Carlassare: “In Sud Sudan il Papa darà impulso alla pacificazione”

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Venerdì 8 aprile 2022
Il vescovo della diocesi di Rumbek esprime gioia per l’annunciata visita di Papa Francesco nel Paese dell’Africa orientale in programma nel prossimo mese di luglio: “Sarà di grande incoraggiamento anche per la Chiesa locale impegnata nel lungo processo di riconciliazione”. Il presule, ferito in un attentato lo scorso anno, rivolto agli aggressori ribadisce: “Per me ripartire significa perdonare”. [Vatican News]

A pochi giorni dalla tappa a Malta si guarda avanti al prossimo viaggio apostolico di Papa Francesco in Sud Sudan, in programma dal 5 al 7 luglio prossimi, che sarà “il compimento di un’azione iniziata dal Pontefice molto tempo fa per chiedere la pace per questo Paese”. Ne è convinto monsignor Christian Carlassare, vescovo della diocesi sud-sudanese di Rumbek, la cui ordinazione episcopale e la successiva cerimonia di insediamento si sono svolte lo scorso 25 marzo.

Mons. Christian Carlassare in Vaticano.

Perdono e speranza nell'Africa orientale

Il presule conosce bene quanto sia difficile portare la pace in questa nazione dell’Africa orientale devastata da anni di lotte tribali e politiche ma anche enormemente provata da una estrema povertà. Ha sperimentato sulla sua pelle l’odio e la violenza, quando, nella notte del 25 aprile dello scorso anno, fu ferito alle gambe da alcuni colpi d’arma da fuoco in un attentato compiuto poco dopo l’annuncio della sua nomina a vescovo di Rumbek. Ma lui non ha mai perso la speranza: “Per me ripartire significa perdonare perché senza perdono non ci sarebbe ripartenza. La misericordia, invece, diventa capacità di allacciare rapporti e ricostruire relazioni da dove si erano interrotte”,  afferma con voce serena.

Ecco, dunque, che il viaggio di Papa Francesco si inserisce proprio in quel profondo solco di speranza. “La visita del Pontefice - spiega il vescovo - darà un importante impulso al processo di pacificazione che interesserà tutte le comunità, specialmente quelle che sono più frustrate e più marginalizzate”. Non solo. Per monsignor Carlassare la presenza del Papa sarà anche uno stimolo per la Chiesa locale impegnata nel sanare le ferite della popolazione: “Sarà di grande incoraggiamento affinché la Chiesa sia davvero uno strumento di riconciliazione e di pace attraverso le tante opere già presenti nel Paese: da quelle di evangelizzazione a quelle di promozione umana improntate alla cura di tutto l’uomo”.

L’abbraccio con il Papa

Qualche giorno prima della sua ordinazione episcopale e della cerimonia di insediamento, monsignor Carlassare è stato ricevuto da Papa Francesco in Vaticano. “Per me - racconta - è stata davvero una grande gioia quella di poter incontrare il Santo Padre di persona. E’ stato un momento molto semplice ma di grande sintonia nel quale lui mi ha detto poche parole ma essenziali: ‘Non avere paura, il Signore accompagna e sostiene sempre’. La benedizione che lui mi ha dato è quella di un uomo che si è fidato del Signore e sta donando la sua vita per la Chiesa, ecco perché la considero molto importante”.
[Federico Piana Vatican News]