Mercoledì 21 settembre 2022
Parafrasando il versetto evangelico, si potrebbe così riassumere il recente viaggio apostolico di Papa Francesco in quella terra. La sua partecipazione al VII Congresso dei “Leaders of World and Traditional Religions” segna un ulteriore tappa sul cammino della fraternità e del dialogo interreligioso come elementi primordiali dell’evangelizzazione di un mondo segnato da guerre, distruzioni dell’ambiente, morti causate dalla cupidigia e disinteresse.

Francesco, in continuità con lo «spirito di Assisi», che ha capovolto la comprensione teorica e la pratica del dialogo tra credenti di fedi differenti, si fa portavoce di quella parola (fraternità, fratello) che acquista una valenza cruciale alla luce delle innumerevoli tragedie che scuotono il nostro mondo. Secondo Papa Francesco, quattro sono le sfide del nostro mondo globale: la pandemia ricorda la vulnerabilità umana e il dovere di prenderci cura gli uni degli altri e soprattutto dei più deboli; la sfida della pace; la sfida dell’accoglienza fraterna; e la custodia della casa comune.

Ribadisce con forza la necessità di una: «accesa difesa della pace e della promozione dei valori della fraternità umana». Un aspetto fondamentale della nostra comune umanità: la dignità della persona, la tutela della libertà. «La tutela della libertà, aspirazione scritta nel cuore di ogni uomo, unica condizione perché l’incontro tra le persone e i gruppi sia reale e non artificiale, si traduce nella società civile principalmente attraverso il riconoscimento dei diritti, accompagnati dai doveri».

Assistiamo a questi belli (a volte ingenui) appelli di Papa Francesco con la speranza che siano accolti, vissuti da quanti hanno a cuore la fraternità/fratellanza. È un compito arduo: penso che esso sia realizzabile perché in fondo ciascuno di noi desidera essere portatore, nella giustizia e libertà, di relazioni «calde» segnate dall’amicizia, conoscenza, essere capace di crescere in fraternità, dove siamo e con le persone che incontriamo. Educarmi a vivere la fraternità è il compito da vivere in questo squarcio di XXI secolo così complicato ma anche così bello perché è, penso, l’unica maniera di praticare quei valori ripetutamente messi in rilievo da Papa Francesco e accolti da quanti – al di là del credo religioso – hanno a cuore il benessere dell’umanità.

Fr. Enrico Gonzales, mccj
Abéché/Ciad, settembre 2022