Giovedì 21 febbraio 2019
Promozione del discernimento e degli esercizi spirituali, «priorità per la Chiesa intera»; camminare con gli esclusi, i poveri, i più vulnerabili; accompagnare i giovani verso un futuro pieno di speranza; trovare formule alternative allo sfruttamento della casa comune. Sono le quattro “Preferenze apostoliche universali” della Compagnia di Gesù per il prossimo decennio. [jesuits]

Le preferenze apostoliche universali della Compagnia di Gesù per la missione

Giovani, esclusi, poveri e vulnerabili, e la casa comune

Promozione del discernimento e degli esercizi spirituali, «priorità per la Chiesa intera»; camminare con gli esclusi, i poveri, i più vulnerabili; accompagnare i giovani verso un futuro pieno di speranza; trovare formule alternative allo sfruttamento della casa comune. Sono le quattro “Preferenze apostoliche universali” della Compagnia di Gesù per il prossimo decennio, punti di riferimento individuati al termine di un percorso di discernimento durato due anni e che ha coinvolto tutte le province.

A illustrarle, ieri, il preposito generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal: «Il mondo di oggi pone molte scelte. Siamo in una società secolare in cui è possibile chiedersi in profondità e scegliere liberamente la sequela di Gesù. Dobbiamo aiutare le persone a trovare Gesù e seguirlo nella libertà. In questo gli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola sono strumento privilegiato».

Il lavoro effettuato — si legge sul sito dei gesuiti — è stato presentato a Papa Francesco che, dopo un tempo di preghiera, ha riconsegnato il lavoro al padre generale, come missione per la Compagnia nei prossimi dieci anni. «Un discernimento dinamico, non da biblioteca o laboratorio», ha sottolineato il Pontefice in una lettera indirizzata a padre Sosa Abascal, dove le priorità apostoliche sono «in sintonia con le priorità apostoliche della Chiesa, espresse nel magistero ordinario del Papa, nei sinodi e conferenze episcopali, soprattutto partendo dalla Evangelii gaudium». Fra tutte le preferenze, «capitale» risulta la prima, condizione di base: «Senza questa attitudine orante il resto non funziona», raccomanda Francesco.

Nella lettera di accompagnamento alle preferenze, il preposito generale sottolinea l’importanza di servire i più bisognosi. Occorre «innanzitutto avvicinarsi a loro e promuovere quindi azioni di giustizia sociale per riconciliarci con Dio, gli altri, il creato». Sono ambiti che includono la formazione politica, «con la promozione di organizzazioni sociali impegnate nella ricerca del bene comune, contrastando le disastrose conseguenze delle varie forme di neoliberismo, fondamentalismo e populismo» e il tema degli abusi.

Terzo punto di riferimento è l’accompagnamento dei giovani: «Sono loro stessi ad aiutarci a comprendere meglio il cambiamento di epoca che stiamo vivendo. Diamo spazio alla loro creatività in cui è favorito l’incontro con il Dio della vita, spazio al discernimento percorso per la felicità». Nella quarta preferenza apostolica universale al centro è la questione ambientale: lo sfruttamento del creato — scrive Sosa Abascal — «danneggia i più vulnerabili, come i popoli indigeni costretti a emigrare, agricoltori e abitanti delle periferie urbane, mettendo a rischio la vita delle generazioni future». Occorre promuovere una rinnovata cura della casa comune, uscendo da individualismo e immobilità.

Per la Compagnia di Gesù è urgente una conversione personale e comunitaria. «Ogni priorità comporta la necessità di vivere in prima persona questa tensione e poi con creatività offrire nuovi percorsi e forme di pastorale, davanti alla Croce chiederci come singoli e comunità, riguardo alle preferenze, cosa ciascuno ha fatto per Cristo, cosa sta facendo e cosa deve fare, trasformando così la nostra vita e il nostro servizio», spiega il padre generale, ponendo l’accento non tanto sul contenuto delle preferenze quanto sul lungo processo di discernimento che le ha determinate: «Non si tratta di fare quello che noi vogliamo o determiniamo con il ragionamento, ma di seguire l’ispirazione dello Spirito santo. Questa è la differenza. Noi vogliamo fare la volontà di Dio che non è soltanto essere ben informati e poter fare quello che il nostro ragionamento determina. Discernere in comune ci ha permesso di riprendere quello che chiamiamo la conversione spirituale, poter condividere la nostra vita spirituale, trovare la guida dello Spirito santo in ogni persona, comunità, gruppo impegnato nell’apostolato. È un messaggio, un’offerta. Vogliamo condividere questo tesoro. Il discernimento ci porta a quello che è più umano. Papa Francesco — ricorda Sosa Abascal — ha ribadito più volte che la Chiesa ha bisogno di prendere il discernimento come metodo nelle decisioni grandi e piccole, per servire meglio il mondo».

Per padre Gianfranco Matarazzo, superiore della Provincia euro-mediterranea (Eum), si tratta di una nuova lettura della realtà, fortemente spirituale: «Colgo la complementarità tra le quattro preferenze apostoliche universali, ispirative, e i quattro obiettivi, come tali vincolanti, del piano apostolico della Provincia Eum: formazione ignaziana dei leader apostolici, annuncio del Vangelo alle nuove generazioni, cura dello stile delle comunità apostoliche, ideazione di percorsi di ecologia integrale, in ascolto dei poveri».
[L’Osservatore Romano, giovedì 21 febbraio 2019, p. 6]