XXXI Domenica del T. O. – Anno A: Ricordo di tutti i santi e dei fedeli defunti

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Feste di famiglia, feste di fraternità! La festa di Tutti i Santi e il ricordo di tutti i fedeli defunti ci fanno sentire che siamo tutti membri di una famiglia grande, allargata fino ai confini del mondo. Sono due giornate (1 e 2 novembre) che ci riportano ad una nostra celebrazione familiare. Nostra, perché i santi e i defunti sono parte dell’unica famiglia di Dio e degli uomini, la nostra famiglia.

Santi e defunti:
solidarietà e intercessione missionaria

Letture di Tutti i Santi (1 novembre) e dei defunti (2 novembre)

Riflessioni
Feste di famiglia, feste di fraternità! La festa di Tutti i Santi e il ricordo di tutti i fedeli defunti ci fanno sentire che siamo tutti membri di una famiglia grande, allargata fino ai confini del mondo. Sono due giornate (1 e 2 novembre) che ci riportano ad una nostra celebrazione familiare. Nostra, perché i santi e i defunti sono parte dell’unica famiglia di Dio e degli uomini, la nostra famiglia. È la famiglia di tutti i santi: non solo dei pochi riconosciuti ufficialmente come tali dalla Chiesa, ma di tutte le persone di buona volontà, di tutti coloro che hanno cercato Dio con cuore sincero e nel rispetto del prossimo. È la famiglia di tutti i defunti, non solo dei nostri parenti e amici. A tutti loro ci uniscono vicende comuni, fatte di gioie, speranze, dolore, fragilità, fatiche… Fino alla strettoia inevitabile della morte, in un cammino che accomuna tutti: santi e peccatori, ricchi e poveracci, credenti e non… Siamo parte di una famiglia innumerevole di donne e uomini di ogni lingua, colore, razza, religione, cultura, condizione sociale…

È la festa della famiglia allargata, dalle dimensioni universali, senza confini. Dove nessuno è sconosciuto o straniero per Dio e per coloro che vivono in Lui. Dove Dio conosce ogni volto e chiama ciascuno per nome. Una famiglia dove c’è una fraternità circolare di rapporti a beneficio di tutti: i santi del cielo intercedono presso Dio a nostro favore, mentre siamo pellegrini sulla terra; noi, pellegrini, diamo lode e rendiamo grazie a Dio per la sua misericordia e per le cose belle che Egli opera nei santi; noi e i santi offriamo suppliche per i defunti che ancora attendono di contemplare pienamente il volto di Dio; anche i defunti, in forme che noi non conosciamo, vivono una speciale comunione con Dio, che ridonda a beneficio nostro. È quindi una intercessione circolare: di Cristo e dei santi per noi; la nostra intercessione a favore dei defunti; e i defunti - che sono già dei salvati! - a favore dei parenti e di tutta la famiglia umana.

La circostanza è propizia per riflettere e vivere i valori di famiglia, fraternità, universalità, in una speciale comunione con gli antenati: sia gli antenati nel clan e nella cultura popolare, sia gli antenati nella fede cristiana, che sono i santi. Cioè coloro che hanno realizzato al meglio, spesso fino all’eroismo, gli ideali e i valori del Vangelo e delle culture dei popoli. Sono essi i giganti spirituali, i modelli riusciti dell’umanità rinnovata in Cristo, che è per tutti l’Uomo nuovo, il modello perfetto, l’ispiratore di ogni forma di santità. Un tema di particolare risonanza per tutti coloro che annunciano il Vangelo, anche fra i popoli non cristiani! Il Papa Francesco ci dice che la santità è “il volto più bello della Chiesa”; ci parla della “santità nella vita quotidiana”, che tante volte è “la santità della porta accanto”. (*)

Queste considerazioni non tolgono nulla al rigore e alla amarezza della morte, quel “duro calle”, di dantesca memoria, che fa paura, ma che è il passaggio obbligato verso la Vita piena. Un passaggio da affrontare senza evasioni, con realismo umano e cristiano! Ce ne ha dato un esempio, tra molti altri, il Card. Carlo Maria Martini, gesuita, maestro nella dottrina, arcivescovo di Milano (+ 2012): ammalato di Parkinson, “nel contesto di una morte imminente”, sentendosi “già arrivato nell’ultima sala d’aspetto, o la penultima”, confessava di essersi “più volte lamentato col Signore” per la necessità di dover morire. Martini non nascondeva il suo travaglio interiore fino ad accettare quel duro calle, oscuro e doloroso: “Mi sono riappacificato col pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto, in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle uscite di sicurezza. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio”. Davanti al mistero della morte, che richiede “un affidamento totale”, Martini concludeva: “Desideriamo essere con Gesù e questo nostro desiderio lo esprimiamo ad occhi chiusi, alla cieca, mettendoci in tutto nelle sue mani”.

Di fronte alla morte, appare ancora più prezioso il dono della fede cristiana, l’unica che è capace di gettare una luce nuova e definitiva sul senso della vita, di Dio, del dolore, della storia… Una luce che fa la differenza. Una luce che altre fedi religiose non riescono a dare. Ancora una volta, emerge la novità del messaggio cristiano. E, quindi, l’urgenza della Missione.

Parola del Papa

(*) «Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità”. Lasciamoci stimolare dai segni di santità che il Signore ci presenta attraverso i più umili membri del popolo di Dio... La santità è il volto più bello della Chiesa. Ma anche fuori della Chiesa Cattolica e in ambiti molto differenti, lo Spirito suscita “segni della sua presenza, che aiutano gli stessi discepoli di Cristo”».
Papa Francesco
Esortazione apostolica Gaudete et exsultate (2018), nn. 7.8.9

Sui passi dei Missionari

1     Solennità di tutti i Santi, che con Cristo sono nella gloria, dove continuano il loro servizio missionario d’intercessione in favore dell’intera umanità.  

* Giornata della santificazione universale.

2     Commemorazione di tutti i fedeli Defunti.  

* Giornata degli antenati.

·     SdD. Oreste Benzi (Rimini, 1925-2007), sacerdote zelante e ben dotato per la pastorale con i giovani (scuola, Azione cattolica, scoutismo...), convinto che i giovani hanno bisogno di «un incontro simpatico con Gesù». Con questo carisma e su questa base fondò la «Comunità Papa Giovanni XXIII» e varie ‘case-famiglia’, per l’assistenza e recupero di tossico-dipendenti, prostitute, persone con disabilità e altre povertà.   

3     S. Ermengaudio o Ermengol († 1035), dal 1010 vescovo di Urgell (Catalogna), uno dei grandi evangelizzatori spagnoli che ristabilirono la Chiesa nelle terre ricuperate dopo le invasioni degli arabi musulmani.

·     S. Martino de Porres (1579-1639), figlio di padre spagnolo e di madre afro-discendente, da giovane visse alcuni anni a Guayaquil (Ecuador) e poi definitivamente a Lima (Perù). Con fatica fu accettato fra i Domenicani come fratello coadiutore, portinaio e infermiere nel convento di san Domenico. Fu uomo di preghiera, austerità e carità. È patrono della giustizia sociale.

·     B. Manuel Lozano Garrido (1920-1971), laico spagnolo, detto ‘Lolo’, attivista dell’Azione cattolica, giornalista paralizzato per 28 anni in sedia a rotelle e, negli ultimi nove anni, anche cieco. Nel suo Decalogo del giornalista esorta a «lavorare il pane dell’informazione pulita con il sale dello stile e il lievito dell’eternità».

·     SdD. Bernardo Longo (1907-1964), nativo di Padova, missionario dei Sacerdoti del S. Cuore (Dehoniani) fra i pigmei a Nduye, nella provincia dell’Ituri (Rd Congo). Fu torturato e ucciso a Mambasa, vicino a Nduye, dai ribelli simba. (Vedi anche 26/11 e 1/12).

4     S. Carlo Borromeo (1538-1584), arcivescovo di Milano, uomo di santità, dottrina e carità, organizzò sinodi e seminari per la formazione del clero. Promosse la vita cristiana nella sua estesa archidiocesi con assidue visite pastorali anche alle parrocchie più lontane.

5     S. Guido Maria Conforti (1865-1931), nativo di Parma. Per motivi di salute, dovette rinunciare a partire in missione. Nel 1895 fondò la Società dei Missionari Saveriani per i non cristiani, in Cina e altrove. Fu vescovo di Ravenna e poi di Parma, presidente dell’Unione Missionaria del Clero (oggi PUM) e grande animatore dello spirito missionario in Italia.

·     Ven. Giorgio La Pira (1904-1977), laico, terziario domenicano, professore di Diritto romano, uomo politico della Democrazia cristiana, deputato alla Assemblea costituente (1946) e ministro, sindaco di Firenze per due mandati, promotore del dialogo e operatore di pace anche a livello internazionale.

·      Ricordo di Alexandre de Rhodes (1591-1660), gesuita francese, uno dei più noti evangelizzatori del Vietnam. Fu studioso della lingua locale, principale compilatore-editore di un vocabolario vietnamita in tre lingue (con latino e portoghese), pubblicato a Roma nel 1651. Aprì una scuola per formare gruppi di zelanti catechisti, tra cui anche il B. Andrea di Phu Yen (vedi 26/7).

7     S. Prosdocimo (s. III), ritenuto il fondatore della comunità cristiana intorno a Padova (Italia), di cui fu primo vescovo, estese l’evangelizzazione nel Veneto occidentale. Tra le persone da lui convertite spicca santa Giustina, martire († 304), che si festeggia il 7/10.

·     SdD. Francis Michael Duff (1889-1980), irlandese, laico sposato, fondatore della Legione di Maria (1921), movimento laicale con solida spiritualità (recita del Rosario, devozione a Maria, allo Spirito Santo e al Cuore di Cristo), testimonianza di vita cristiana, impegno missionario fra

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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