Fin dagli inizi del nostro istituto, molti comboniani si sono dedicati ad alleviare le sofferenze di poveri, ammalati, emarginati e rifugiati, e alla promozione umana nei campi dello sviluppo sociale, della scuola, della salute, della formazione di leader, ecc. Tutto ciò è positivo. Oggi tuttavia questo impegno non è più sufficiente. Dobbiamo identificare ed analizzare le cause che sono alla radice del sistema di oppressione strutturatle in campo economico, politico, sociale, culturale e religioso. Tacere di fronte alle ingiustizie significa schierarsi con l'oppressore e porsi contro gli oppressi. (Atti Capitolari 1997 n.107)

In un mondo sempre più lacerato dalla guerra e dall’ingiustizia, dominato da un tipo di globalizzazione che esclude i poveri e militarizza l’economia, facendo valere la prepotenza del più forte, i Missionari Comboniani confermano il loro impegno preferenziale per i più poveri e schiavizzati della terra, secondo l’esempio di Mons. Daniele Comboni. Nel rapporto del Vicariato Apostolico, scritto nel 1870, Mons. Comboni, parlando delle razzie negriere a caccia di schiavi, afferma: “… quando questi disgraziati (negrieri) infierivano contro i poveri Neri in mille maniere, i Missionari avevano protetto l’innocenza e la giustizia”, e più avanti aggiunge: “… I Neri avevano distinto bene tra i Missionari e gli altri Bianchi, perché vedevano che la Missione, al posto di uccidere i poveri Neri, rubare i loro figli, i loro bambini e le loro mucche, asciugava sempre le loro lacrime, curava i malati e faceva loro imparare la moralità, la giustizia e la strada del cielo” (S 2088). Ecco perché l’impegno per la Giustizia e Pace e Integrità del Creato nel mondo, per i Missionari Comboniani, è uno degli aspetti determinanti nel compito dell’Evangelizzazione. Il Vangelo di Gesù, annunciato e testimoniato, smaschera le astuzie e i piani dei ricchi e dei potenti, vince le resistenze alla vita fraterna e valorizza la dignità della persona umana, fatta a immagine di Dio. I Comboniani nella promozione della Giustizia e Pace si propongono di essere segni e strumenti di comunione e di riconciliazione, ben sapendo che il loro ministero può scatenare le ire dei potenti e dei superbi, le persecuzioni, le minacce e a volte il martirio.