Giovedì 7 marzo 2019
Roraima, attualmente, è un luogo di contraddizioni e sfide che il contesto politico sfavorevole, nazionale e internazionale, presenta alla missione comboniana in Brasile. Quasi la metà della popolazione di Roraima è indigena. I popoli Macuxi, Wapichana, Turepang, Wai Wai, Patamona e Yanomami sono molto ben organizzati. Vari indigeni sono professionalmente qualificati e preparati: medici, infermieri, avvocati, molti insegnanti con istruzione superiore.

Tutti i popoli indigeni, così come noi comboniani, sono molto preoccupati per le dichiarazioni e le prime azioni del governo federale del Brasile. Il presidente Jair Bolsonaro ha dichiarato che nessun centimetro di terra sarà assegnato alla comunità indigena e agli afrodiscendenti. La nostra comunità comboniana assiste una regione già riconosciuta ufficialmente come terra indigena, ma anche un’altra non ancora riconosciuta, presa di mira da molti fazendeiros installati nelle vicinanze. Noi ci impegniamo – e questo è parte della nostra pastorale – assieme alla pastorale indigenista di Roraima, nella difesa dei diritti degli indigeni e nella tutela dei loro territori.

In questi giorni, sta aumentando la violenza al confine tra Venezuela, Colombia e Brasile. Le organizzazioni e i movimenti sociali di Boa Vista seguono con apprensione questi fatti e si stanno organizzando in base ai diversi scenari possibili. Il fatto che maggiormente ci preoccupa è la decisione del Gruppo di Lima di aumentare ulteriormente le misure di embargo commerciale nei confronti del Venezuela.

Popoli indigeni di Roraima, Brasile (Survival International).

Intanto, negli ultimi mesi è continuato il flusso di migranti attraverso la frontiera con il Brasile. La maggior parte di loro rimane per molto tempo a Boa Vista. Abbiamo iniziato a collaborare con l’assistenza ai venezuelani nei luoghi di accoglienza della città, anche a sostegno degli indigeni Waraos; ma ora questi luoghi di accoglienza vengono amministrati dall'esercito e non abbiamo la possibilità di entrare.

La Caritas sta facendo un servizio prezioso per i migranti: il progetto "Cammini di Solidarietà” facilita il flusso dei migranti verso l’interno del Brasile, col sostegno di diverse diocesi e parrocchie del paese, disposte ad accogliere venezuelani per un periodo di inserimento di 2-4 mesi. È un segno importante di solidarietà e di speranza. La comunità comboniana offre assistenza spirituale e supporto sanitario ed è disponibile per le emergenze. Abbiamo messo a disposizione anche la nostra casa e fatto una ristrutturazione, costruendo due piccole stanze e un bagno che sono già servite per accogliere qualche venezuelano, per un breve periodo.

Possa l'intercessione di san Daniele Comboni aiutare la nostra missione, che è sempre in sintonia con la sua eredità missionaria.