Comboni Press
La giornata è centrata sulla sintesi di p. Pierli: partendo dall’esperienza del Foro Sociale Mondiale l’articola intorno a tre premesse e tre punti di riflessione. Una giornata che vede protagonisti i Laici Missionari Comboniani.
Belém, 02.02.2009


La giornata inizia con la preghiera diretta dai laici che ci richiamano a quel silenzio profondo che mette in comunicazione con il mistero e il divino. E nella mattinata i laici missionari comboniani giocano un ruolo da protagonisti. La loro presenza è una delle novità di questo 2° Foro Sociale Comboniano.

P. Pierli inizia affermando che dobbiamo ormai parlare di una nuova missione. La novità va guardata dal punto di vista della teoria e della pratica. A Nairobi la teoria fu interessante e ricca, ma lo sguardo lontano dalla pratica dei sei punti centrali. Il programma era chiaro: la novità di Belém deve essere integrare la teoria e la pratica. Dove si situa questa novità nella teoria e e nella pratica?

Nel FSM, particolarmente alla conclusione, si sono proposte molte d’iniziative: tornando alle nostre attività abituali, cosa siamo veramente disposti a fare? Che cammini concreti siano disposti a percorrere? Questo è sempre il punto debole dei Forum, ma anche nostro.
P. Pierli passa quindi a far memoria dei sei punti lasciati come programma di lavoro a Nairobi: da allora all’oggi di Belém, di quel programma cosa ne abbiamo fatto?

Parliamo noi come gruppo, come Famiglia comboniana, o continuiamo ad agire in forma isolata e personalista? Oggi è imprescindibile scoprire modalità d’interrelazione. Nello stesso FSM c’è stata una presenza diversificata di molte iniziative dando prova di frammentazione. Rimane la domanda: che impatto avranno? Qual è il protagonismo della gente in questo processo di trasformazione?

Occorre ritrovare quindi anche la continuità nel nostro impegno sociale. Senza di essa non si riuscirà a dare il protagonismo alla gente. Per noi si tratta di una sfida terribile: trasformarci da protagonisti in facilitatori per un cammino proprio della gente.
A Nairobi scegliemmo anche di vivere con stile di vita semplice: essere presenti in mezzo alla gente e vivere come la gente, senza molte parole e senza voler attirare l’attenzione. Molte iniziative d’inserimento han fallito perché più che una presenza semplice volevano provocare. Al Forum abbiamo visto grandi protagonisti arrivare in silenzio e senza notorietà.

Per poter assumere queste nuove sfide, abbiamo bisogno di una nuova teologia della missione centrata su Lc 4, 16-20 e Isaia 61. Questo ci porterà ad essere costruttori di ponti fra movimenti e movimenti, fra movimenti e chiesa, fra chiesa e società civile. I tempi attuali esigono sempre più che usciamo dall’isolamento.

P. Pierli è poi passato ad analizzare il rapporto fra un FSM e il carisma comboniano partendo da una metafora: il carisma è come un albero, i suoi rami hanno virgulti ma si seccano pure; occorre aver il coraggio di tagliare i rami secchi perché nuovi virgulti sboccino e non pretendere aggiungere rami nuovi ai rami ormai senza vita.
I Forum mondiali son per noi occasioni per riscoprire Il nostro carisma Nei nuovi contesti storici Che viviamo con capacita creativa e non ripetitiva. Il nostro carisma ha tre caratteristiche principali:

  • Una mistica. Il protagonista della Missione è Dio, senza di Lui La missione perde forza. E’ la dimensione della Parola, della preghiera, della contemplazione: sono Le ricchezze Che hanno giocato um ruolo fondamentale nella vita dei martiri antichi e moderni.
  • I ministeri. Hanno a Che vedere con il nostro agire. Per Comboni, erano chiare le dimensioni religiose e sociali dell’azione ministeriale sintetizzate nel termine “rigenerazione”. Nel contesto Del pensiero di Mazza e Rosmini –che è un po’ì il fondatore della dottrina sociale della Chiesa- avevano una dimensione politica, di trasformazione sociale, di rafforzamento del protagonismo delle persone.
  • Collaborazione. Nel suo Piano, Comboni cerca l’appoggio, l’interconnessione, un networking diremmo oggi, capace di dar Il protagonismo della missione, dopo Dio, alla Chiesa.

    Concludendo, p. Pierli si rifà al Profeta Gioele: dopo questo, manderò il mio Spirito su tutti. Il Forum ha mostrato, per chi ha occhi capaci di contemplare la sua azione, che anche oggi Dio diffonde il suo Spirito su quanti vuole: nelle tende tematiche, fra i giovani volontari, fra una gioventù in forte ricerca, fra gli adulti dei diversi gruppi presenti. Per scoprirlo, occorre imparare ad ascoltare molto e parlare poco. Non solo come individui, ma anche come Famiglia comboniana: ascoltare di più i giovani, i laici, le donne, tutte le classi che nella società sono minoritarie. Non in numero ma in forza di presenza e che nel Forum si sono mostrate la maggioranza.
    Dopo quest’intervento l’assemblea, composta ormai, dopo la partenza dei giovani, dai Laici Missionari Comboniani Brasiliani, dalle Comboniane e dai Comboniani, si è divisa in nove gruppi per riflettere e rispondere ad alcune domande tematiche. La ricchezza degli interventi sarà sintetizzata solo nella serata.

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  • Il coraggio fa tagliare i rami secchi perché sboccino nuovi - Belém N. 13