Sabato 26 settembre 2020
“Ci troviamo quindi di fronte ad una scelta tra una delle due vie possibili: una porta al rafforzamento del multilateralismo, espressione di una rinnovata corresponsabilità mondiale, di una solidarietà fondata sulla giustizia e nel compimento della pace e l’unità della famiglia umana, progetto di Dio sul mondo; l’altro, dà preferenza a atteggiamenti di autosufficienza, nazionalismo, protezionismo, individualismo e isolamento, tralasciando i più poveri, i più vulnerabili, gli abitanti delle periferie esistenziali. E certamente sarà dannoso per l’intera comunità, causando autolesionismo verso tutti”. Lo sostiene il Papa, nel videomessaggio inviato all’Onu ieri 25 settembre 2020, in cui auspica che quest’ultimo “diventi un laboratorio per la pace sempre più efficace, il che richiede che i membri del Consiglio di Sicurezza, soprattutto quelli Permanenti, agiscano con maggiore unità e determinazione.

A tale proposito, la recente adozione del cessate il fuoco globale durante la crisi attuale, è una misura molto nobile, che richiede la buona volontà di tutti per la sua applicazione costante”. Di qui il nuovo appello alla politica e al settore privato “a adottare le misure adeguate a garantire l’accesso ai vaccini contro il Covid-19 e alle tecnologie essenziali necessarie per assistere i malati”. Se bisogna privilegiare qualcuno, “che sia il più povero, il più vulnerabile”, proprio perché non ha risorse economiche. Sul versante pace e sicurezza, l’altro invito è a “smantellare” la logica della “deterrenza nucleare”, che si basa sulla minaccia del reciproco annientamento.
[M.N. -
SIR]