Padre Alex Zanotelli: Il nostro digiuno è prima di tutto un “grido di protesta”

Immagine

Mercoledì 4 agosto 2021
Oggi 4 agosto, primo mercoledì del mese, non digiuneremo davanti a Montecitorio, ma nella piazzetta del Villaggio Globale a Riace, insieme a Domenico Lucano. Ci troviamo qui con 15 giovani per un campo di lavoro e spiritualità promosso dalla Famiglia Comboniana.

Digiuno di Giustizia in Solidarietà dei Migranti

Il nostro digiuno è prima di tutto un “grido di protesta” contro il voto criminale del Parlamento alla Camera per il rifinanziamento della Guardia Costiera libica colpevole di innumerevoli crimini di torture e di stupro contro i migranti. Oggi 4 agosto, passerà al Senato per essere definitivamente approvata.

È un “grido di protesta” contro le micidiali politiche migratorie della “esternalizzazione delle frontiere” da parte della UE con la conseguenza di migliaia di morti nel Mediterraneo che ormai è diventato il cimitero dei “volti scuri”.

È un “grido di protesta” contro la Ministra degli Esteri, L. Lamorgese, che continua per futili motivi, a bloccare le navi delle ONG. Lo Stato che ha il dovere di salvare vite umane blocca invece le navi salva-vite. Germania, Norvegia e Spagna hanno fatto sapere che le loro navi salva-vite seguono le norme dei regolamenti internazionali. Ci conforta il fatto che una nuova nave italiana, la ResQ People (salvare persone) è salpata il 29 luglio e si sta dirigendo verso la zona SAR per salvare i naufraghi.

È un “grido di protesta” questo nostro digiuno per il rifiuto del Ministero degli Interni, della Prefettura di Reggio Calabria di versare a Domenico Lucano il denaro per i servizi resi dallo SPRAR di Riace. Questo rende sempre più difficile il cammino di accoglienza dei migranti a Riace.

Il nostro digiuno fatto a Riace è anche un gesto di solidarietà nei confronti di Domenico Lucano, già sindaco di Riace.
P. Alex Zanotelli,
a nome del Digiuno di Giustizia in Solidarietà dei Migranti