Domenica 9 agosto 2020
Ieri, sabato 8 agosto, Dom Pedro Casaldaliga è morto a 92 anni. Catalano di origine, ha dedicato 52 anni all'evangelizzazione dei popoli indigeni e alla difesa dei loro diritti. Papa Francesco cita i suoi versi in “Querida Amazonia”. I funerali di padre Pedro Casaldáliga si terranno domenica 9 agosto presso il Centro Universitario Claretiano di Batatais nello Stato di San Paolo alle 15 ora locale (le 20 ora italiana). Saranno trasmessi anche in streaming
 a questo link. Nella foto, il vescovo Casaldáliga in un gesto di rispetto verso le popolazioni indigene. Foto: Tutti i diritti riservati.

«Galleggiano ombre di me, legni morti. Ma la stella nasce senza rimprovero sopra le mani di questo bambino, esperte, che conquistano le acque e la notte. Mi basti conoscere che Tu mi conosci interamente, prima dei miei giorni». I versi di dom Pedro Casaldáliga concludono la lista di dodici citazioni letterarie di “Querida Amazonia”. Un omaggio di papa Francesco al vescovo emerito di São Félix de Araguaia, profeta dell’Amazzonia e appassionato difensore dei diritti dei suoi popoli.

Chi gli è stato accanto negli ultimi anni, segnati dal Parkinson, assicura che il religioso claretiano ha potuto rallegrarsene prima di morire, ieri, a 92 anni, a San Paolo, dove era stato trasportato e ricoverato d'urgenza a causa di gravi complicazioni respiratorie. Si è spento proprio alla vigilia della giornata che l'Onu dedica ai popoli nativi.

Catalano di nascita, Casaldáliga è stato missionario per 52 anni in Brasile dove, ispirato dal Concilio, ha incarnato con coraggio l’opzione preferenziale per gli ultimi. A partire dagli indios, vittime di abusi e emarginazione. A causa del suo impegno ha ricevuto innumerevoli minacce di morte da parte dei latifondisti e dei loro alleati: le ultime nel 2012, che l’hanno costretto a trascorrere mesi nascosto. Le intimidazioni non sono mai riuscite a turbarlo. Del resto, il suo motto è sempre stato: «Non possedere niente, non chiedere niente, non tacere niente e, nel frattempo, non uccidere niente».
[Lucia Capuzzi – Avvenire]

Si è spento monsignor Pedro Casaldàliga,
citato dal Papa in Querida Amazonia

Spagnolo di origine ma naturalizzato brasiliano, aveva 92 anni. Ha attraversato periodi molto difficili della storia del Brasile. Vescovo nel 1971, diede voce ai poveri e agli indigeni. Una sua poesia compare tra le sei scelte da Francesco per l'esortazione apostolica post-sinodale Querida Amazonia. Le esequie saranno celebrate domani a Batatais.

Noto per il suo impegno al fianco delle comunità povere e indigene, riferisce il portale dei missionari claretiani, ha dovuto affrontare la dittatura militare e i potenti proprietari terrieri. Monsignor Casaldàliga Pla è stato un esponente della Teologia della Liberazione. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Internazionale della Catalogna nel 2006, e ha pubblicato almeno dieci volumi di poesie. Papa Francesco, nella sua esortazione apostolica post-sinodale Querida Amazonia, pubblicata il 12 febbraio 2020, ha citato una delle sue poesie: “Carta de navegar (Por el Tocantins amazónico)", inclusa nel volume El tiempo y la espera (Santander, 1986), insieme a quelle di altri poeti popolari, “contemplativi e profetici”, che nei loro versi hanno decantato la bellezza dell’Amazzonia e il legame dell’uomo con la natura.

La relazione con Dio

Francesco, al paragrafo 73 dell’esortazione, affrontando il tema dell’inculturazione scrive: “Va apprezzato lo spirito indigeno dell’interconnessione e dell’interdipendenza di tutto il creato, spirito di gratuità che ama la vita come dono, spirito di sacra ammirazione davanti alla natura che ci oltrepassa con tanta vita”. Ma aggiunge che la “relazione con Dio presente nel cosmo” deve diventare “sempre più la relazione personale con un Tu che sostiene la propria realtà e vuole darle un senso, un Tu che ci conosce e ci ama”. Ed è a questo punto che il Papa menziona le parole di Casaldàliga: “Galleggiano ombre di me, legni morti. Ma la stella nasce senza rimprovero sopra le mani di questo bambino, esperte, che conquistano le acque e la notte. Mi basti conoscere che Tu mi conosci interamente, prima dei miei giorni. (Carta de navegar - Pedro Casaldáliga)”

Le origini e la terra latino americana

Nato il 16 febbraio 1928 a Balsareny, nella Catalogna, in Spagna, monsignor Pedro Casaldàliga era entrato a far parte dei claretiani l’8 settembre 1945 ed era stato ordinato sacerdote a Barcellona il 31 maggio 1952. Trasferitosi in Brasile come missionario nel 1968, il 27 aprile 1970 era stato nominato da Paolo VI amministratore apostolico della prelatura territoriale di São Félix e l’anno successivo, il 27 agosto 1971, prelato della stessa giurisdizione e vescovo titolare di Altava. Dal 2012 era malato di Parkinson. Per lui si riuniranno in preghiera le comunità di Batatais, Ribeirão Cascalheira e São Félix do Araguaia. Le esequie saranno celebrate domani a Batatais. Il sito web claretiano.edu.br ha dedicato a monsignor Pedro Casaldàliga Pla un'intera sezione, con la possibilità di seguire in streaming i funerali.
[Tiziana Campisi - Vaticannews]

La morte di Casaldáliga,
profeta e poeta dell’Amazzonia

A 92 anni scompare il missionario claretiano spagnolo che dal 1971 è stato vescovo della prelatura di São Félix do Araguaia, nel Mato Grosso brasiliano. Fu tra i primi a denunciare la violenza del latifondo sulla terra e le popolazioni indigene. Ma è stato anche poeta fecondo nel raccontare il Vangelo come liberazione dei poveri.

Proprio mentre vive la durissima prova della pandemia il Brasile dei poveri – e l’Amazzonia in particolare – piange la morte di padre Pedro Casaldáliga, il vescovo dei poveri che per oltre 35 anni ha guidato prelatura di São Félix do Araguaia, nel Mato Grosso brasiliano divenendo una delle figure più rappresentative della teologia della liberazione. Ormai novantaduenne Casaldáliga era ricoverato già da qualche tempo in ospedale in gravi condizioni e oggi è giunta la notizia della sua morte.

Missionario claretiano originario della Catalogna, padre Pedro era arrivato in Amazzonia nel 1968 e tre anni dopo Paolo VI lo aveva nominato vescovo della prelatura di São Félix do Araguaia, una zona periferica della foresta grande quanto metà dell’Italia. A quel punto lui aveva trasformato la casa che abitava in mezzo ai poveri nella sua sede episcopale. Ma soprattutto aveva cominciato a fare proprio il loro grido: in quegli anni fece subito scalpore la sua prima lettera pastorale dal titolo eloquente “Una Chiesa nell’Amazzonia in guerra contro il latifondo e l’emarginazione sociale”. Un testo che già cinquant’anni fa parlava di quegli stessi temi che Papa Francesco ha voluto al centro del Sinodo per l’Amazzonia, tenuto l’anno scorso.

Denunce estremamente chiare dei mali dell’Amazzonia e delle ingiustizie nei confronti dei poveri, quelle di padre Pedro Casaldáliga , invise alla dittatura militare e motivo di tante minacce di morte nel corso della sua vita, proseguite anche dopo che nel 2005 per raggiunti limiti di età lasciò la guida della prelatura. In seno all’episcopato brasiliano è stato tra i fondatori della Commissione pastorale della terra (Cpt) e del Consiglio indigenista missionario (Cimi), gli organismi della Conferenza episcopale più impegnati in difesa dei contadini e degli indios.

 

Ma il timbro che ha reso ancora più forte la parola di Casaldáliga è stato quello della poesia trasformata in preghiera. La “Messa della Terra senza mali” – scritta insieme al poeta Pedro Tierra nel 1979 – è stato un testo che ha fatto epoca nel mondo missionario. «E’ il desiderio più profondo del cuore umano: vivere in una terra senza mali – recitava la sua introduzione -. E’ anche il progetto di Dio: il suo Regno. Prima di donarci un “cielo senza mali”, ci guida a trasformare il mondo in una “terra senza mali”. Quando la sofferenza antica si trasforma in speranza, quando i figli degli oppressori si riconciliano con i discendenti delle vittime, quando il passato oscuro diviene promessa di avvenire, allora nasce come canto e liturgia la “Terra senza mali”, la visione che ha consolato lungo i secoli il pianto di un popolo condannato allo sterminio».

A quei versi ne seguirono tanti altri. Lo stesso Papa Francesco al numero 73 dell’esortazione apostolica Querida Amazonia ha scelto di citarne alcuni tratti da Il tempo e la speranza (1986): «Galleggiano ombre di me, legni morti. Ma la stella nasce senza rimprovero sopra le mani di questo bambino, esperte, che conquistano le acque e la notte. Mi basti conoscere che Tu mi conosci interamente, prima dei miei giorni».

«Amato Pedro – scrive l’associazione che nell’Araguaia ne ha raccolto l’eredità annunciando la sua morte – dal profondo del nostro cuore rendiamo grazie per la tua vita “donata”; per la speranza “fiduciosa” che ci ha fatto e ci fa camminare; e per tutta la luce che ci hai dato in tutta la tua vita. Pieni di tristezza e di dolore, ti diciamo che le tue lotte sono le nostre; che il tuo cuore batte in ognuno di noi e che continueremo a cercare di vivere ogni giorno le cause che ci hai indicato. Sempre con speranza».

I funerali di padre Pedro Casaldáliga si terranno domenica 9 agosto presso il Centro Universitario Claretiano di Batatais nello Stato di San Paolo alle 15 ora locale (le 20 ora italiana). Saranno trasmessi anche in streaming a questo link.

8 agosto 2020
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