Martedì 24 maggio 2022
Il sovraffollamento nelle carceri degrada la situazione dei detenuti e alimenta il controllo delle strutture da parte di bande criminali che inscenano rivolte con omicidi di massa, come è successo in Ecuador nel 2021. [Foto: © Victoria Hazou/ONU. Tradotto da: Jpic-jp.org]

La Commissione interamericana per i diritti umani (CIDU) si è lamentata per l'abbandono che dura da anni nelle carceri dell'Ecuador, dove i disordini hanno causato la morte di 316 detenuti nel solo 2021, e chiede che nuove politiche carcerarie e penali siano adottate in Ecuador, in un rapporto pubblicato il marzo scorso.

La persistente crisi carceraria "è caratterizzata da alti livelli senza precedenti di violenza e corruzione all'interno delle carceri e risponde all'abbandono che dura anni da parte dello Stato del sistema penitenziario, nonché all'assenza di una politica penale globale", afferma il testo della CIDU.

Il documento ricorda che nel 2021 "un totale di 316 persone private della libertà hanno perso la vita mentre erano sotto custodia dello Stato e centinaia sono rimaste ferite in una serie di attacchi effettuati tra le stesse persone detenute".

Questa cifra "rappresenta un aumento del 587% rispetto al 2020, quando furono registrati 46 decessi. La maggior parte dei morti erano giovani in detenzione preventiva accusati di reati minori, e alcuni avevano persino il certificato di rilascio.

Nel febbraio dello scorso anno, rivolte quasi simultanee in quattro carceri del paese, con scontri molto violenti tra gruppi di prigionieri, hanno provocato 79 morti. A luglio, eventi simili hanno portato alla morte di altre 22 persone.

Il 28 settembre scorso ha avuto luogo, il più grande massacro carcerario nella storia del paese, nel penitenziario litorale della città di Guayaquil (sud-ovest), in cui 119 detenuti trovarono la morte e altri 80 furono feriti.

Nella stessa prigione, il 12 novembre scorso è stato registrato un nuovo massacro dove 68 detenuti sono morti e altri 25 sono rimasti feriti.

Il presidente Guillermo Lasso ha decretato lo stato di emergenza in tutte le 36 carceri del paese nelle quali nel 2021c'erano circa 39.000 detenuti. L’Ecuador è un paese che misura 256.370 chilometri quadrati e conta 18 milioni di abitanti,

Le persone uccise nelle dispute caddero vittime di spari, granate o coltellate. In quasi tutte le risse ci furono prigionieri decapitati. Il controllo di diverse prigioni è da anni nelle mani di bande criminali, che includono gruppi di prigionieri che le controllano come territorio proprio.

La CIDU ha visitato il paese nel dicembre 2021 e ha prodotto il rapporto "Situazione delle persone private della libertà in Ecuador", che è stato pubblicato di recente.

Come causa principale di questa violenza, la CIDU ha identificato "l'assenza di un controllo efficace da parte dello Stato nei centri in cui si sono verificati i più gravi atti di violenza che hanno portato al controllo intra-carcerario da parte degli stessi detenuti ".

Il rapporto evidenzia "l'esistenza di una politica che privilegia l'incarcerazione come misura per risolvere i problemi di sicurezza dei cittadini con conseguente aumento esponenziale dell'incarcerazione negli ultimi anni". Allo stesso modo, il documento nota "l'uso eccessivo della custodia cautelare", gli ostacoli giuridici e amministrativi alla concessione di benefici e indulti e l'incapacità di garantire il reinserimento sociale ai detenuti.

Il sistema carcerario, come istituzione, è indebolito dalla diminuzione del suo budget, dalla mancanza di personale tecnico e di custodia e dall'assenza di una politica carceraria, afferma l'organizzazione interamericana.

Il rapporto si sofferma anche su "le deplorevoli condizioni di detenzione a causa del sovraffollamento; la mancanza di separazione tra persone condannate e in custodia; le infrastrutture scadenti; le cure mediche negligenti e il cibo inadeguato".

"I rischi che le donne corrono di essere vittime di violenza che sono incrementati dalla vicinanza tra i centri di privazione della libertà per donne e uomini, sono evidenti", afferma il rapporto.

La CIDU raccomanda "l'attuazione di una politica penale e penitenziaria globale e trasversale con azioni efficaci per prevenire e controllare ogni tipo di violenza; e ridurre la popolazione nelle carceri con l'applicazione della custodia cautelare su base eccezionale".

Il presidente Lasso ha emanato lo scorso febbraio nuove condizioni per la grazia ai detenuti, e si prevede il rilascio di almeno 5.000 detenuti delle carceri ecuadoriane.

La CIDU chiede anche di "garantire il reinserimento sociale delle persone private della libertà. Allo stesso modo, lo Stato è chiamato a garantire il rafforzamento istituzionale del regime penitenziario e ad assicurare condizioni di detenzione compatibili con la dignità umana".

Queste misure "devono tenere conto della prospettiva di genere e uno sguardo alla discriminazione storica contro i gruppi in situazioni vulnerabili", ha detto la CIDU, chiedendo che ci sia "un impegno condiviso" nel compito carcerario "che includa la partecipazione dei detenuti, dei loro familiari e delle organizzazioni della società civile".

Vedi CIDH reclama por el abandono de las cárceles en Ecuador

Foto. L’aumento esponenziale dell'incarcerazione degrada la situazione delle persone detenute e lascia il controllo delle installazioni a bande criminali che organizzano rivolte e assassinati, come passò in Ecuador nel 2021. © Victoria Hazou/ONU.

[Tradotto da: Jpic-jp.org]