Sabato 11 aprile 2020
“Sono vicino al dolore del mondo. Penso ai crocifissi di questa pandemia: medici, infermieri, suore, e sacerdoti che muoiano per amore”: le parole di papa Francesco durante la Via Crucis del Venerdì Santo in una piazza San Pietro deserta, nell’anno del coronavirus. Anche medici e infermieri hanno portato la croce, insieme ad esponente del mondo carcerario.
Foto © Vatican Media, papa Francesco sul sagrato della Basilica di San Pietro, ieri 10 aprile. In allegato trovi i testi della Via Crucis in 5 lingue.

Via Crucis presieduta dal Santo Padre Francesco
Sagrato della Basilica di San Pietro

Ieri, alle ore 21.00, il Santo Padre Francesco ha presieduto, sul Sagrato della Basilica di San Pietro, il pio esercizio della Via Crucis, trasmesso in mondovisione.

I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest’anno per le stazioni della Via Crucis del Venerdì Santo sono stati affidati da Papa alla Cappellania della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova. Le meditazioni sono state scritte da cinque persone detenute, da una famiglia vittima di un reato di omicidio, dalla figlia di un uomo condannato alla pena dell’ergastolo, da un’educatrice del carcere, da un magistrato di sorveglianza, dalla madre di una persona detenuta, da una catechista, da un frate volontario, da un agente di Polizia Penitenziaria e da un sacerdote accusato e poi assolto definitivamente dalla giustizia, dopo otto anni di processo ordinario.

Il cammino della Croce è condotto da due gruppi di cinque persone ciascuno: quello della Casa di Reclusione “Due Palazzi” di Padova e quello della Direzione Sanità e Igiene del Vaticano. Il percorso ha inizio nei pressi dell’obelisco, gira attorno allo stesso per otto stazioni e poi procede verso il “ventaglio” per quattro stazioni. Sotto il “ventaglio” è collocato il Crocifisso di San Marcello, rivolto verso il Santo Padre. Qui è collocata la dodicesima stazione. La tredicesima stazione è a metà del “ventaglio”, mentre l’ultima è sopra la piattaforma. Tutto l’itinerario è segnato da fiaccole a terra. [Zenit]