Sabato 3 novembre 2018
Ieri 2 novembre si è aperto a Citta del Messico l’ottavo Foro Mondiale delle Migrazioni. Il Foro durerà tre giorni, fino al 4 novembre. Lo scopo del Foro è quello di coordinare azioni nel quadro di un Impegno Globale per il Migrante in cui a ciascuno è chiesto di fare la propria  parte con gesti concreti e di resistenza attiva a favore dei migranti.

All’inaugurazione del Foro sono intervenute diverse personalità tra cui padre Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Padre Michael si è fatto latore di un messaggio di Papa Francesco al Foro. “La trasformazione positiva delle nostre società, ha sottolineato Papa Francesco, inizia dal rifiuto di tutte le ingiustizie che oggi trovano giustificazione nella ‘cultura dello scarto’ – un’infermità ‘pandemica’ del mondo contemporaneo. Opporsi a questo costituisce una prima attuazione della giustizia, soprattutto quando essa riesce a dare voce ai ‘senza voce’. E tra questi ultimi ci sono i migranti, i rifugiati e gli sfollati forzati (desplazados), che sono ignorati, sfruttati, violati e abusati nel silenzio colpevole di molte persone”. è per questo che è importante, ha ricordato il Papa il “documento sui 20 punti di Azione per i Patti globali, che riguardano rispettivamente una migrazione sicura, ordinata e regolare e i rifugiati, formulando proposte concrete e realizzabili all’insegna di quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.”

Il Foro sulle Migrazioni si svilupperà attorno a 7 poli tematici:

  1. Diritti umani, lavorativi e sindacali, inclusione sociale, ospitalità e mobilità.
  2. Realtá di frontiere, muri e altre barriere. 
  3. Resistenze, attori, movimenti e azioni collettive.
  4. La crisi sistemica del capitalismo e le sue conseguenze sulle migrazioni.
  5. Migrazione, genere e corpo.
  6. Migrazioni, i diritti di Madre Natura, il cambio climatico e le dispute Nord-Sud.
  7. Diaspore, comunità transnazionali e popolazione migrante attiva.

I tre giorni del Foro saranno pieni di attività e di laboratori che ruoteranno attorno a queste sette tematiche. Questi alcuni dei titoli delle attività del primo giorno: ‘Per un Mondo senza Muri, dal Messico alla Palestina’ oppure ‘Frontiere di morte, frontiere solidali; e ancora ‘Salute del migrante, fisica, mentale e sociale’ e altri. Al Foro partecipano organizzazioni non governamentali, gruppi ecclesiali e religiosi, organizzazioni popolari che lavorano con i migranti. Tutte sono portatrici di storie tragiche ma anche storie di resilienza e di lotta, storie d chi lotta contro la ‘cultura dello scarto’.

Messaggio del Papa al forum sociale di Città del Messico sulle migrazioni

Rifiutare tutte le ingiustizie

Si è aperto il 2 novembre a Città del Messico l’ottavo forum sociale mondiale delle migrazioni, iniziativa finalizzata alla costruzione di società più eque e solidali. Nel suo intervento ai lavori il gesuita Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha invocato un «cambio di mentalità» nella «responsabilità della gestione globale e condivisa nella migrazione internazionale», riaffermando la volontà di collaborazione da parte della Santa Sede per l’attuazione dei Patti globali sulle migrazioni promossi dalle Nazioni Unite.

La trasformazione della società, segnata dalla “cultura dello scarto”, deve iniziare dal «rifiuto di tutte le ingiustizie». A cominciare da quelle commesse nei confronti di migranti, rifugiati e sfollati, che oggi vengono sistematicamente «ignorati, sfruttati, violati e abusati nel silenzio colpevole di molti». È quanto chiede Papa Francesco ai partecipanti all’ottavo forum sociale mondiale delle migrazioni, che si svolge dal 2 al 4 novembre a Città del Messico.

In un messaggio inviato in apertura dei lavori il Pontefice ricorda che «l’azione trasformatrice» nei confronti delle strutture sociali non può limitarsi «a denunciare le ingiustizie»: è necessario, infatti, «individuare modelli di soluzione concreti e fattibili, chiarendo ruoli e responsabilità di tutti gli attori». In particolare nell’ambito delle migrazioni, fenomeno caratterizzato da una particolare «complessità», è indispensabile «una riflessione attenta e condivisa» che miri alla «integrazione delle diverse prospettive». In questa direzione si muove l’iniziativa della comunità internazionale «che da un paio di anni si è impegnata nello sviluppo di due processi di consultazioni e negoziazioni» il cui obiettivo è «l’adozione di due patti mondiali, uno per una migrazione sicura, ordinata e regolare, e l’altro sui rifugiati».

Come «contributo» a questi processi, la sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ha preparato il documento 20 punti di azione per i Patti globali «che — sottolinea il messaggio — sostiene una serie di misure efficaci e accreditate» in gradio di offrire «una riposta coerente alle sfide che attualmente si pongono». Articolato intorno a quattro verbi — accogliere, proteggere, promuovere e integrare — il testo indica una serie di principi e misure concrete che, fa notare il Papa, in gran parte corrispondono alle «dichiarazione che organizzazioni della società civile hanno sottoscritto con l’intento di contribuire al processo avviato dalle Nazioni Unite» e coincidono con gli stessi testi finali dei Patti globali.

Nonostante i loro limiti e la loro natura non vincolante, tali Patti costituiscono dunque «un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche». Pertanto esigono «il coordinamento degli sforzi di tutti gli attori», tra i quali la Chiesa assicura di essere in prima linea. «La stessa collaborazione — rileva il messaggio — è richiesta per migliorare gli accordi bilateri e multilaterali nell’ambito migratorio»; e «ciò si può ottenere solo in un dialogo trasparente, sincero e costruttivo tra tutti gli attori, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ognuno».

Per questo Francesco incoraggia «le organizzazioni della società civile e i movimenti popolari a collaborare alla diffusione massiva di quei punti dei Patti globali che mirano alla promozione umana integrale dei migranti e dei rifugiati». Da qui anche l’invito «a impegnarsi per promuovere una ripartizione di responsabilità più equa nell’assistenza ai richiedenti asilo e ai rifugiati». Con un’attenzione particolare alle «vittime della tratta», per le quali vanno intrapresi «tutti gli sforzi necessari» al fine di «liberarle e riabilitarle».

Di seguito una traduzione italiana del messaggio in spagnolo inviato dal Papa ai partecipanti.

Rifiutare tutte le ingiustizie
Messaggio del Papa al forum sociale di Città del Messico sulle migrazioni

Cari fratelli e sorelle,
Ringrazio per l’invito estesomi dagli organizzatori del Forum Sociale Mondiale sulle Migrazioni a rivolgervi alcune parole d’incoraggiamento all’inizio delle sessioni di lavoro.

Il programma di azione dell’ottava edizione del Forum Sociale Mondiale sulle Migrazioni ricorda il mandato del profeta Geremia, inviato da Dio «per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare» (Ger 1, 10). Come al tempo del profeta, oggi ci sono cattiverie da estirpare, ingiustizie da demolire, discriminazioni da distruggere, privilegi da abbattere, dignità da edificare e valori da piantare.

La trasformazione positiva delle nostre società inizia dal rifiuto di tutte le ingiustizie, che oggi cercano la loro giustificazione nella “cultura dello scarto”, una malattia “pandemica” del mondo contemporaneo. Questo opporsi si pone come una prima attuazione di giustizia, soprattutto quando riesce a dare voce ai “senza voce”. E tra questi ultimi ci sono i migranti, i rifugiati e gli sfollati, che vengono ignorati, sfruttati, violati e abusati nel silenzio colpevole di molti.

L’azione trasformatrice non si limita però a denunciare le ingiustizie. È necessario individuare modelli di soluzione concreti e fattibili, chiarendo ruoli e responsabilità di tutti gli attori. Nell’ambito migratorio (migrare), la trasformazione (trasformare) si alimenta della resilienza (resistere) dei migranti, rifugiati e sfollati, e si avvale delle loro capacità e aspirazioni per la costruzione (costruire) di «società inclusive, giuste e solidali, capaci di restituire dignità a quanti vivono in grande incertezza e non riescono a sognare un mondo migliore» (Messaggio al Presidente esecutivo del Forum Economico Mondiale, 23-26 gennaio 2018).

Questo forum si propone di affrontare sette assi tematiche direttamente legati alle migrazioni contemporanee: diritti umani, frontiere, incidenza politica, capitalismo, genere, cambiamento climatico e dinamiche transnazionali. Si tratta di temi molto importanti, che meritano una riflessione attenta e condivisa tra tutti gli attori, una riflessione che cerca l’integrazione delle diverse prospettive, riconoscendo la complessità del fenomeno migratorio.

Ed è proprio a motivo di questa complessità che da un paio di anni la comunità internazionale si è impegnata nello sviluppo di due processi di consultazioni e negoziazioni, che hanno come obiettivo l’adozione di due patti mondiali, uno per una migrazione sicura, ordinata e regolare, e l’altro sui rifugiati. Come contributo a questi processi, la Sezione Migranti e Rifugiati, sotto la mia direzione, ha preparato un documento, intitolato 20 Punti di azione per i Patti Globali, che sostiene una serie di misure efficaci e accreditate che, nel loro insieme, costituiscono una risposta coerente alle sfide che attualmente si pongono. I 20 Punti si articolano attorno a quattro verbi — accogliere, proteggere, promuovere e integrare — che sintetizzano la risposta alle «sfide poste alla comunità politica, alla società civile e alla Chiesa» (Discorso ai partecipanti al Forum Internazionale «Migrazioni e Pace», 21 febbraio 2017), dal fenomeno migratorio oggi.

Molti dei principi dichiarati e delle misure suggerite nei 20 Punti di Azione coincidono con le dichiarazioni che organizzazioni della società civile hanno sottoscritto con l’intento di contribuire al processo avviato dalle Nazioni Unite in vista dei Patti Globali. Sono inoltre notevoli le coincidenze di principio e di misure tra i 20 Punti e i testi finali degli stessi Patti.

Al di là dei loro limiti, che la Santa Sede non ha mancato di segnalare, e della loro natura non vincolante, i Patti Globali costituiscono «un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche» (Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2018, 13 novembre 2017). Come per qualunque azione di portata mondiale, l’attuazione delle raccomandazioni e dei suggerimenti contenuti nei Patti Globali richiede il coordinamento degli «sforzi di tutti gli attori, tra i quali, potete starne certi, ci sarà sempre la Chiesa» (Discorso ai partecipanti del Forum Internazionale su “Migrazioni e Pace”, 21 febbraio 2017). A tal fine spero di poter contare sulla collaborazione di tutti voi e delle organizzazioni che rappresentate in questo forum.

La stessa collaborazione è richiesta per migliorare gli accordi bilaterali e multilaterali nell’ambito migratorio, e che questi siano sempre a maggiore beneficio di tutti: migranti, rifugiati, sfollati, le loro famiglie, le loro comunità di origine e le società che li accolgono. Ciò si può ottenere solo in un dialogo trasparente, sincero e costruttivo tra tutti gli attori, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ognuno.

Vorrei cogliere questa occasione per incoraggiare le organizzazioni della società civile e i movimenti popolari a collaborare alla diffusione massiva di quei punti dei Patti Globali che mirano alla promozione umana integrale dei migranti e dei rifugiati — come pure delle comunità che li accolgono —, evidenziando le buone iniziative proposte. Le stesse organizzazioni e movimenti sono invitati a impegnarsi per promuovere una ripartizione di responsabilità più equa nell’assistenza ai richiedenti asilo e ai rifugiati. La loro azione è inoltre determinante per individuare prontamente le vittime della tratta, compiendo tutti gli sforzi necessari per liberarle e riabilitarle.

Chiedo infine l’intercessione della Vergine Maria, con il titolo di Nostra Signora di Guadalupe, affinché vi custodisca e vi sostenga con il suo aiuto materno nelle vostre attività a favore dei migranti, rifugiati e sfollati.

Dio benedica il vostro lavoro nei prossimi giorni.
FRANCESCO
Vaticano, 26 ottobre 2018