Martedì 5 marzo 2019
E non solo a quella del sole, che prolunga la sua sosta fra noi, ma anche a quella di iniziative che “illuminano” la nostra comune umanità. Iniziative molteplici e diffuse fioriscono attorno all’8 marzo: dedicano particolare attenzione alle donne, ancora troppo gravate in famiglia dal prezioso servizio di cura e ancora troppo vergognosamente discriminate nel lavoro retribuito.

Il mese è scandito da manifestazioni, spettacoli ed eventi animati dalle donne … e anche da uomini che le sostengono. Celebrano una “comune umanità” in attesa di completo riconoscimento.

Il 19 marzo scandisce la festa del papà: occasione per riflettere sulla paternità di oggi, in tutte le sue articolazioni e potenzialità. Altro appuntamento di umano riconoscimento.

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, in Italia marca la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: quest’anno la celebrazione nazionale si svolge a Padova, per denunciare ogni mafia e il carico di annientamento che essa diffonde.

A livello mondiale, il 21 marzo scandisce la Giornata mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, fissata dall’Onu a ricordo del massacro di Sharpeville, perpetrato nel 1960 dalla polizia sudafricana su coloro che protestavano pacificamente contro leggi razziste. La discriminazione razziale, come quella di genere e come ogni altra forma di discriminazione, avvolge di tenebra e morte la nostra “comune umanità”.

Il 24 marzo ricorre la Giornata di preghiera e digiuno in memoria di missionari e missionarie martiri. Ricorda monsignor Oscar Romero, assassinato nel 1980 per aver denunciato la violenza di Stato in Salvador. Insieme a lui, si celebra una moltitudine di uomini e donne che hanno pagato di persona il loro impegno a difesa della dignità di ogni vita.

In ogni religione, e non solo, fa risuonare un invito alla responsabilità: «Per amore del mio popolo non tacerò!».

A livello personale e sociale, questi appuntamenti del mese che fa spazio alla luce sono occasioni per coltivare la giustizia e il “bene comune”.

A me e a te trovare dove e come celebrarli in modo concreto e solidale: la convivialità pacifica e coraggiosa dissolve con efficacia le tenebre della discriminazione.

Preferiamo non parlare di “fratellanza umana”, perché questo termine, pur connotato da tanta armonia, ha la sua radice nei “fratelli” maschi e ignora il contributo essenziale delle “sorelle” femmine.

Questo è il tempo di adottare un linguaggio inclusivo, che osi illuminare tutto ciò che della nostra comune umanità è stato finora relegato nell’ombra.
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