Sabato 18 aprile 2020
“Dopo la quaresima è arrivata la Pasqua, come dopo l’inverno è arrivata la primavera che noi abbiamo potuto contemplare solo dalla finestra o dal balcone. La Pasqua è speranza certa ma il nostro presente rimane tempo di passione sotto il segno del virus o di tanti mali che ci tengono prigionieri. Diciamolo chiaramente: Cristo è risorto, ma noi? Non rimaniamo noi ancora inchiodati alla nostra croce?” Parole dal messaggio pasquale di P. Manuel João.

Auguri di una Pasqua... seria!
Pasqua 2020

Cari amici,
Qualche settimana fa un’emittente televisiva, per sensibilizzare sulla gravità del momento, diceva: il Corona virus non è un gioco, è una cosa seria! Questo aggettivo SERIO mi ha accompagnato in queste settimane di quaresima e di quarantena come un invito pressante a rivedere la nostra scala di valori, e discernere su quello che è serio, secondario o insignificante nella nostra vita.

Sì, il Corona virus è una cosa seria!

Vita e morte sono cose serie!

Vivere con Dio o senza Dio è una cosa seria!

La fede nel Risorto è una faccenda molto seria!

Dopo la quaresima è arrivata la Pasqua, come dopo l’inverno è arrivata la primavera che noi abbiamo potuto contemplare solo dalla finestra o dal balcone. La Pasqua è speranza certa ma il nostro presente rimane tempo di passione sotto il segno del virus o di tanti mali che ci tengono prigionieri. Diciamolo chiaramente: Cristo è risorto, ma noi? Non rimaniamo noi ancora inchiodati alla nostra croce? Cos'è cambiato per me, per noi? Una cosa però è cambiata sì, ed è qualcosa veramente serio: la croce di Gesù, – e con la sua anche la nostra! – non è più vuota, è diventata una dimora di Gesù, del suo passaggio attraverso la sofferenza, l’estrema solitudine e la morte. Ed è diventata gloriosa!

Mi sono chiesto quale potrebbe essere il mio posto nel mistero di questa insolita Pasqua. Mi ha illuminato un’immagine che raffigura il dialogo tra il cosiddetto buon ladrone e Gesù. Con la sua croce sottostante a quella di Gesù, il viso pieno di fiducia e tenerezza rivolto verso Lui...

Ecco dove vorrei essere: al posto di Dimas, il compagno dell’ultimissima ora, a cui Gesù ha dato appuntamento in Paradiso. Vorrei chiedergli come eredità il suo posto alla destra di Gesù e la sua preghiera: “Gesù, ricordati di me!” perché viviamo solo se Dio si ricorda di noi. Sperando di sentire anch’io dalle labbra di Gesù: “ARRIVEDERCI IN PARADISO!” ... con tutti voi!
Vostro
P. Manuel João Pereira Correia
Castel d'Azzano (Verona)

p.mjoao@gmail.com