Martedì 5 marzo 2019
Ampliato e ristrutturato l’Ospedale pediatrico del Centrafrica. Dopo due anni e mezzo di lavori l’inaugurazione con il presidente della Repubblica Touadéra, l’elemosiniere pontificio Krajewski, la presidente Enoc. La collaborazione del Bambino Gesù con Cuamm, ACF e Humanitas.

Nell’inaugurazione del centro per il trattamento della malnutrizione per i bambini a Bangui

Una sintesi della teologia della misericordia

Il magistero di Papa Francesco, dal punto di vista della teologia della misericordia, ha trovato una straordinaria sintesi in quanto è avvenuto sabato mattina nella capitale centroafricana, Bangui. Dopo due anni e mezzo di lavori è stato infatti inaugurato il Centro per il trattamento della malnutrizione per i bambini, nell’ambito dell’unico ospedale pediatrico, per l’occasione ristrutturato, della Repubblica Centrafricana, uno dei paesi a più basso indice di sviluppo umano al mondo (187° su 188).

La presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, e l’elemosiniere pontificio, cardinale Konrad Krajewski, hanno tagliato il nastro del presidio ospedaliero ristrutturato e ampliato per volontà di Papa Bergoglio che l’aveva visitato in occasione dell’apertura della Porta santa del Giubileo della misericordia nel 2015. Le parole del Santo Padre sono risuonate sabato mattina, attraverso un videomessaggio, nel quale ha manifestato l’augurio che l’ospedale «possa diventare un centro di eccellenza, dove i bambini possano trovare risposta e sollievo alle loro sofferenze con tenerezza e amore».

All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il nunzio apostolico nella Repubblica Centrafricana, Santiago De Wit Guzmán; il precedente nunzio a Bangui e attuale nunzio in Messico, Franco Coppola; il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra, il ministro della Salute Pierre Somsé, il sindaco di Bangui, Blaise Nakombo, il comandante della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani, e il direttore di Medici con l’Africa Cuamm, don Dante Carraro. La cerimonia è stata segnata dalla commozione dei presenti per il conferimento, da parte del presidente della Repubblica Centrafricana, dell’onorificenza di commendatore per meriti speciali alla signora Enoc e del titolo di ufficiale per gli stessi meriti alla sue due strette collaboratrici Ombretta Pasotti e Marta Brancaleoni.

La Repubblica Centrafricana, è bene rammentarlo, è stata sconvolta da violenti conflitti civili interni, l’ultimo dei quali scoppiato nel 2013, con effetti devastanti sulla popolazione locale, in particolare i bambini. Ma al di là della narrazione, è importante sottolineare che quanto è avvenuto a Bangui, alla prova dei fatti, ha attualizzato i fondamentali del pensiero del Pontefice, all’insegna della periferia, locus per eccellenza della missione. Come sottolineato dallo stesso Papa Francesco nel suo videomessaggio per l’occasione, «la prima cattedrale ad aprirsi per l’Anno santo nel 2015 è stata quella della capitale centroafricana e non quella di San Pietro». E il Santo Padre — ha commentato il cardinal Krajewski — «in nome della misericordia, non ha mai lasciato questo Paese», dimostrando «di essere dichiaratamente dalla parte dei poveri». Ecco che allora non solo la Porta santa a Bangui è rimasta sempre spalancata come segno di accoglienza incondizionata, ma la Chiesa centroafricana ha fatto la scelta d’essere con gli ultimi, coloro che sopravvivono nei bassifondi della storia. Si tratta evidentemente di un “mondo capovolto” all’insegna delle Beatitudini, che trovò la sua primigenia inspiratio nella visita che Papa Francesco fece all’ospedale pediatrico di Bangui quando durante il suo viaggio giubilare, nel novembre del 2015, incontrò numerosi bambini in grave stato di denutrizione, ricoverati sotto delle tende. «Un’esperienza straziante» confessò alla Enoc il Papa che, attraverso il coinvolgimento dell’ospedale Bambino Gesù, della sua fondazione, unitamente con Medici con l’Africa Cuamm e Azione contro la fame, ha destinato al progetto di Bangui tre milioni di euro delle donazioni a lui pervenute in diverse occasioni. A questi fondi si è aggiunta la somma di 750 mila euro ricavati da varie iniziative di solidarietà promosse dalla Gendarmeria vaticana e un’altra donazione di una parrocchia di Novara (circa un milione di euro). Tutto nella cristiana certezza che, come leggiamo negli Atti, nella vita c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
[L’Osservatore Romano, martedì 5 marzo 2019]

Bambino Gesu’:
Apre a Bangui il centro per i bambini malnutriti voluto da Papa Francesco

Ampliato e ristrutturato l’Ospedale pediatrico del Centrafrica. L’inaugurazione con il presidente della Repubblica Touadéra, l’elemosiniere pontificio Krajewski, la presidente Enoc. La collaborazione del Bambino Gesù con Cuamm, ACF e Humanitas.

«Mi auguro che possa diventare un centro di eccellenza, dove i bambini possano trovare risposta e sollievo alle loro sofferenze con tenerezza e amore. Non dimentico!». Un videomessaggio di papa Francesco ha aperto oggi a Bangui la cerimonia di inaugurazione del nuovo “Centro per la renutrizione terapeutica per i bambini malnutriti” e dell’edificio ristrutturato del Complexe pediatrique, l’ospedale pediatrico della capitale centrafricana.

Dopo due anni di lavori la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc, e l’elemosiniere pontificio, cardinale Konrad Krajewski, hanno tagliato questa mattina il nastro della struttura della Repubblica Centrafricana ristrutturata e ampliata con il sostegno dell’Ospedale pediatrico romano secondo il desiderio di papa Francesco che l’aveva visitata in occasione dell’apertura della Porta Santa del Giubileo della Misericordia nel 2015. All’inaugurazione erano presenti il nunzio apostolico nella Repubblica Centrafricana, Santiago De Wit Guzmán; il precedente nunzio a Bangui e attuale nunzio in Messico, Franco Coppola; il presidente della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadéra, il ministro della salute Pierre Somsé, il sindaco di Bangui, Blaise Nakombo, il comandante della Gendarmeria vaticana, Domenico Giani e il direttore di Medici con l’Africa Cuamm, don Dante Carraro.

IL COMPLEXE PEDIATRIQUE
Il Complexe Pédiatrique di Bangui è l’unico ospedale pediatrico della Repubblica Centrafricana, uno dei Paesi a più basso indice di sviluppo umano al mondo (187° su 188). Il violento conflitto civile scoppiato nel 2013 ha ulteriormente peggiorato la condizione della popolazione e, in particolare, dei bambini. Secondo i dati OMS il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni è del 17% e sotto il 1° anno di vita è dell’11%; la percentuale di bambini che soffre di insufficienza ponderale è del 28,3%. I pazienti che accedono al pronto soccorso del Complexe Pédiatrique sono nell’80% casi urgenti e il 20% di questi richiedono ricoveri per cure continuative. Ogni anno la struttura cura 70 mila bambini in urgenza di cui 17 mila vengono ammessi per continuare le cure mediche e chirurgiche. Malaria, diarrea, infezioni respiratorie, HIV e tubercolosi sono alcune delle malattie più frequenti nell’infanzia assieme alla malnutrizione.

UNA PROMESSA MANTENUTA
«Non dimentico! – ha detto papa Francesco nel videomessaggio inviato per l’inaugurazione del 2 marzo – Conservo nel cuore gli occhi di dolore dei tanti bambini malnutriti che ho incontrato nella breve visita all’ospedale in occasione del viaggio nel vostro Paese». L’ospedale, la cui costruzione risale agli anni ’80 e investito nel corso del tempo da numerosi eventi dannosi, aveva urgente necessità di interventi di ristrutturazione. Quando papa Francesco lo aveva visitato alla fine di novembre del 2015 per aprire a Bangui il Giubileo della Misericordia numerosi bambini in grave stato di denutrizione erano ricoverati sotto delle tende. Bergoglio si è rivolto al “suo” ospedale pediatrico di Roma per un intervento con l’obiettivo di ridurre la mortalità e morbilità infantile attraverso la riabilitazione degli spazi infrastrutturali, la fornitura di materiali necessari alla cura, il supporto alla gestione e alla formazione del personale medico. Il pontefice ha destinato a questo progetto 3 milioni di euro delle donazioni a lui pervenute in diverse occasioni. A questi fondi si è aggiunta la somma di 750 mila euro ricavate da varie iniziative di solidarietà promosse dalla Gendarmeria vaticana a favore di Bangui e un’altra donazione di una parrocchia di Novara (circa 1 milione di euro).

L’IMPEGNO DELL’OSPEDALE BAMBINO GESU’
In accordo con le autorità centrafricane e in collaborazione con la nunziatura apostolica a Bangui, l’Ospedale Bambino Gesù ha avviato nel maggio 2016 alcuni interventi urgenti per consentire un dignitoso funzionamento del Complexe Pédiatrique e la continuità delle cure. Per prima cosa sono state rimosse le tende dove erano ricoverati i bambini malnutriti; quindi si è provveduto all’acquisto di un generatore e di un trasformatore di corrente, di due autoclavi per assicurare la sterilità delle sale operatorie, all’attivazione della rete fognaria, alla ristrutturazione dell’aula biblioteca dell’Ateneo per la formazione a distanza e all’assunzione di 16 medici generici. In seguito sono stati realizzati i seguenti interventi:

Ristrutturazione dei 4 reparti dell’edificio principale dell’ospedale con 193 posti letto compresa la dotazione degli arredi e delle attrezzature e l’acquisto dei materiali sanitari e dei farmaci necessari.

Costruzione del nuovo Centro per la re-nutrizione terapeutica dei bambini malnutriti di 80 posti letto che diventa parte integrante dell’Ospedale pediatrico esistente.

Integrazione allo stipendio per 80 persone assunte dall’ospedale tra medici e infermieri.

Formazione a distanza sulle specificità pediatriche per il personale sanitario, gli studenti di medicina e gli specializzandi.

Sovvenzionamento di borse di studio per medici per scuole di specializzazione all’estero (attualmente sono attive 3 borse di studio in chirurgia pediatrica e anestesia in paesi limitrofi alla Repubblica Centrafricana)

Stage di perfezionamento in Italia per neo-specializzati e professori della Facoltà di medicina di Bangui (attualmente 2 specializzande in anatomia patologica stanno frequentando uno stage formativo di 6 mesi al Bambino Gesù)

Trasferimento al Bambino Gesù di bambini centrafricani che necessitano di interventi chirurgici appropriati non eseguibili nella Repubblica Centrafricana (ad oggi 19 sono stati curati a Roma).

La ristrutturazione del Complexe Pédiatrique e la costruzione del nuovo Centro per i bambini malnutriti (l’apertura del cantiere è avvenuta nel luglio 2017), sono stati affidati, tramite un bando di gara, all’impresa locale Le Prevost & Cie. La direzione lavori è stata svolta dall’architetto, Abdou Ousman, di Bangui.

LA COLLABORAZIONE CON MEDICI CON L’AFRICA CUAMM E ACF
Per assicurare la continuità nel tempo del sostegno all’Ospedale Pediatrico al fine di restituirne la gestione alla Direzione della struttura dopo le fasi più acute della guerra civile che ha interessato il Paese, il Bambino Gesù, in accordo con il Ministero della Salute della Repubblica Centrafricana, ha siglato un accordo di collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm. L’intervento è partito il 1° luglio 2018 con l’obiettivo, in collaborazione con la Commissione Europea, la Cooperazione Italiana e l’organizzazione umanitaria ACF (Azione contro la fame), di sostenere il Complesso Pediatrico, affiancando il personale locale che è già impegnato nella struttura. L’intervento del Cuamm è indirizzato a “rivitalizzare” gli organi di gestione organizzativa, amministrativa e clinica attraverso assistenza tecnica ai diversi livelli.

Il team presente a Bangui è composto da 8 persone: 1 medico capoprogetto, che si occupa della gestione complessiva dell’intervento; 1 chirurgo; 1 pediatra; 3 infermieri; 1 amministrativo di progetto e 1 amministrativo locale. Gli operatori di Azione contro la fame a Bangui opereranno, nell’ambito del progetto di accompagnamento del personale sanitario locale del Complexe Pédiatrique, nel Centro di renutrizione per la cura della malnutrizione severa dei piccoli pazienti.

LA COLLABORAZIONE CON HUMANITAS
In base a un accordo siglato con l’Università di Bangui e con il ministero competente (l’ospedale pediatrico di Bangui è ospedale universitario) il Bambino Gesù si è impegnato ad offrire un servizio di formazione universitaria, sia con delle sessioni nella capitale centrafricana di propri specialisti che attraverso un sistema di didattica a distanza. La formazione ha riguardato nel 2018 gli specializzandi di Pediatria ma si allargherà nel corso del 2019 al corso di laurea di Medicina. Per superare le difficoltà riguardo al numero delle docenze necessarie e alle barriere linguistiche (l’unica lingua occidentale parlata comunemente nel Paese è il francese) il Bambino Gesù ha sottoscritto un accordo ufficiale con l’Università Humanitas di Milano che contribuirà con la presenza di docenti sia in loco che a distanza, sia per il corso di specializzazione in Pediatria sia per il corso di Medicina.

ALL’INIZIO DEL 150° ANNIVERSARIO
«Sono particolarmente contenta – ha affermato la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc – che l’inaugurazione del nuovo Centro di Bangui avvenga qualche giorno prima del “compleanno” del nostro ospedale che il prossimo 19 marzo festeggerà i 150 anni dalla fondazione. Le radici sono importanti perché consentono a un albero di crescere dritto e robusto e di aprire verso il futuro nuovi rami e nuove gemme. Il futuro dell’Ospedale Bambino Gesù è costituito dalla ricerca scientifica per dare un nome a malattie ancora senza diagnosi e cura e dalla condivisione della conoscenza che abbiamo raggiunto a livello clinico e scientifico. E’ quello che continueremo a fare nell’ospedale di Bangui, negli altri 9 paesi del mondo con cui abbiamo progetti di collaborazione e formazione e dovunque ci chiederanno di metterci a servizio di bambini sofferenti».
[Zenit]

“Non dimenticate:
chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto!”

Videomessaggio del Santo Padre Francesco in occasione dell’inaugurazione a Bangui, in Centrafrica, del nuovo centro sanitario dell’Ospedale Bambino Gesù.

L’elemosiniere pontificio, l’Em.mo Card. Konrad Krajewski, inaugura oggi a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, il nuovo Centro sanitario specializzato nella terapia per i bambini malnutriti e l’edificio ristrutturato del Complexe pediatrique dell’ospedale pediatrico della capitale. Il nuovo Centro e l’area ristrutturata, realizzata per volontà di Papa Francesco, è stata sostenuta anche da varie iniziative di solidarietà e di raccolta fondi, e affidata completamente alla progettazione e cura dell’Ospedale Bambino Gesù. Presenti alla cerimonia di inaugurazione: il Presidente del Bambino Gesù, dott.ssa Mariella Enoc; il Nunzio Apostolico della Repubblica Centrafricana, S.E. Mons. Santiago De Wit Guzmán; il Presidente della Repubblica Centrafricana, S.E. il Signor Faustin-Archange Touadéra, e altre autorità politiche. Pubblichiamo di seguito il Videomessaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato in occasione dell’evento:

Videomessaggio del Santo Padre

Cari amici dell’Ospedale Pediatrico di Bangui,
con gioia saluto tutti voi nella festosa occasione dell’inaugurazione della nuova struttura sanitaria dedicata proprio ai bambini della Repubblica Centrafricana. Questa sede nasce con il sostegno dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”, impegnato fin dalla primavera del 2016 nella formazione del personale medico e non solo. Mi auguro che possa diventare un centro di eccellenza, dove i bambini possano trovare risposta e sollievo alle loro sofferenze, con tenerezza e amore.

Non dimentico! Conservo nel cuore gli occhi di dolore dei tanti bambini malnutriti che ho incontrato nella breve visita all’ospedale in occasione del viaggio nel vostro Paese. E Ricordo ancora le parole della dottoressa che mi era accanto: «Questi nella maggior parte moriranno, perché hanno la malaria, forte, e sono malnutriti». L’ho sentito io. No, questo non deve più accadere! La sofferenza dei bambini è senza dubbio la più dura da accettare. Il grande Dostoevskij poneva la domanda: “Perché soffrono i bambini?”. Tante volte mi chiedo la stessa cosa: perché soffrono i bambini? E non trovo spiegazione. Solo guardo il Crocifisso e invoco l’amore misericordioso del Padre per tanta sofferenza. Questa struttura che oggi viene inaugurata è un segno concreto di misericordia, che trova la sua origine nell’Anno Santo che ho voluto aprire in anticipo — il 29 novembre 2015 — proprio a Bangui.

La prima porta di una cattedrale ad aprirsi è stata quella di Bangui, non quella di San Pietro. È stato un gesto che il Signore ha ispirato. Varcando la Porta Santa della Cattedrale, affermavo: «Bangui diventa la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre. Tutti noi chiediamo pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore». Mi piace pensare che quella Porta Santa sia ancora aperta e che il fiume di misericordia doni linfa vitale a questo Ospedale Pediatrico e a tutti coloro che vi lavoreranno. Ricordate sempre: «Esistono tanti segni concreti di bontà e di tenerezza rivolti ai più piccoli e indifesi, ai più soli e abbandonati. Esistono davvero dei protagonisti della carità che non fanno mancare la solidarietà ai più poveri e infelici» (Lett. ap. Misericordia et Misera, 17). Perciò incoraggio tutti voi a svolgere la vostra opera di cura dei bambini, spinti dalla carità, pensando sempre al «buon samaritano» del Vangelo: siate attenti alle necessità dei vostri piccoli pazienti, chinatevi con tenerezza sulle loro fragilità, e in loro possiate vedere il Signore. Chi serve i malati con amore serve Gesù che ci apre il Regno dei cieli. Questo Ospedale ricorda a tutti noi che quello che stiamo vivendo «è il tempo della misericordia perché quanti sono deboli e indifesi, lontani e soli possano cogliere la presenza di fratelli e sorelle che li sorreggono nella necessità» (ibid., 21).

Cari fratelli e sorelle, esercitando la vostra professione medica, siate artigiani di misericordia! Un deferente saluto rivolgo al Signor Presidente Faustin-Archange Touadéra. Saluto anche il Nunzio Apostolico mons. Santiago De Wit Guzmán e la Presidente dell’Ospedale Bambino Gesù, Signora Mariella Enoc, che tanto si è spesa per quest’opera. E un saluto al Cardinale Konrad [Krajewski], che rende presente nel mondo la carità del Papa. Chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio. Non dimenticate: chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto! Possa questo nuovo Ospedale diventare modello e punto di riferimento per tutto il Paese. Ricordate: nell’ammalato c’è Cristo e nell’amore di chi si china sulle sue ferite c’è la via per incontrarlo! Vi benedico! E per favore, non dimenticatevi di pregare per me! Grazie.
[Zenit]