Comboni Press
La Missione dell'Africa Centrale fu l'obiettivo vocazionale, missionario e carismatico di Comboni, e fu precisamente nella Missione dove si mantiene vivo il carisma fondazionale.
Roma, 3.10.2003

Quando Daniele Comboni fu beatificato il 17 marzo del 1966, nessuno avrebbe potuto immaginare, che appena dopo sette anni e mezzo sarebbe stato canonizzato. Quella data ha fissato un nuovo itinerario nel processo evangelizzatore della chiesa , soprattutto nella chiesa africana. Comunità cristiane in tutto il mondo, uomini e donne che condividono la loro fede con missionari e missionarie comboniani, sono di nuovo in festa. La cura miracolosa di una donna sudanese a Kartum (Sudan), ha reso possibile che la chiesa riconoscesse in questo nuovo miracolo un intervento di Daniele Comboni, proprio in quella stessa città che lo vide morire e di cui egli fu il primo vescovo dell’Africa centrale.
Con la morte di Daniele Comboni il 10 di ottobre del 1881, a 50 anni di età, i missionari hanno reagito prontamente e con determinazione per dar continuità all’opera da lui fondata e seguirne il suo esempio. Don Bonomi (1881) scriveva da Dellen (Sudan) e diceva al P.Sembianti di Verona: “ Con le grazie che il Signore ci da,siamo totalmente decisi a continuare con tutte le nostre forze questa santa opera; là dove non siamo degni di ottenere frutti grandiosi, saremo disposti a soffrire per Gesù Cristo e per la sua gloria”.
Questa era una delle tante risoluzioni che i missionari e le missionarie di Daniele Comboni hanno pronunciato all’apprendere la notizia della sua morte. Non vi era alcun dubbio che vi fosse una ferma decisione di continuare quanto Daniele Comboni aveva cominciato.
Nonostante che l’originalità della missione dell’Africa Centrale non sia esclusivamente del Comboni, infatti prima di lui vi era già stata presenza missionaria, però è del Comboni l’intuizione e l’avvio del Piano per la Rigenerazione dell’Africa. L’opera del Comboni è continuata per la volontà specifica dei suoi missionari e missionarie, e perchè era un’opera di Dio. Nessuno di loro, alla morte del Comboni, propose un’abbandono della missione, al contrario, non solo rimasero ma addirittura un gruppo di loro soffrì l’umiliazione della prigionia nelle mani del capo rivoluzionario mussulmano, il Mahdi.
La Missione dell’Africa Centrale fu l’obiettivo vocazionale, missionario e carismatico di Comboni, e fu precisamente nella Missione dove si mantenne vivo il carisma fondazionale.
Mentre a Verona si preparavano nuovi missionari e missionarie, in Egitto si continuava il lavoro pastorale di evangelizzazione integrale alle piccole comunità cristiane salvate dalla schiavitù; i missionari e le missionarie prigioniere del Mahdi completavano con le loro sofferenze questo sacrificio pasquale di morte e risurrezione della missioni dellAfrica Centrale.
Gli Atti degli Apostoli ci ricordano che: “Dopo averli caricati di percosse li gettarono nella prigione, ordinando al custode di vigilarli con grande cautela... Verso la mezzanotte Paolo e Sila stavano pregando e cantando inni a Dio; i prigionieri li ascoltavano “ ( Atti 16,23-25 ).
Fu in questo contesto di prigionia e sofferenza che sorse il movimento evangelizzatore delle prime comunità cristiane e fu ugualmente in questo ambiente ostile, dove sorse la comunità dei primi missionari che hanno evangelizzato l’Africa Centrale con lo spirito pasquale di un Daniele Comboni che era disposto a dare mille vite affinché la salvezza giungesse a tutti gli africani: “ Io non ho che la vita per consacrare alla salute di quelle anime: ne vorrei aver mille per consumarle a tale scopo “ ( S. 2271 ). I missionari e le missionarie comboniani hanno eletto precisamente questa frase di Daniele Comboni come il motto che accompagna la sua canonizzazione: “ Mille Vite per la Missione “. Un linguaggio simbolico per dire con chiarezza che Comboni visse la sua vocazione come una chiamata di Cristo alle Missioni dell’Africa Centrale.
La grata memoria di Daniele Comboni è giunta fino ai nostri giorni in cui i suoi eredi, uomini e donne della chiesa, riconoscono in Daniele Comboni l’origine di una vocazione eclesiale per la missione. Questo Dossier vuole essere l’espressione di gratitudine di tutta la Famiglia Comboniana verso Colui che, nonostante abbia vissuto soltanto 50 anni, era disposto a dare “ mille vite per la missione “.
E' nella Missione che si mantiene vivo il carisma