Avvento: tempo propizio per la Missione
P. Romeo Ballan

I Domenica di Avvento (B)

Avvento: tempo propizio per la Missione
P. Romeo Ballan

Isaia  63,16-17.19; 64,1-7
Salmo  79
1Corinzi  1,3-9
Marco  13,33-37

 

Riflessioni
All’inizio del nuovo anno liturgico, la Chiesa lancia un forte invito alla vigilanza e alla speranza, che sono atteggiamenti caratteristici del tempo di Avvento. Nel nuovo ciclo, che oggi comincia, sarà soprattutto l’evangelista San Marco ad offrirci, domenica dopo domenica, i passi del “Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1). Nel breve passaggio di Vangelo di oggi appare per ben quattro volte il comando di vegliare, come condizione necessaria per incontrare il Signore al momento del suo ritorno (v. 35). L’attesa sarà appagata, non resterà un’illusione. Sarà una venuta a sorpresa, ma certa.

La liturgia ci fa vivere in attesa del Signore che ritornerà, facendoci rivivere efficacemente la Sua prima venuta nel Natale. È questa, infatti, la forza speciale dei sacramenti della Chiesa, che rendono presenti oggi i misteri cristiani che ebbero luogo nel passato. In questo modo, la storia è pienamente recuperata e diventa storia di salvezza nell’oggi di ogni cristiano. Ma ad una condizione: che l’attesa diventi attenzione al Signore che viene; cioè, preparazione paziente di un cuore ben disposto e purificato. San Paolo (II lettura) invita i fedeli di Corinto a vivere in attesa vigilante, mentre “aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo” (v. 7), nella certezza che “degno di fede è Dio”, il quale ci chiama “alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo” (v. 9) e ci renderà “saldi sino alla fine” (v. 8).

Soltanto chi ha coscienza della propria fragilità, personale e comunitaria, e si apre con umile fiducia a Dio, può implorare e ricevere da Lui la salvezza come dono. Ne dà prova il profeta (I lettura) in una delle più appassionate preghiere bibliche, nate nella sofferenza e umiliazione dell’esilio a Babilonia. C’è la coscienza di aver vagato lontano dalle vie del Signore (v. 17), di essere stati ribelli (v. 4), di essere divenuti tutti, per il peccato “come una cosa impura, e come panno immondo… avvizziti come foglie… portati via come il vento… in balia della nostra iniquità” (v. 5-6). Anche in mezzo ad uno squallore così miserabile, il profeta, all’inizio e alla fine della sua preghiera, ha il coraggio di gridare a Dio la sua speranza, invocandolo come Signore, Padre, Redentore (v. 16); lo invita a ritornare per amore dei suoi servi (v. 17), a squarciare i cieli e scendere (v. 19). Finalmente, l’orante si mette come argilla disponibile nelle mani del Padre, che è l’unico capace di plasmarci, di darci nuovamente forma (v. 7). Il Padre è sempre desideroso e felice di ri-crearci, di crearci nuovamente, di farci nuovi.

Il profeta presenta un quadro che rispecchia la situazione attuale dell’umanità, che spesso vaga lontano dalle vie del Signore, immersa nel male e nel peccato, bisognosa di un Salvatore che venga da fuori, perché l’uomo è incapace di salvarsi da solo. Tutti abbiamo bisogno di Qualcuno che ci venga a salvare! Noi cristiani, che già crediamo in Cristo, attendiamo il ritorno del nostro Salvatore Gesù, mentre i non cristiani  –che sono ancora la maggior parte dell’umanità (circa due terzi)–  attendono la Sua venuta, cioè il primo annuncio di Cristo Salvatore. Per tale motivo, l’Avvento è un tempo liturgico assai propizio per risvegliare e rafforzare nei cristiani la coscienza della responsabilità missionaria, dato che l’Avvento ci riporta al tempo “dell’attesa dell’umanità”. Lo raccomandava già il Papa Pio XII nel 1957, invitando alla preghiera e all’impegno missionario. (*) Ce lo ricorda ogni anno, all’inizio dell’Avvento, S. Francesco Saverio, ardente missionario nell’Estremo Oriente e patrono delle Missioni.

Speranza, pazienza, vigilanza… sono atteggiamenti tipici del cristiano, che nell’Avvento si prepara all’incontro  -quotidiano e definitivo-  con il Signore che viene. Vi sono preghiere proprie di questo tempo liturgico, cariche di gioiosa speranza: “Amen. Marana tha! Vieni, Signore Gesù” (Ap 22,20)… “Rivela a noi pellegrini sulla terra il senso cristiano della vita…Ravviva in ognuno di noi il fuoco della missione, perché con gioia sappiamo proclamare al mondo il tuo amore di Padre… Suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene”. Fra queste buone opere ci sono, in primo luogo, quelle indicate da Gesù stesso nella parabola del giudizio finale (cf Vangelo di domenica scorsa): dar da mangiare a chi ha fame, acqua a chi ha sete, vestito a chi ha freddo, accogliere i forestieri, visitare malati e carcerati… Con la certezza che in queste persone bisognose troviamo Cristo stesso che ci viene incontro, perché Lui ci ha detto: “ogni volta che… l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Parola del Papa

(*)  “Desideriamo che per questa intenzione (missionaria) si preghi di più e con un più illuminato fervore… Soprattutto pensiamo al tempo d’Avvento, che è quello dell’attesa dell’umanità e delle vie provvidenziali di preparazione alla salvezza… Pregate dunque, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede, oppure così privi di soccorsi per perseverarvi”.
Pio XII
Enciclica Fidei Donum, 21.4.1957

Sui passi dei Missionari

- 27/11: Iº Domenica di Avvento, tempo missionario per ricordare i popoli che ancora attendono il primo annuncio di Cristo Salvatore.

- 29/11 (e giorni vicini): BB. Edoardo Burden (+1588), Giorgio Errington (+1596) e compagni; S. Cutberto Mayne (+1577), SS. Edmondo Campion (+1581) e compagni; B. Riccardo Langley (+1586) e tanti altri sacerdoti e laici martirizzati in Inghilterra sotto la regina Elisabetta I.

- 29/11: BB. Dionigi Berthelot e Redento Rodríguez, religiosi carmelitani, fatti schiavi e poi martirizzati da musulmani (+1638) ad Aceh (Sumatra, Indonesia).

- 30/11: S. Andrea, apostolo, fratello di Simon Pietro. Predicò il Vangelo in Grecia, ove morì crocifisso.

- 1/12: B. Carlo de Foucauld (1858-1916), sacerdote francese, ucciso a Tamanrasset, nel deserto algerino, da una banda di predoni; è testimone di missione, dialogo e amore all’Eucaristia.

- 1/12: B. Clementina Anuarite Nengapeta (1940-1964), religiosa della Rep. Dem. del Congo, uccisa a Isiro durante la ribellione dei Simba. È martire della castità e del perdono.

- 1/12: Giornata Internazionale della lotta contro l’AIDS-SIDA (istituita dall’ONU-OMS, 1988).

- 2/12: B. Liduina Meneguzzi (1901-1941), religiosa delle Salesie di Padova, missionaria in Etiopia, morta a Dire Dawa.

- 2/12: Ricordo del primo lancio dell’agenzia di stampa missionaria Misna (1997).

- 3/12: S. Francesco Saverio (1506-1552), sacerdote gesuita spagnolo, missionario in India e in Giappone, morto nell’isola di Sancián, alle porte della Cina. È Patrono principale delle Missioni.

- 3/12: Il Papa Gregorio XVI promulgò (1839) una bolla per condannare la tratta degli schiavi e scomunicare coloro che vi partecipano.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”

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