La fame uccide. Siamo chiamati alla responsabilità e all’azione

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Sabato 13 agosto 2022
Sì, lo sappiamo: questa immagine [sotto] è tragica. Ma la sua tragicità è nella sua verità: questa foto è vera. È stata scattata nello Yemen, precisamente a Marib, a 170 km a est della capitale, Sana’a. I due bambini ritratti nella foto esistono davvero. Non sappiamo con certezza se sono fratelli, ma sappiamo che sicuramente sono sfollati. [L'Osservatore Romano
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Credit L'Osservatore Romano

E sono impauriti, stanchi, sfiniti. Affamati. Mentre all’orizzonte le speranze per la loro sopravvivenza sono sempre più flebili: nel Paese, infatti, le scorte di cibo rischiano di esaurirsi nel giro di pochi mesi. Secondo Oxfam, sono già 19 milioni gli yemeniti rimasti senza cibo e 7,5 milioni quelli che potrebbero ritrovarsi presto sull’orlo della carestia.

Due le cause principali di questa crisi alimentare senza precedenti: la prima è il perdurante conflitto civile nel Paese che vede scontrarsi, dal 2015, le forze governative e i ribelli huthi, nonostante ad aprile sia stata raggiunta una tregua mediata dall’Onu e poi prorogata fino al 2 ottobre. La seconda causa è la guerra attualmente in corso in Ucraina che ha provocato l’aumento sconsiderato sia del costo delle importazioni, pari al 90 per cento del fabbisogno nazionale, sia dei prezzi dei generi alimentari che, da marzo, hanno avuto un rincaro medio del 30 per cento. «Silos e magazzini sono ormai quasi vuoti — afferma Francesco Petrelli, policy advisor per la sicurezza alimentare di Oxfam Italia — In un Paese in cui gran parte della popolazione basa la propria sopravvivenza sulla disponibilità di pane, questo potrebbe avere effetti catastrofici». Di qui, l’appello dell’organismo all’incremento degli aiuti internazionali, come richiesto dalle Nazioni Unite.

Viene da pensare, allora, che questa foto ci turba perché riguarda tutti: la situazione dello Yemen chiama alla responsabilità e all’azione ciascuno di noi. Finché ci sarà anche solo una persona che muore di fame, saremo tutti responsabili di quello che Papa Francesco definisce «un vero scandalo, un crimine che viola i diritti umani fondamentali», «un’ingiustizia» che tutti «hanno il dovere di estirpare attraverso azioni concrete, buone pratiche, e politiche locali e internazionali coraggiose».
(Isabella Piro - L'Osservatore Romano)