della Laudato si’ (giugno), il «Tempo del creato» (dall’1/09 al 4/10), il Patto educativo globale (ottobre), l’Economia di Papa Francesco (febbraio), la Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo 2021). L’accoglienza a livello mondiale della proposta e della celebrazione di un anno speciale dedicato alla Laudato si’ è stata ampia e favolosa.

Con moltissimo entusiasmo, le Chiese locali, le associazioni e i movimenti, e molti altri hanno risposto all’appello di Papa Francesco, a prenderci cura della nostra casa comune. Sono nati giardini e cappelle viventi Laudato si’, luoghi non solo fatti di alberi, ma nati da una felice interconnessione tra il territorio, l’uomo e le sue attività educative, sociali, economiche, nel rispetto degli ecosistemi e delle biodiversità. Per esempio, la Chiesa in Bangladesh, con 400 mila cattolici, ha piantato più di 700 mila alberi durante l’anno, quasi due a battezzato. La giovane Vivianne Harr riceve dal co-fondatore di Twitter un milione di dollari per piantare alberi per fermare l’avanzamento del Sahara. Questi sono i primi, visibili frutti dell’anno dell’anniversario speciale, che si è concluso in questi giorni con la Settimana Laudato si’.

A testimoniare l'entusiastica ricezione dell'enciclica, il Dicastero pubblica il Laudato si’ Reader, che racchiude testimonianze dell’impatto e le esperienze di diverse persone in tutto il mondo sulla Laudato si’. Il libro evidenzia che la Laudato si’ non è una storia che si vive da lontano, bensì un’enciclica che sta al cuore del nostro ambiente naturale e del nostro ambiente sociale.

Con questa conferenza stampa, si chiude l’anno speciale di Laudato si’, ma solo per segnalare l’inaugurazione di sette anni d’attività per continuare e concretizzare il messaggio dell’enciclica nelle Chiese locali.

Sei anni dopo la lettera enciclica Laudato si’, è bene guardare il mondo che stiamo lasciando ai nostri bambini, alle generazioni future. La pandemia ci ha fatto riflettere e ci ha insegnato molto, ma il grido della Terra e dei poveri si sta facendo sempre più straziante, e il messaggio dei nostri scienziati e dei nostri giovani è sempre più allarmante: stiamo distruggendo il nostro futuro. La nostra famiglia umana e non, nella sua interezza, è in grande pericolo, e non abbiamo più tempo per aspettare o rimandare. È di fondamentale importanza limitare l’aumento della temperatura media globale entro il limite cruciale di 1,5°C sopra i livelli preindustriali, poiché superarlo sarebbe catastrofico.

Dobbiamo ascoltare e rispondere alla scienza, a questo grido della Terra, dei poveri e dei nostri bambini. Dobbiamo ascoltare la frustrazione e la rabbia dei giovani verso la nostra generazione; dobbiamo ascoltare il loro messaggio di speranza e creatività e agire ora per garantire un futuro migliore a loro e alle generazioni a venire. Dobbiamo prendere dolorosa coscienza, osare trasformare in sofferenza personale quello che accade al mondo, e così riconoscere qual è il contributo che ciascuno può portare.

Ora più che mai è il momento di agire, di fare qualcosa di concreto. Tutti noi possiamo cambiare per un futuro giusto e sostenibile, dobbiamo pensare nuovi modelli, rifiutare comportamenti di vita discutibili ed impegnarci in nuovi. Dobbiamo riconoscere il nostro ruolo di cittadini ecologici e rendere il mondo più verde e un posto migliore, più sano per noi e sostenibile per le nostre vite. Papa Francesco ha invitato tutti noi a unire le forze, a sognare e “preparare il futuro”. Ciò significa riconoscere che anche se le cose sembrano cupe, poiché non sono scolpite nella pietra, vale la pena cercare modelli economici che aiuteranno l’umanità a creare un mondo più giusto, non tornando a un mondo di disuguaglianze.

Nel cercare di preparare il futuro, possiamo anche riconoscere che è tempo di abbracciare nuove opportunità. Non c’è sostenibilità senza equità, senza giustizia e senza coinvolgere tutti, in particolare le persone più povere ed emarginate; dobbiamo coinvolgere tutte le voci e la saggezza disponibili. Con questo ben a mente, il Dicastero ha il piacere di annunciare che l’anno Laudato si’ confluirà in un progetto di azione concreto, la Piattaforma di iniziative Laudato si’, un cammino di sette anni verso l’ecologia integrale che verrà spiegata nel dettaglio durante questa conferenza. Come ci ricorda Papa Francesco, l’attenuazione degli effetti dell’attuale squilibrio dipende da ciò che facciamo ora, e mi unisco a sua Santità nell’invitarvi tutti urgentemente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Tutti possiamo collaborare per la cura della creazione e vorrei concludere proprio con una frase dell’enciclica: la speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via di uscita, che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi.
Tocca a noi.
Peter K. A. Turkson

Sette anni
di iniziative concrete

Il cardinale Peter Turkson ha presentato il contesto della creazione della Piattaforma d'Azione Laudato si’, cioè la gravità della crisi della nostra Casa comune e l’urgenza di rispondere ad essa. Questo rappresenta il “perché” della Lsap (Laudato si’ Action Platform).

Tocca a me soffermarmi sul “cosa” e sul “come” della Lsap.

Prima di tutto, cos’è la Piattaforma d’Azione Laudato si’? È un viaggio per realizzare la visione ecologica integrale della Laudato si’. Come ci ricorda Papa Francesco nell’enciclica, «siamo tutti interconnessi e interdipendenti» e «i talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per rimediare al danno causato dall’abuso umano della creazione di Dio» (Laudato si’, 14). L’ecologia integrale richiede di camminare insieme in questa missione. Al fine di riunire le persone per prendersi cura della nostra casa comune, abbiamo identificato sette settori chiave: Famiglie, Parrocchie e Diocesi, Scuole e Università, Ospedali e Centri di Cura, Economia (Lavoratori e Imprese, Fattorie e Cooperative), Gruppi, Movimenti e Organizzazioni, infine Ordini Religiosi.

Lsap è un viaggio verso la sostenibilità totale nello spirito dell’ecologia integrale. Per assicurarci di rimanere fedeli alla visione ecologica integrale della Laudato si’, proponiamo sette obiettivi della Laudato si’, cioè la Risposta al grido della Terra, la Risposta al grido dei Poveri, l'Economia ecologica, l'Adozione di stili di vita semplici, l'Educazione ecologica, la Spiritualità ecologica, il Coinvolgimento della comunità e l'azione partecipativa.

È un viaggio da realizzare nel tempo. Ispirandoci al tema biblico del Giubileo abbiamo scelto un periodo di sette anni. Prevediamo che il primo anno sia dedicato ai tre compiti fondamentali della costruzione della comunità, della condivisione delle risorse e dell’elaborazione di piani d’azione concreti per la realizzazione dei sette obiettivi della Laudato si’. Questo sarà seguito da cinque anni di azioni concrete (alcuni potrebbero finire questa parte del viaggio anche più velocemente). L’ultimo anno sarà l’anno sabbatico per lodare e ringraziare Dio.

In secondo luogo, come possiamo realizzare la Piattaforma d'Azione della Laudato si’? Possiamo realizzarla solo attraverso la collaborazione, percorrendo il cammino "sinodale" che Papa Francesco sta proponendo a tutta la Chiesa. Stiamo lavorando sulla Lsap da circa due anni, e c’è un “comitato direttivo” ad hoc che guida questo processo. È guidato dal Dicastero, ma in collaborazione con la Caritas internationalis, il Global catholic climate movement, l’Unione dei superiori religiosi e religiose di Roma (Usg e Uisg ), Cidse - la rete delle ong cattoliche, Reti ecclesiali: Repam e Remam nelle Americhe, Rebac in Africa, Raoen in Asia, reti giovanili: Cynesa, Eco-Jesuit, Don Bosco Green Alliance e Living Laudato si’ Philippines, e i leader dei gruppi di lavoro settoriali.

Il partenariato è particolarmente evidente nei gruppi di lavoro che guidano ciascuno dei sette settori: il settore Famiglie è guidato dal Movimento dei Focolari insieme a diversi altri co-leader, il settore Parrocchie e Diocesi è guidato da Cafod insieme alle Conferenze episcopali e altri partner, il settore Scuole è guidato dalla Don Bosco Green Alliance e Scholas Occurrentes insieme ad altri co-leader, il settore Università è guidato dai gesuiti insieme a diverse altre reti di università, il settore degli ospedali è guidato dalla Catholic Health Association of India (C hai ) e dalla Catholic Health Association US insieme ad altri co-leader, il settore dell'economia è guidato da Economia di Francesco e Laudato si’ Challenge insieme a molti altri, i gruppi e movimenti dalla Cidse insieme a Wucwo , Vis , e i settori religiosi da Usg e Uisg . Questi gruppi di lavoro riuniscono partner da tutto il mondo nei loro rispettivi settori. Si tratta davvero di un viaggio in partenariato mentre rispondiamo all'invito di Papa Francesco ad entrare in un dialogo in azione «su come stiamo modellando il futuro del nostro pianeta» ( Ls 13). In questo modo, rispondiamo anche al costante invito del Papa a «preparare insieme il futuro» nel contesto dell’attuale pandemia.

Per concludere, vorrei menzionare che la nostra preghiera e il nostro sogno è quello di avviare «un movimento popolare dal basso» che possa davvero portare il cambiamento radicale necessario data l’urgenza della crisi della nostra casa comune.

Per questo, il Lsap sarà un viaggio di crescita esponenziale. Il primo gruppo di coloro che desiderano aderire al Lsap avrà tempo da oggi al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, per iscriversi al programma. Speriamo che l’anno prossimo un gruppo più grande possa iniziare il suo viaggio di sette anni, l’anno successivo un altro gruppo ancora più grande e così via. In questo modo, speriamo di creare la massa critica necessaria per la trasformazione della società. I sociologi ci dicono che la massa critica iniziale necessaria per dare il via a una tale trasformazione è solo il 3,5% di una comunità.

Abbiamo anche prodotto un sito web in nove lingue per la Lsap , a cui si può accedere attraverso il nuovo sito web della Laudato si’ (www.laudatosi.va) che è stato creato alla fine dell’Anno della Laudato si’.

Joshtrom Kureethadam
Coordinatore Settore ecologia e creato, Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

Dalle religiose e dai religiosi
un contributo essenziale

Che momento di festa: siamo qui per il lancio della Piattaforma d’Azione Laudato si’, riconoscendo che «L’interdipendenza ci obbliga a pensare ad un solo mondo con un progetto comune» ( Ls 164). Sono stata scelta per parlare dei settori di questa piattaforma perché i religiosi sono presenti in tutti i settori. Attraverso i nostri membri e ministeri, siamo in grado di influenzare gli altri gruppi.

I sette settori comprendono aree importanti della nostra Chiesa: famiglie, istituzioni educative, economia, ordini religiosi, parrocchie e diocesi, ospedali e centri sanitari, organizzazioni e gruppi. L’aspettativa è che le persone in questi gruppi siano in grado di condividere la ricchezza e la varietà delle loro esperienze.

I leader dei settori sono membri del Comitato direttivo della Laudato si’ che fornisce il quadro generale per l'attuazione della piattaforma. Gli incontri hanno fornito opportunità per discussioni ponderate e fruttuose che hanno costruito una comunità vivace. Qui le questioni e le preoccupazioni relative all’attuazione della piattaforma sono affrontate in modo tempestivo.

Il nostro settore è composto da religiosi e religiose: sacerdoti, fratelli e sorelle, provenienti da tutto il mondo e che lavorano secondo varie capacità. Nelle nostre riunioni, ci ascoltiamo attentamente l’un l’altro mentre discerniamo il nostro cammino insieme. Tre pilastri guidano i nostri sforzi di pianificazione.

Il primo è quello di incoraggiare le congregazioni a prendere un impegno verso la Laudato si’ basato sul carisma della congregazione, che sia profetico, pubblico e responsabile.

Il secondo è la transizione verso un’ecologia integrale attraverso l'attuazione dei sette obiettivi della Laudato si’. Qui incoraggiamo un processo riflessivo di discernimento, una valutazione, ascoltando le voci locali quando le preoccupazioni vengono sollevate. I sogni condivisi ci ispirano ad andare avanti e aspirano ad essere incorporati in un ciclo di progetti comunitari.

Il terzo settore è quello di viaggiare e lavorare insieme in partnership, in sforzi di advocacy, con integrità e basati sui principi della non-violenza, mentre affrontiamo la sfida della crisi ecologica.

Il gruppo di lavoro per questo settore si incontra regolarmente per riflettere su ciò che abbiamo imparato dai nostri contatti e per determinare i prossimi passi. Attualmente stiamo lavorando con gli obiettivi suggeriti per la Piattaforma d’azione. Considereremo anche alcuni modelli e guide per aiutare la pianificazione e la condivisione delle risorse. L’entusiasmo per la Piattaforma d’Azione Laudato si’ sta crescendo con la forza della nostra rete.

Il nostro coordinamento di base per questo progetto, Sowing Hope for the Planet, è incoraggiato dai leader e dai membri delle superiori maggiori dei religiosi e delle religiose, Usg e Uisg . Attraverso Shfp , abbiamo sviluppato un quadro interattivo per la costruzione della comunità, l’educazione, la condivisione delle risorse e il sostegno. Il nostro gruppo di lavoro è anche collegato a 900 membri che sono solidamente impegnati nella promozione della Laudato si’ e che forniscono ulteriori input allo sviluppo della Piattaforma. Siamo grati per tutta l’energia dinamica e il sostegno al nostro lavoro insieme mentre affrontiamo le sfide realistiche che ci attendono.

Perché Papa Francesco ci ricorda: «Tutti noi possiamo cooperare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ciascuno secondo la propria cultura, esperienza, coinvolgimento e talento» ( Ls 14).
Sheila Kinsey
Fcjm, Executive co-secretary of Jpic Commission Usg-Uisg

Ora abbiamo
uno strumento prezioso

Sono onorata di rappresentare il Movimento cattolico mondiale per il clima nell’evento di oggi, un movimento impegnato per l’ecologia integrale che è stato strettamente coinvolto nella preparazione di questa Piattaforma Laudato si’ insieme al Dicastero. Parlo oggi anche a nome dei giovani, di una generazione che chiede alle generazioni più anziane di prendere sul serio la crisi ecologica. È in gioco il nostro futuro. Abbiamo bisogno di azione urgente.

Come animatrice Laudato si’ del Movimento, sono impegnata all’azione comunitaria sulla cura della nostra casa comune. Mi impegno tanto a parlare con gli altri per incoraggiarli a riflettere sul creato e a fare passi concreti per prendersene cura. In particolare, dopo aver conseguito la laurea specialistica in Economia e finanza, ho deciso di approfondire e specializzarmi nel tema della sostenibilità ambientale e sociale, e della cooperazione internazionale, motivo per cui ho frequentato un Master di secondo livello in «Development Economics and International Cooperation». L’anno scorso ha svolto uno stage presso Comi (socio Focsiv ) - Cooperazione per il mondo in via di sviluppo, con l’intenzione di proseguire il mio percorso professionale nell’ambito delle ong e dello sviluppo sostenibile. Attualmente sono socia Comi , e collaboro con Inecoop per il progetto Policoro dell’Ufficio nazionale problemi sociali e del Lavoro della Conferenza episcopale italiana.

Tuttavia, a volte è difficile sapere esattamente cosa dovrebbero fare i diversi gruppi. Cosa dovrebbe fare una università? Cosa dovrebbe fare una parrocchia? Questo tipo di programma aiuterebbe davvero agli Animatori Ls come me, perché è uno strumento comune che tutti i gruppi cattolici possono usare. È una struttura comune che tutti possono usare.

Sono personalmente ispirata a lavorare come animatrice Laudato si’ perché la “formazione animatori” mi ha dato modo di riflettere ulteriormente sull'interazione tra noi tutti e anche tra uomo e ambiente, risaltando ancora di più quanto sia necessario essere rispettosi dell’ambiente che ci ospita e delle risorse naturali, ma soprattutto l’importanza della solidarietà nei confronti di chi si trova in difficoltà e vive le conseguenze dell’ingiustizia climatica, che sono tra i valori più importanti dell’enciclica Laudato si’.

Sono contenta perché la Piattaforma d’Azione Laudato si’ mostra che la Chiesa sta facendo progressi nel costruire il futuro migliore che la Laudato si’ ci chiama a costruire. Le persone in tutto il mondo sono alla ricerca di speranza, e la Piattaforma d’Azione della Laudato si’ fornisce una vera speranza. Come dice la Laudato si’, «sappiamo che le cose possono cambiare», e questo nuovo programma del Vaticano è un segno concreto che le cose stanno cambiando.

Rinnovo il mio appello urgente, a nome dei giovani del mondo, e chiedo a tutti nella Chiesa di utilizzare questa piattaforma come un’opportunità per accelerare l’impegno e l’azione per la nostra casa comune. Insieme ce la faremo.
Carolina Bianchini
Animatrice Laudato si’ , Movimento cattolico mondiale per il clima

Intervista a padre Kureethadam, del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale

Dieci anni
prima che sia troppo tardi

Il 15 maggio scorso ricorreva il 130° anniversario della Rerum novarum, la storica enciclica con la quale Leone xiii affrontava la questione socio-economica più cogente del suo tempo — il lavoro — dando vita alla moderna Dottrina sociale della Chiesa. È stato quindi toccante che all'indomani di questa ricorrenza il Vaticano abbia avviato un'intensa riflessione su un'altra pietra miliare del suo magistero sociale con la Settimana Laudato si’ (16-24 maggio). Ne abbiamo parlato con padre Joshtrom Isaac Kureethadam sdb , coordinatore del settore Ecologia e Creato presso il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, organizzatore dell'iniziativa.

Padre Josh, la «Laudato si’» continua a suscitare un appassionato dibattito sul tema dell'ecologia integrale, divenuto ormai prioritario nell'opinione pubblica mondiale…

Per molti aspetti questo splendido dono fatto da Papa Francesco all'umanità, può essere paragonato proprio alla Rerum novarum. La prima grande somiglianza si trova nella capacità che i due documenti hanno avuto di centrare le sfide del proprio tempo. Nel 1891 Leone xiii ha affrontato quel conflitto tra capitale e lavoro che avrebbe poi condizionato ben oltre un secolo di storia. Come lui Papa Francesco ha saputo leggere i tempi e trovare la forza per portare all'attenzione del mondo la crisi climatica, fino ad allora marginalizzato nella nicchia dell'ambientalismo. Ma l'elemento che rende più simili queste due encicliche è senza dubbio la capacità che hanno avuto di restituire alle crisi in atto i loro più autentici significati. Leone xiii ha mostrato quanto il lavoro, lungi dal poter essere identificato nel suo rapporto con il capitale, offra all'uomo il privilegio di cooperare con Dio alla Sua creazione. Similmente l'Ecologia integrale di Papa Francesco ci ha mostrato l'indissolubile legame che unisce le questioni sociali, ambientali ed economiche in un'unica grande questione umana:“… Un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri” (Laudato si’ 49). L’impatto di questo approccio è stato dirompente non solo nella Chiesa ma nel mondo intero. Basta pensare al ruolo giocato dalla Laudato si’ nell'Accordo sul clima di Parigi, pubblicamente riconosciuto come decisivo da protagonisti assoluti come Ban Ki-moon, Barack Obama o l'economista Nicholas Stern.

L’anno speciale sull’enciclica di Francesco si conclude così come era iniziato: una settimana di riflessioni ampie capaci di coinvolgere alcuni dei più autorevoli protagonisti della conversione ecologica mondiale…

Il principale obiettivo di questi incontri era comprendere meglio l'impatto della Laudato si’. Credo che la partecipazione di oltre 150 organizzazioni internazionali sia un indicatore importante di questo impatto e segni il successo dell'iniziativa. Il Papa ha aperto i lavori invitando la Chiesa a partecipare con gioia, ricordando il cuore del suo messaggio: imparare ad ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri. Nel primo tavolo di lavoro abbiamo parlato dei prossimi appuntamenti Onu: la Cop15 sulla Biodiversità e la Cop26 sul Cambiamento climatico. È stata qui davvero toccante la testimonianza di Gregorio Mirabal, indigeno dell'Amazzonia, con il suo struggente richiamo all'importanza dei più fragili ecosistemi terrestri, distrutti i quali non ci potrà più essere vita sulla Terra. L'incontro economico si è concentrato invece sul disinvestimento dai combustibili fossili. Incredibile ricevere proprio in quelle ore il rapporto dell'agenzia internazionale per l'energia — da sempre prudente su gas e petrolio — che per la prima volta ha invitato gli operatori economici a non investire più su queste fonti energetiche (18 maggio Iea ). Un'altra scoperta è stata lo straordinario impegno delle Congregazioni religiose, autentico motore del cambiamento. Da ogni parte del mondo sono giunte testimonianze della loro risposta concreta ai bisogni più urgenti dell'uomo e del pianeta. Una novità assoluta di questa settimana è stato poi il mandato missionario rimesso dal cardinale Tagle agli Animatori locali Laudato si’. Il ciclo di incontri si è infine concluso con l'intervento del nostro Prefetto, il Cardinale Turkson, sul sempre più delicato e annoso problema dell'accesso all'acqua.

La Chiesa ha manifestato di voler passare dalle parole ai fatti. Il cammino della «Laudato si’» sembra entrare oggi in una fase completamente nuova…

Già da qualche anno lavoriamo ad una piattaforma capace di accompagnare questo cammino. Siamo partiti innanzitutto dall'urgenza che spinge la Chiesa ad una grande trasformazione. Nel 2018 il più importante panel scientifico sui cambiamenti climatici — l 'Ipcc delle Nazioni Unite — ci ha fatto capire chiaramente che abbiamo tempo solo fino al 2030 per contenere il riscaldamento globale entro i limiti fissati a Parigi. Come i giovani ci ricordano continuamente, stiamo vivendo l'ultimo decennio utile per porre rimedio al disastro climatico che abbiamo generato. Il Papa ha fatto tanto per mobilitare il mondo su questa emergenza, ma oggi è di fondamentale importanza che a rispondere alla crisi sia la Chiesa intera. Mobilitare una realtà così complessa però non è semplice. Per prima cosa abbiamo definito i sette gruppi ai quali ci rivolgeremo: famiglie, diocesi e parrocchie, scuole, università, organizzazioni mediche, organizzazioni economiche, ordini religiosi. Poi abbiamo articolato per loro sette obiettivi principali in sintonia con quelli dell'Agenda Onu ( Sdg s): rispondere al grido della Terra (energia, biodiversità, accesso all’acqua…); rispondere al grido dei poveri; sposare nuovi modelli di economia (circolare, rinnovabile, solidale,…); adottare stili di vita semplici; educare i giovani all'ecologia integrale; coltivare la spiritualità ecologica per riscoprire il valore profondo del Creato; curare le comunità promuovendo la partecipazione.

Come potranno partecipare i vari gruppi?

Abbiamo istituito un Comitato direttivo composto da organizzazioni internazionali specializzate sui diversi temi. Queste accompagneranno l'azione dei gruppi locali e tematici lungo un ciclo di sette anni — uno di preparazione, cinque di azione e l'ultimo di ringraziamento a Dio. Le diverse realtà potranno segnalare il proprio interesse sulla piattaforma web per poter essere contattate dal Comitato con il quale definire le migliori azioni possibili. Questo ciclo di sette anni si avvicenderà poi con un nuovo ciclo settennale l'anno successivo, e così via, con l'obiettivo di creare un moltiplicatore esponenziale di partecipazione dal basso. Puntiamo a raggiungere così quella massa critica del 3,5% che gli studiosi ci indicano come necessaria e sufficiente ad innescare un effetto domino. Ci conforta pensare che l'impegno della Chiesa si affianca a quello straordinario delle altre religioni, delle Nazioni Unite e di tante organizzazioni civili. Da oggi fino al 4 ottobre — festa di San Francesco — la piattaforma sarà aperta alle candidature. Una volta conclusa questa prima fase lavoreremo tutti insieme ad azioni di grande impatto, anche con l'obiettivo di avvicinare il nord e il sud del mondo, per restituire ai nostri giovani un pianeta più sano e più giusto.
Pierluigi Sassi

[L'Osservatore Romano]