Lunedì 8 luglio 2019
Nel videomessaggio per l’intenzione di preghiera del mese di luglio, realizzato dalla Rete mondiale di preghiera del Papa, Francesco invita gli amministratori della giustizia ad operare con integrità e a seguire l'esempio di Gesù.

“Preghiamo perché tutti quelli che amministrano la giustizia operino con integrità, e perché l’ingiustizia che attraversa il mondo non abbia l’ultima parola”. Queste le intenzioni di preghiera di Papa Francesco per il mese di luglio 2019, dedicata ai magistrati, i tribunali, i giudici e gli avvocati che amministrano la giustizia in tutto il mondo. “Dai giudici dipendono decisioni che influiscono sui diritti e sui beni delle persone”, afferma il Papa nel video realizzato dalla Rete mondiale di preghiera, e “la loro indipendenza deve tenerli lontani dal favoritismo e dalle pressioni che possono contaminare le decisioni che devono prendere”.
[Vaticannews.va]

“I giudici devono seguire l’esempio di Gesù, che non negozia mai la verità”

Lottare contro un sistema ingiusto

Padre Fèderic Fornos, direttore internazionale della Rete mondiale di preghiera, ricorda che proprio di recente il Papa, rivolgendosi al vertice dei giudici panamericani, è intervenuto sulla “battaglia asimmetrica ed erosiva che affrontano molti giudici”. “La difesa o la priorizzazione dei diritti sociali su altri tipi di interesse”, aveva detto loro il Papa, “vi porterà a scontrarvi non solo con un sistema ingiusto, ma anche con un potente sistema comunicazionale del potere, che distorcerà spesso la portata delle vostre decisioni, metterà in dubbio la vostra onestà e anche la vostra probità, possono addirittura farvi un processo”.

Una virtù non occasionale

La giustizia, aveva ribadito il Papa all’Associazione nazionale magistrati italiana, è infatti una virtù da indossare sempre, non “un vestito occasionale” che si usa “solo per andare alle feste”. In questo senso è fondamentale il ruolo dei professionisti della giustizia nell’evitare di far emergere “un terreno di coltura dell’illegalità” a causa del contesto sociale.

Il fenomeno maligno della corruzione

In particolare, si legge nelle intenzioni della Rete mondiale di preghiera, “il fenomeno maligno della corruzione della giustizia influisce sulla coesistenza pacifica e prospera tra persone e nazioni e il Papa è preoccupato per come questo provoca ferite nel tessuto sociale”. Citando la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione del 2004, infatti, “l’integrità della giustizia è una delle vittime principale del flagello della corruzione, che colpisce con forza i più poveri, visto che alimenta la disuguaglianza”.

Padre Fornos: così nascono le intenzioni di preghiera del Papa

C'è bisogno di pregare per trasformare il nostro cuore e perché la Chiesa possa essere vera missionaria nel mondo. Ai fedeli, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa ogni mese suggerisce un'intenzione particolare su cui concentrarsi. Quella di gennaio è rivolta alla prossima GMG.

Non ci può essere vita cristiana autentica e una missione efficace della Chiesa senza la preghiera. Per questo a tutti i fedeli del mondo arriva puntuale e prezioso, mese per mese, l’invito di Francesco a pregare per una sua intenzione scelta in collaborazione con la Rete Mondiale di Preghiera del Papa, l’Opera pontificia costituita nel marzo del 2018 come esito della riforma dell’Apostolato della Preghiera iniziata nel 2014.

Padre Fornos al lavoro con Papa Francesco

Direttore internazionale della Rete è dal 2016 il padre gesuita Fredéric Fornos che ieri è stato ricevuto da Papa Francesco. Al centro dell’udienza la scelta delle intenzioni di preghiera del prossimo anno, mentre per il 2019 tutto il materiale che servirà a diffondere dovunque i messaggi del Papa, anche attraverso il linguaggio del video, è già pronto. In relazione all'ormai prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, l’intenzione suggerita per il mese in corso: “Per i giovani, specialmente quelli dell’America Latina, perché seguendo l’esempio di Maria, rispondano alla chiamata del Signore per comunicare al mondo la gioia del Vangelo".

C'è bisogno di tempo per pregare?

Che la preghiera sia fondamentale per la Chiesa lo si è visto anche quando, lo scorso ottobre, Papa Francesco ha invitato tutti i fedeli alla recita quotidiana del Rosario per chiedere a Maria e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo che mira sempre a dividere la comunità cristiana. Un invito che, conferma ai nostri microfoni padre Fornos, ha visto una grande adesione in tutto il mondo. Ma è necessario avere tempo per pregare? Come è possibile trovarlo in mezzo a giornate spesso frenetiche? Secondo il direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, più che di tempo, c’è bisogno di regolarità: prendere un momento, sempre lo stesso, tutti i giorni, anche solo 5, 10 minuti, per fermarsi, fare silenzio e stare a contatto con il Signore. Questo può bastare per trasformare il nostro cuore. 

Le intenzioni di preghiera frutto di lungo discernimento

Ma come avviene la scelta delle intenzioni di preghiera di ogni mese e come si pone il Papa di fronte a questo compito? Fresco del lavoro fatto ieri insieme con Francesco, padre Fornos ci descrive il percorso compiuto:

R. - In realtà è un lungo processo perché riceviamo da tutta la Rete Mondiale di Preghiera del Papa suggerimenti per le sfide dell’umanità e per la missione della Chiesa. I suggerimenti arrivano anche dai Dicasteri, dalle Congregazioni, dai diversi Consigli, che sono qui in Vaticano. Con tutte queste proposte su ciò che ciascuno può sentire nel mondo come sfide per la missione della Chiesa, si fa un gruppo internazionale di discernimento, che sceglie quelle che sembrano le più importanti così da mobilitare tutta la Chiesa nella preghiera. Dopo di questo facciamo una bozza per il Santo Padre, che si prende del tempo per pregare, per riflettere su questi suggerimenti. Alla fine ci incontriamo – come è accaduto ieri – e il Santo Padre dice quello che ritiene e come esprimere e presentare le sue intenzioni. È molto semplice: prendiamo un foglio e lui scrive. E' dunque un lungo processo che sarà portato a termine verso fine gennaio. All’inizio di febbraio l‘Osservatore Romano pubblicherà ufficialmente le intenzioni del Santo Padre per il 2020. Queste intenzioni verranno tradotte in molte lingue e diffuse, mese per mese, attraverso un videomessaggio del Papa.

A proposito della forza della preghiera, nell'ottobre scorso, Papa Francesco ha chiesto a tutti i fedeli di pregare per proteggere la Chiesa dal demonio. Voi avere ricevuto degli echi di questo invito?

R. - Sì, certo. Quando il Santo Padre ci ha chiesto di lanciare questa campagna di preghiera per il mese di ottobre  - pregare il Santo Rosario ogni giorno - abbiamo preparato non solo il materiale digitale - quindi  la piattaforma di preghiera “Click to pray” e il videomessaggio del Papa  - ma anche materiali per le parrocchie del mondo intero. Ha avuto una ripercussione molto grande: milioni di persone hanno utilizzato questo materiale per pregare in quel mese. Penso che questo abbia contribuito anche alla creazione di un clima favorevole per il Sinodo dei vescovi con i giovani. Come il Santo Padre aveva detto, bisognava pregare per l’unità della Chiesa, contro tutto quello che ci divide, trovando in noi stessi complicità, convivenze con il male: non si può uscire da tutto questo senza una conversione personale. E questo è anche ciò che Francesco ha detto nella Lettera ai suoi fratelli vescovi degli Stati Uniti: non si può cambiare, lottare contro gli abusi di potere, di coscienza, abusi sessuali unicamente con una migliore organizzazione, con nuovi protocolli. Non è solo una questione di organizzazione, ma è anche un’esigenza di conversione personale. E solo il Signore, con la preghiera, può cambiare il nostro cuore.

Francesco parla spesso della preghiera, di come lui prega. Tante volte ha detto che pregare è mettersi davanti a Dio, semplicemente. A chi dicesse: “Ma io non ho tempo”, lei cosa potrebbe dire?

R. - Penso che abbiamo sempre il tempo di fare molte altre cose. È una questione di decisioni. Abbiamo sempre il tempo per leggere un libro, un giornale o guardare un film. Il tempo c’è sempre. Molte volte non bisogna pensare che la preghiera richieda moltissimo tempo. Ciò che è importante è dedicare un momento ogni giorno: come la goccia di acqua che cade sulla pietra, cadendo, cadendo, sempre in maniera regolare finisce per trasformare la pietra stessa. Così accade con la preghiera: quando viene fatta ogni giorno, anche solo per dieci minuti o cinque minuti, ma veri e di vicinanza al cuore del Signore, allora questo ci aiuta a trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne. Per questo abbiamo lanciato - specialmente per i giovani - la piattaforma di preghiera del Papa, che si chiama “Click to pray”. Qui ci sono tre momenti di preghiera ogni giorno da 1 minuto, ma sono sessanta secondi di silenzio per ascoltare la Parola, per rimanere vicini al cuore del Signore. Questo può già iniziare la nostra trasformazione.
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