Il parroco di Lampedusa: “Tunisini protestano pacificamente, hot spot sovraffollato come sempre”

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Sabato 21 settembre 2019
Continuano gli sbarchi in autonomia a Lampedusa e l'hot spot di Contrada Imbriacola è sovraffollato oltre i 90 posti, ossia la capienza massima prevista. Nel frattempo sul sagrato della parrocchia di San Gerlando un gruppo di tunisini sta protestando pacificamente per il timore dei rimpatri. Parla al Sir don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa.

L’hot spot di Lampedusa “è sovraffollato come sempre. Lì la situazione è sempre precaria. Dovrebbe avere le condizioni per essere accogliente, invece è un luogo chiuso e militarizzato”. Gli sbarchi in autonomia, chiamati erroneamente “fantasma” perché tutte le persone vengono comunque identificate e portate al centro di Contrada Imbriacola, “sono più o meno come le settimane passate, solo che in questo periodo se ne parla di più”.

E’ sorpreso di tanta attenzione mediatica don Carmelo La Magra, parroco di San Gerlando. Davanti al sagrato della sua parrocchia a Lampedusa stanno protestando in queste ore, pacificamente, una ventina di tunisini: hanno in mano dei cartelli con le scritte “Vogliamo solo lavorare”, “Aiutaci a non ritornare in Tunisia”, “Vogliamo vivere solo con dignità come esseri umani”.

Nonostante i continui trasferimenti verso la terraferma l’hot spot di Contrada Imbriacola è sovraffollato perché ieri sono approdati sull’isola con barchini un totale di 171 migranti, che si aggiungono ai 90 già presenti nel centro, ossia la capienza massima prevista. Nelle ultime due settimane sono arrivate in autonomia circa 600 persone partite da Tunisia e Libia e le forze dell’ordine hanno denunciato l’insufficienza dei loro organici rispetto agli interventi quotidiani legati agli sbarchi.

Alcune barche riescono a raggiungere da sole le coste di Lampedusa senza essere intercettate, altre vengono scortate dalla guardia costiera. Intanto la nave Ocean Viking di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere ha salvato ieri altri 73 migranti su una piccola barca sovraffollata a 29 miglia dalle coste libiche ed è in attesa dell’indicazione di un porto sicuro di sbarco, che potrebbe essere Lampedusa.
[Patrizia Caiffa SIR]