Giovedì 6 giugno 2019
“Uno dei grandi orientamenti esistenziali del nostro mondo oggi è quello di voler ‘anestetizzare’ tutto. Molti cristiani in Africa sognano una vita pacifica, priva di ogni sofferenza e sacrifici. In pratica, sogniamo un cristianesimo insensibile al dolore”, spiega padre Donald Zagore, teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane (SMA).

“Sogniamo una vita umana senza afflizione, né dolore e sofferenza. Questo approccio esistenziale, purificato da tutte le ansie e penitenze, prende forma anche nella realtà dell’esperienza religiosa. Eppure – continua Zagore – vivere un cristianesimo anestetizzato porta l’individuo a diventare prigioniero di una realtà illusoria. E’ un vero miraggio spirituale. Quello che la Chiesa africana deve dimostrare è che non c’è vero cristianesimo senza la forza e il potere della croce, via di redenzione”.

Il missionario continua: “Tutta l’attività missionaria di Cristo, come sottolineano i Vangeli, da cui fluisce l’attività missionaria della Chiesa, abbraccia nel suo intimo la croce. Nella sofferenza, nel dolore, nelle lacrime, nelle delusioni, nelle incomprensioni, nelle contraddizioni si manifesta il potere del Vangelo di Cristo. Tale è la realtà esistenziale della fede e dell’attività missionaria alla quale ogni cristiano, missionario sin dal battesimo, non può sfuggire. Dal momento che non c’è attività missionaria senza una croce, non c’è missione cristiana senza croce.”

Conclude p. Zagore: “Il cristianesimo anestetizzato che viene svenduto per le strade, in Africa e in altre parti del mondo, e attrae le masse, non viene da Gesù Cristo, ma piuttosto da un’impresa puramente umana, costruita in una dinamica essenzialmente economica che vuole essere un ‘prodotto di mercato’ per soddisfare la domanda dei consumatori. Per questo motivo il cristianesimo anestetizzato non può in alcun modo condurre alla fede autentica e profetica e all’attività missionaria”.
(DZ/AP) (4/6/2019 Agenzia Fides)